“Mia madre era una spia”: una storia incredibile emersa dagli archivi ungheresi

“Gli atti di mia madre” scritto dall’ungherese András Forgách, edito da Neri Pozza (315 pagine, costo 18 Euro) è un “libro verità”. L’autore racconta come, nel 2005, quando l’Ungheria ha aperto gli archivi dei servizi segreti, ha scoperto il lungo rapporto che sua madre ebbe in qualità di collaboratrice segreta con il passato regime comunista.

Due righe dell’Ecclesiaste

Una scoperta che ha sconvolto equilibri familiari, ricordi e che, soprattutto, ha creato nell’animo di András Forgách un profondo dilemma. Continuare come se nulla fosse successo? Portare alla luce la terribile scoperta? La scelta che compie è presa da due righe dell’Ecclesiaste: “… c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare”.
E il suo modo di parlare è questo libro.

Il racconto e le note d’archivio

La scrittura si dipana su più piani: in alto il racconto e sotto, in parallelo, i rendiconti emersi dagli archivi, scritti dai poliziotti dell’epoca. Testi scarni, brutali, con entrate e uscite, date, commenti.
Bruria Avi- Shaul così si chiamava la madre dello scrittore, figura in questi dossier con il nome in codice di Signora Papai. Ebrea, di sinistra, in contrasto con la politica sionista dell’allora nascente Israele, sceglie di emigrare assieme al marito e di andare ad abitare in Ungheria, un paese che, all’epoca, non dimentichiamolo, era parte integrante del blocco comunista.

Coinvolto per primo il marito, lei una donna bellissima

Anche dagli essenziali rendiconti polizieschi emerge un dato costante: Bruria era bellissima, intelligente, gentile. Nei fatti, è il marito il primo a essere coinvolto nella rete spionistica. Non si tratta di riferire segreti militari, semplicemente (e questo “semplicemente” ha un significato ripugnante), fornire informazioni sulle persone con le quali si entra in contatto: chi sono, che fanno, come la pensano. Quando il marito cade in depressione è Bruria a prendere il suo posto, dal 1974 al 1985.

Grande onestà e cuore straziato
Lo scrittore descrive il suo percorso con una onestà cristallina. Lo scrive col cuore straziato, senza mai cedere a tentazioni giustificatorie, ma conservando e preservando come valore, l’amore profondo per sua madre, un equilibrio che solo i grandi scrittori riescono a trovare.

 

Ho conosciuto questa donna…
Aggiungo una considerazione personale. Conosco l’autore da più di quarant’anni. Sono stata più volte a Budapest, a casa sua, una famiglia cosmopolita, da sempre aperta alle arti, alla letteratura, alla musica. Ho preso il caffè con sua madre, la spia di questo libro. Confermo che era bellissima, intelligente, gentile e ringrazio Andras Forgach per il suo coraggio e la sua onestà e, soprattutto, per averci regalato questo libro prezioso.

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