Bucarest: economica e vivace, alla scoperta della “piccola Parigi” romena

Alzi la mano chi ha mai realmente considerato Bucarest tra le possibili mete per le ferie. Beh, in caso non l’aveste fatto, sono soddisfatta di poter dire che avete fatto male. Prima di partire, tuttavia, è bene soffermarsi qualche secondo sulla recente storia della città. Durante la seconda metà dell’Ottocento, infatti, vi fu una forte crescita e benessere risultanti in una particolare architettura in stile francese, tant’è che veniva spesso soprannominata “piccola Parigi”.

Voi direte, “per quale motivo non ha più questa nomea?”. Beh, oltre alle guerre mondiali, durante la dittatura di Nicolae Ceaușescu, verso la fine degli anni Settanta, un forte terremoto distrusse buona parte della città. Ne conseguì il parziale rifacimento in stile comunista. Ecco: il contrasto tra quello che è rimasto della piccola Parigi di un tempo con quello che ne venne dopo è estremamente affascinante. Camminando per le immense strade infatti, si ha la possibilità di vedere palazzi in stile liberty affiancati da immensi palazzi di stile comunista. Immenso è il palazzo del parlamento. Pensate che misura 365.000 metri quadrati ed è l’edificio più pesante del mondo.

Un ulteriore punto di forza sono le chiese. Quella di Stravopoleo ne è un esempio: completamente affrescate e molto diverse dalle chiese cattoliche cui siamo abituati. Si tratta di una città molto viva anche dal punto di vista della vita notturna, soprattutto nelle vie centrali. E le persone, nonostante ciò che molti italiani tendono a pensare, si sono rivelate estremamente disponibili e collaborative.

Se volete spendere poco, è la città per voi: non essendo ancora stata invasa dal turismo di massa, infatti, oltre a mantenere la sua integrità, ha un costo della vita nettamente inferiore rispetto all’Italia. Dagli alloggi (fortemente consigliati gli appartamentini in affitto su booking.com), al cibo (nei ristoranti si spendono in media 15 euro a testa con due portate a base di pesce e vino). Unico fattore di scomodità è che la valuta non è l’euro, ma il RON. Tuttavia si preleva con facilità in tutti i bancomat in giro per la città.

Per girarla sono sufficienti un paio di giorni, tre se si vuole fare la fortemente consigliata tappa alle terme. Chiamarle terme, in effetti, è riduttivo vista la capienza di 4.000 persone. Sono state costruite qualche anno fa, sono quindi pressoché nuove. All’interno potrete trovare di tutto e di più: da un parco acquatico con scivoli e gommoni, sauna, bagno turco, vasche idromassaggio, trattamenti viso e corpo, lettini con lampade abbronzanti e, passando al pezzo forte, una immensa vasca con acqua a 30 gradi che si estende anche all’aperto.

Se invece avete voglia di bere qualcosa, nessun problema, all’interno della piscina è presente un bar con drink di ogni tipo a prezzi irrisori. Per pagare basta avvicinare il braccialetto magnetico fornito all’ingresso, così da poter pagare tutto all’uscita. Il tutto è immerso nel verde, tanto che sembra di essere in una foresta tropicale. Vi chiederete quanto costa tutto questo: il biglietto più costoso è l’equivalente di 17 euro (più info su https://therme.ro).

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