Johanna, la cognata che regalò la fama postuma a Van Gogh e salvò i suoi quadri (video)

Tutti conoscono Vincent Van Gogh. Molti sanno che si è suicidato. Pochi sanno che da vivo non ha mai venduto un quadro. Nessuno sa che è stata Johanna Van Gogh, (moglie di Theo, fratello minore di Vincent, nella foto sotto con figlioletto a cui avevano dato il nome di Vincent) la vera artefice della fama del pittore. A raccontare questo singolare aspetto della vicenda, ci pensa il libro “La vedova di Van Gogh” – 190 pagine, 16 euro – scritto da Camilo Sanchez e edito da Marcos y Marcos.

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Una lettura appassionante

È una lettura appassionante,  piena di informazioni curiose tratte sia dal diario personale di Johanna, che dalle oltre 600 lettere che  il pittore scrisse al fratello, durante i dieci anni in cui si  dedicò esclusivamente alla pittura, sostenuto economicamente da Theo che, per inciso, morì di sifilide solo sei mesi dopo il suicidio di Vincent.

Una vedova affascinante
Figura affascinante quella della vedova Van Gogh. Una donna colta,  risoluta, libera, che si trovò inaspettatamente sulle spalle (si fa per dire) centinaia di tele di un pittore in cui nessuno credeva, che non aveva mai fatto una mostra e che non aveva mai venduto in vita sua nemmeno un disegno.

Una locanda tapezzata di quadri che nesusno comprava

Per campare, la donna aprì una locanda in un paesino nei pressi di Utrecht, in Olanda, appendendo alle pareti decine e decine di quadri del cognato. E fu da quel piccolo paese sperduto che iniziò a darsi da fare per far conoscere la meravigliosa opera di Vincent Van Gogh. Ma per sapere come, bisogna leggere il libro.

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