Brescia, chiesa piena per i funerali di Giovanna

Era gremita la chiesa di Rezzato, nel Bresciano, per i funerali di Giovanna Lazzari, la madre di 30 anni (nella foto scherzosa in basso, postata su Facebook pochi giorni fa) morta a Brescia all’ottavo mese di gravidanza con la figlia che aveva in grembo che i genitori avrebbero chiamato Camilla e che sarebbe dovuta nascere a fine mese.

“Quello che è successo è assurdo”: hanno detto alcuni amici della giovane all’esterno della chiesa dove sono in corso i funerali.

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Torino: escluse responsabilità dell’ospedale

“I primi risultati che stanno arrivando riguardano il caso di Torino, dove non risultano delle responsabilità dirette dell’ospedale Sant’Anna. Però stiamo anche investigando su tutta la fase precedente all’arrivo in ospedale, di questa come delle altre perpuere, e quindi probabilmente lì c’è necessità di un rafforzamento di quello che è il monitoraggio e la sorveglianza di gravidanze che possono essere a rischio sul territorio”. Sono queste le parole dette a Sky Tg24 hd dal ministro della salute, Beatrice Lorenzin, in merito alle recenti morti di parto.

“Bisogna prevenire tragedie del genere”

“Bisogna indagare caso per caso”, ha proseguito Lorenzin, “verificare che non ci siano stati degli errori nelle procedure di intervento durante l’accesso in ospedale e durante la presa in carico del paziente e verificare anche quello che è avvenuto prima. Questo perché, pur avendo noi una bassa casistica di donne morte durante il parto, dobbiamo abbassarla il più possibile e l’unico modo per farlo è studiare tutti i casi dove si sono verificate queste tragedie per poterle prevenire laddove è possibile. E poi purtroppo, ahimè sembra assurdo pensarlo, si può ancora morire di parto”.

Angela morta di parto, l’autopsia non spiega: le notizie del 29 dicembre

L’autopsia di Angela Nesta, morta durante il parto all’ospedale Sant’Anna di Torino, non ha fatto luce le cause dei decessi. Nel parto è morta anche Elisa, come sarebbe stata chiamata la sua bimba.

Per scoprirle, secondo quanto diffuso dall’Agenzia Ansa, sarà necessario attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico. Il medico legale Valter Declame, incaricato di eseguire l’esame dalla procura di Torino, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo al momento contro ignoti, ha chiesto 60 giorni per depositare la consulenza.

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“Vogliamo capire il perché”

“Vogliamo capire se è stata una disgrazia, una tragica fatalità o se ci sono delle responsabilità”. Sono le parole di Francesco Scarlata, il compagno di Angela Nesta, la donna morta nella notte di Santo Stefano di parto a Torino con la sua bambina, Elisa, nata già senza vita. Oggi, martedì 29 dicembre, verrà effettuata l’autopsia sui corpi di mamma e figlia da Valter Declame e dai periti di parte, Aurelio Storace e Tullio Bandini, per capire cosa sia successo e intanto Francesco ricostruisce le ultime ore della sua compagna.

 

L’avvocato: “Nessuno ha avvertito i famigliari”

“Hanno chiamato con il cellulare di Angela”, aggiunge, “dicevano di venire subito, che avevano trovato Angela a terra, sanguinante, con la bimba già con la testa fuori, e che la piccola era morta”. Poi, a prendere la parola, è l’avvocato a cui ha deciso di affidarsi, Giulio Calosso: “È grave che, anche in presenza dei carabinieri, nessuno dei medici si sia preso la responsabilità di dire ai familiari cosa è accaduto”.

 

Angela e Elisa morte in sala parto: si indaga per omicidio colposo, le notizie del 27 dicembre

L’ipotesi di reato è di omicidio colposo per il momento a carico di ignoti nell’inchiesta aperta a Torino per la morte di Angela Nesta, una casalinga di 39 anni, durante il parto insieme a Elisa, la bimba che aspettava nata già senza vita, dopo 9 mesi di gravidanza senza alcun problema. È successo all’ospedale Sant’Anna, a Torino. Il padre della donna, Pietro Nesta, ha affrontato il personale medico che voleva impedirgli di vedere la figlia e sono dovuti intervenire i carabinieri: “Voglio capire”, ha detto, “voglio soltanto sapere che cosa le è successo”.

Il compagno: “Era tutto quello che avevo”

Anche Francesco, il compagno della vittima (con lei nella foto) è stupefatto per l’accaduto: “Erano tutto quello che avevo”, commenta affranto. Le carte sono state trasmesse ai pm Monica Supertino e Raffaele Guariniello. Quest’ultimo si occupa del pool consumatori prendendosi in carico anche le presunte colpe mediche. Sarà uno degli ultimi atti di indagine del magistrato, che tra breve lascerà il servizio. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sta disponendo l’invio degli ispettori a Torino.

L’ospedale: un improvviso arresto cardiaco

“Anche noi vogliamo capire che cosa è successo”, spiegano dall’ospedale, “per quanto posso dire, allo stato attuale delle informazioni, il decorso della paziente era del tutto regolare, fino alla tarda serata quando si è registrata un’improvvisa dilatazione, che ha fatto precipitare la situazione. La paziente è stata subito portata in sala parto, ma nell’ultima fase ha avuto un arresto cardiaco. A quel punto non c’è stato più nulla da fare, malgrado la presenza di tutta l’equipe medica: la bimba è nata morta e la mamma non si è più ripresa, nonostante i tentativi di rianimazione”.

Il padre: “Ci avevano detto di andare a casa”

I carabinieri della stazione Lingotto hanno identificato i componenti dell’equipe medica che si è occupata di Angela sequestrando la documentazione sanitaria. Domani la procura di Torino farà eseguire le autopsie, affidati al medico legale Valter Declame. “Aveva un dolore all’addome”, ha raccontato ancora il padre. “Pensavo fosse normale per il parto, che era previsto per oggi. Poi i medici ci hanno detto, prima a me e poi al suo compagno, di andare a casa. Da allora ho solo saputo che è morta con la bambina e nessuno mi ha dato uno straccio di spiegazione”.

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