Roma: due colpi di pistola contro la troupe di Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia

Sempre più difficile il mestiere di Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia e delle troupe che vanno in giro con lui. Dopo Bologna (due volte) e Padova, c’è da registrare un’altra aggressione, stavolta a Roma.

Due colpi di pistola, il lancio di un mattone che ha ferito un cameraman e minacce di morte contro Vittorio Brumotti e la sua troupe: questo l’episodio più recente. L’aggressione è avvenuta ieri pomeriggio a Roma, durante un’inchiesta sulla droga. A darne notizia è la stessa testata in una nota.

L’inviato nel quartiere San Basilio

L’inviato di Striscia si trovava nel quartiere San Basilio per documentare lo spaccio di sostanze stupefacenti che avviene alla luce del sole, gestito da alcune famiglie italiane, a quanto sembra, legate alla camorra.
Adescato con la proposta di vendergli cocaina e altre droghe, Brumotti ha iniziato la sua campagna contro lo spaccio usando il megafono. Immediatamente da un blocco di case popolari si sono levate urla, insulti e minacce.

Verso le 16.15, sceso dal suo furgone, Brumotti ha sentito due colpi di arma da fuoco. Girandosi ha visto una persona in passamontagna correre verso di lui e la sua troupe lanciando un mattone che ha ferito a una gamba uno dei cameraman. L’inviato di Striscia e la troupe sono quindi saltati sul furgone, allontanandosi di corsa dal quartiere.

La seconda volta di Bologna

Bologna-Padova-Bologna: non la sfanga la troupe di Striscia la notizia. Nella città delle Due Torri nuova aggressione, dopo quella del 15 novembre, ieri sera a una troupe della trasmissione Striscia la Notizia, spintonata da un gruppetto di spacciatori nel parco della Montagnola, durante la realizzazione di un servizio sullo spaccio di droga nella zona.

Movimenti sospetti alla Montagnola

Lo stesso inviato Vittorio Brumotti, con due cameraman, come l’altra volta stava filmando movimenti sospetti nel Parco adiacente alla centrale Piazza 8 Agosto, quando è stato inseguito da alcuni giovani. Uno di loro sarebbe già stato identificato. Anche quattro del precedente gruppo, che l’altra volta compì anche una rapina, strappando a un operatore la telecamera, furono individuati e arrestati dai carabinieri nei giorni successivi.

In questo caso non ci sarebbe stata rapina, ma pare che una telecamera sia stata danneggiata, e la troupe avrebbe subito soprattutto spintoni, più che percosse.

 

Un’aggressione anche a Padova: le notizie del 24 novembre

Vittorio Brumotti, l’inviato sul territorio di Striscia la notizia, dopo l’aggresisone della settimana scorsa in una zona “calda” di Bologna, è stato nuovamente picchiato, mercoledì sera, durante la registrazione di un servizio sullo spaccio di stupefacenti a Padova, nell’area antistante la stazione ferroviaria.

La troupe accerchiata dagli spacciatori

La troupe di Striscia è stata accerchiata da un gruppo di spacciatori, una trentina – secondo gli autori della trasmissione -, che ha poi aggredito Brumotti e i suoi operatori con sputi e schiaffi e il lancio di una bottiglia. Questo episodio si verifica a pochi giorni di distanza dall’aggressione, sempre a Vittorio Brumotti e alla sua troupe, avvenuta nel parco della Montagnola di Bologna dove si era recato per un servizio sullo spaccio di stupefacenti (vedi articolo in basso).

 

Le notizie del 15 novembre

Una troupe della trasmissione Striscia la Notizia è stata aggredita e rapinata nel parco della Montagnola di Bologna, durante la realizzazione di un servizio sullo spaccio di droga nella zona.

Affrontato da una decina di uomini

L’inviato Vittorio Brumotti, con due cameraman, aveva filmato alcune cessioni di stupefacente, a quanto pare fingendosi un potenziale cliente. Quando il cronista si è svelato, estraendo un megafono per denunciare l’accaduto, è stato affrontato da una decina di stranieri, che gli hanno sottratto le telecamere.

Il precedente con il padre

Non è la prima disavventura per Vittorio Brumotti. Nell’agosto 2015 era stato aggredito insieme al padre mentre era in bicicletta tra Toirano e Bardineto, in provincia di Savona. La causa era stata un litigio per una manovra azzardata da parte di un’auto che era sopraggiunta.

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