Piramide alimentare tranculturale, ora ci sono quinoa e bambù

Si chiama “piramide alimentare transculturale” e il suo scopo è quello di favorire l’integrazione dei bambini provenienti da etnie diverse. L’ha presentata la Società italiana di pediatria (Sip) all’Expo e il suo principio fondamentale è quello di accostare cibi più tradizionale per i piccoli italiani a quelli frequenti nella dieta di coetanei provenienti da altri Paesi. Dunque, accanto ai pomodori, si può mettere il bamboo e insieme al riso la quinoa.

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Puntare a una società aperta ai bambini di tutte le etnie

Il consiglio dei pediatri è quello di applicare questa piramide non solo a casa, ma anche a scuola e nei luoghi frequentati dai bambini, come i campi estivi. “Dobbiamo occuparci in modo attivo soprattutto dei bambini, la categoria più fragile”, ha detto il presidente di Sip, Giovanni Corsello. “Più degli adulti sentono il peso dello sradicamento dal territorio. Vogliamo fare in modo che possano ritrovare i loro gusti e i loro sapori. Se vogliamo una società aperta ai bambini di tutte le etnie, dobbiamo rispettarne le tradizioni e i costumi di provenienza”.

“I principi sono quelli della dieta mediterranea”

Nel redigerla, la Società dei pediatri, che inaugura oggi a Roma il suo congresso, ha tenuto conto dai valori nutrizionali da offrire ai più piccoli. “Sono quelli della dieta mediterranea, integrata da cibi multietnici”, ha detto in proposito Elvira Verduci, consigliere nazionale Sip. Dunque “elevata assunzione di verdura, legumi, frutta, noci e cerali integrali; consumo di pesce medio alto; elevata assunzione di acidi grassi insaturi (olio di oliva); basso intake di acidi saturi grassi e di prodotti caseari; ridotta assunzione di carne, soprattutto rossa, apporto moderato di sale e attività fisica quotidiana”.

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