Oggi torna Moby Dick, il regista: “È il film che avrei voluto vedere” (video)

Dal 1851 a oggi. La storia di Moby Dick si tramanda di generazione in generazione. Erano però praticamente 50 anni che sul grande schermo non si vedeva una trasposizione cinematografica del celebre romanzo. Il film da oggi è nei cinema italiani. Dal famoso “Moby Dick” di John Huston del 1956, della balena più celebre di tutti i tempi si era persa ogni traccia. Ci ha pensato quindi il regista Ron Howard, il 29 novembre scorso ospite da Fazio a “Che tempo che fa”, a riportare in auge il mito con il film “Heart of the sea – Le origini di Moby Dick”. E questa volta l’ha fatto partendo dalla storia vera. Perché in fondo si sa, è dalle storie vere che originano le leggende.

La storia che ha ispirato Moby Dick

Melville ha preso spunto, per il suo capolavoro, dalla biografia del primo ufficiale Owen Chase, “Narrazione del naufragio della baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso capodoglio al largo dell’Oceano Pacifico” del 1821. E Ron Howard ha seguito le orme dello scrittore americano, riproponendo la storia reale, adattando la sua pellicola al recente romanzo “Nel cuore dell’Oceano – La vera storia della baleniera Essex” di Nathaniel Philbrick del 2000. Non più quindi un film basato soltanto sull’odio reciproco tra balena e comandante, ma una storia che racconta anche tutto ciò che ne è stato dei sopravvissuti all’attacco di Moby Dick.

Trama del film

Nel 1820 la baleniera Essex, spintasi al largo dell’Oceano Pacifico, viene attaccata da una creatura immensa: una balena dalle dimensioni incredibili che affonda la nave in poco tempo. I pochi superstiti vengono spinti oltre i loro limiti per poter sopravvivere. Sfidando la fame, il mare aperto e la disperazione, i membri dell’Essex devono cercare dentro loro stessi quel sentimento che li può portare in salvo. Dalle scelte morali delle loro spedizioni al valore della loro vita, ognuno di loro deve fare i conti con molto di più di una deriva in mare aperto.

“La balena un po’ come King Kong”

Ron Howard, nel parlare del suo film, ha detto: “È il film più complesso che abbia mai dovuto girare. Ho dovuto attingere alle mia esperienza da altri film che ho girato per cercare di gestire tutti gli elementi e rendere il dramma personale dei personaggi che potesse avere un impatto importante”. Per quanto riguarda l’immagine della balena, resa da Melville come simbolo di tutto ciò che è ignoto e inafferrabile, da altri come impersonificazione di tutti i mali, per il regista di Rush e Apollo 13 “non deve essere intesa come lo Squalo, un killer con fame di sangue, ma più come King Kong: la forza della natura svegliata dall’uomo”. E sul perché ha voluto girare questo film ha aggiunto: “Perché avrei davvero voluto vedere un film così”. Anche noi.

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