“Chiamiamo il babbo”: Ettore Scola nel libro delle figlie Paola e Silvia

Paola e Silvia sono le figlie di Ettore Scola e da pochi giorni sono in libreria con il volume “Chiamiamo il babbo” (Rizzoli, 288 pagine, 19 euro). Il celebre regista è stato un padre “che ogni bambina, e poi ogni donna e ogni persona sogna di avere; uno su cui puoi contare sempre quando ne hai bisogno e che si tira da parte quando non lo vuoi fra i piedi; che fa il tifo per te, che ti sprona, ti incoraggia e ti stoppa quando è il momento di mettere dei limiti. E che ti ama incondizionatamente”.

Pagine che commuovono

Il libro fa sorridere, commuovere, e ricordare una stagione di cinema che non c’è più, ma che ha lasciato capolavori insuperati grazie a autori, sceneggiatori e registi come Sergio Amidei, Age e Scarpelli, Federico Fellini, tutti artisti che con Scola hanno lavorato. E nel libro non c’è solo il cinema, la scrittura, la recitazione ma soprattutto c’è la famiglia Scola, con il suo lessico, i modi di dire quasi tutti mutuati, e non poteva essere altrimenti, dal cinema.

La citazione di Totò

A cominciare dal titolo del libro, un’espressione che Ettore Scola, come raccontano le figlie, amava ripetere quando qualcuno si mostrava non all’altezza della situazione, ricordando una battuta di Totò che, caduto nelle mani del figlio incapace del suo dentista, invoca appunto “chiamiamo il babbo”. Silvia, sceneggiatrice e autrice teatrale, e Paola, segretaria di edizione e aiuto registra, hanno lavorato entrambe per Scola e, nel libro, raccontano i vezzi, i capricci, le manie del grande regista.

I rapporti umani nel mondo del cinema

Ma ripercorrono anche l’enorme umanità e vicinanza con le maestranze, la serietà e meticolosità al limite dell’ossessione che metteva nel suo lavoro e lo fanno ricordando i set dei tanti film girati dal Maestro con attori straordinari come Mastroianni e Sophia Loren, Monica Vitti e Manfredi, Gasmann, Alberto Sordi ma anche Massimo Troisi, che le figlie rivelano Scola amava come il figlio maschio che non aveva mai avuto. E ripercorrendo la vita lavorativa del regista, non tralasciano di sottolineare come molto più che il suo Paese, la Francia sia stata generosa con Scola avendogli tributato gloria e onori che non sempre ha ottenuto a casa sua.

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