LA PSICOLOGA – Mio figlio è sempre agitato, soffre di deficit di attenzione?

Gentile dottoressa,
mio figlio ha iniziato quest’anno la scuola primaria e le maestre mi chiamano spesso a causa del suo comportamento vivace. Mi riportano che fatica a stare seduto, si alza spesso dalla sedia per andare dai suoi compagni e interrompe spesso l’insegnante durante le lezioni.

In effetti anche a casa si è rivelato un bambino impegnativo e anche i nonni, con i quali trascorre molto tempo poiché sia io che mio marito lavoriamo fino a tardi, sono molto affaticati. Le domando se mio figlio possa essere un bimbo iperattivo ed eventualmente come comportarci con lui.

Eleonora, Genova

Gentilissima Eleonora,
innanzi tutto è necessario comprendere se suo figlio soffre del disturbo da deficit d’attenzione e iperattività oppure è semplicemente vivace, poiché effettivamente la linea di demarcazione non sempre è ben delineata e spesso occorre il parere di un esperto per poter identificare quando il comportamento del bambino è veramente problematico.

Capire di cosa si tratta

Molti, tra i soggetti identificati come iperattivi presentano tra l’altro numerose caratteristiche positive: spesso sono dotati di un alto quoziente intellettivo, sono intuitivi e creativi. Solitamente però, l’ambiente che li circonda, famiglia, scuola e gruppo dei pari, non è pronto ad accogliere individui che presentano tali caratteristiche di iperattività e impulsività.

Nella maggior parte dei casi, quando un bambino è iperattivo c’è qualche altro familiare che da piccolo presentava caratteristiche simili, anche se magari in modo meno accentuato. La causa dell’iperattività non è da cercare nel modo in cui i genitori hanno educato il figlio, ma da un anomalo funzionamento del sistema nervoso centrale. Certamente, però, alcuni errori educativi contribuiscono a peggiorare la situazione, tra questi la mancanza di autocontrollo del genitore, con tendenza ad urlare o a dare sberle, una scarsa coerenza e un clima familiare caratterizzato da tensioni e scarso rispetto tra i genitori.

Quando si parla di disturbo

È da precisare che, per poter diagnosticare il disturbo, i sintomi devono apparire prima dei 7 anni ed essere presenti per un minimo di 6 mesi.
Questi i sintomi più frequenti:

  • si distrae molto facilmente, anche di fronte ad un minimo rumore;
  • fatica a stare seduto e quando lo fa, l’agitazione è forte e agita frequentemente mani e piedi;
  • fatica a rispettare i turni di parola, risponde spesso impulsivamente;
  • spesso l’eloquio è eccessivo;
  • spesso non ascolta quello che gli viene detto e trova difficile seguire le istruzioni che gli vengono impartite;
  • trova difficoltà nel giocare con tranquillità e passa frequentemente da un’attività-gioco ad un’altra.

Spesso perde il materiale necessario per un compito o un’attività scolastica e non ha cura delle sue cose.

Come comportarsi con un figlio con disturbo d’attenzione

Nel caso vostro figlio risultasse iperattivo, è da precisare che non esiste una cura per tale disturbo, esistono strategie educative che possono migliorare notevolmente la situazione del bambino in famiglia e a scuola.

Stabilite insieme poche regole ma chiare. Scrivete insieme tali regole e definite in anticipo anche le conseguenze cui il bambino andrà incontro nel caso dovesse infrangerle.

Siate chiari nelle istruzioni che date al bambino, mai più di una o due per volta. Chiedetegli di ripetere quello che gli avete spiegato, prima che inizi a fare qualcosa, per verificare che abbia compreso la consegna.

Limitate i rimproveri all’essenziale e aumentate gli incoraggiamenti e le gratificazioni per i risultati ottenuti. Evitate di dire al bambino che cosa non deve fare, piuttosto ditegli che cosa è preferibile che faccia e spiegategli perché.

Favorite per vostro figlio esperienze positive di socializzazione e inserite nella sua settimana impegni sportivi che lo divertano.

 

La dottoressa Cristina Pavia è psicologa presso il proprio studio in Bologna e counselor nelle scuole secondarie di primo grado.
Il suo sito internet è cristinapavia.net.
Potete inviarle i vostri quesiti a redazione@consumatrici.it

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