Certificato di malattia: guarigione in anticipo, che fare

Obbligo di rettifica della prognosi in caso di variazioni rispetto al certificato di malattia: è arrivata la circola dell’Inps che stabilisce le regole a iniziare dalla guarigione anticipata, quando il lavoratore in malattia è tenuto a richiedere una modifica per documentare correttamente il periodo di incapacità temporanea al lavoro.

L’adempimento per il lavoratore

La rettifica della data di fine prognosi è un adempimento obbligatorio per il lavoratore sia nei confronti del datore di lavoro che nei confronti dell’istituto. Il quale, con la presentazione del certificato di malattia, avvia l’istruttoria per il riconoscimento della prestazione previdenziale, senza necessità di presentare alcuna specifica domanda. Il certificato medico, pertanto, per i lavoratori cui è garantita la tutela della malattia, assume di fatto il valore di domanda di prestazione.

Prassi poco praticata

Tuttavia, la corretta e tempestiva rettifica del certificato non costituisce a tutt’oggi una prassi seguita dalla generalità dei lavoratori, conclude la nota dell’Inps. A tal proposito, si ricorda che l’assenza a visita medica di controllo domiciliare (Vmcd) disposta dall’istituto comporta specifiche sanzioni (in termini di mancato indennizzo di periodi di malattia), prosegue l’ente previdenziale.

Sanzioni se non si è a casa

Con la circolare si chiarisce che l’assenza a Vmcd sarà sanzionata allo stesso modo anche quando sia dovuta a un rientro anticipato al lavoro in assenza di tempestiva rettifica del certificato contenente la prognosi. Anche in questo specifico caso, infatti, il lavoratore risulta assente a VMCD in un giorno in cui è ancora da considerare inabile al lavoro, in base alla certificazione medica inviata all’Inps e sulla base della quale è stata disposta la visita domiciliare, conclude l’Inps.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto