Incubo ferro da stiro: 6 consigli per smettere di usarlo (o quasi)

Desiderate aderire alla ormai virale campagna #iononstiro contro il riscaldamento globale oppure, più semplicemente, stirare è da sempre il vostro incubo? Vorreste ridurre l’utilizzo del ferro da stiro oppure, addirittura, segregare definitivamente questo elettrodomestico in cantina senza, per questo, mostrarvi con abiti stropicciati che darebbero di voi un’idea di trascuratezza? Ecco qualche consiglio da seguire al riguardo, valido però soltanto se si estrae il bucato appena conclusosi il ciclo di lavaggio.

La centrifuga ottimale è a 600 giri al minuto

Maggiore è il numero dei giri della centrifuga e più stropicciati usciranno i capi al termine del lavaggio. Un bucato estratto da un cestello che ha roteato a 1000 giri al minuto sarà pure quasi completamente privo di acqua ma senz’altro non risulterà indossabile senza essere – aggiungiamo noi faticosamente – stirato. Impostando invece la centrifuga a 800 o – meglio ancora – 600 giri al minuto si può pensare di ridurre o eliminare l’uso del ferro; salvo un tempo maggiore impiegato per l’asciugatura, dato il più alto residuo di acqua.

Via libera alle grucce

Una volta estratti dalla lavatrice, gli abiti vanno innanzitutto sbattuti al fine di eliminare sulla loro superficie le pieghe formatesi durante il lavaggio. Quindi essi vanno risvoltati – le fibre si distendono meglio – e differenziati per tipologia: le magliette, le camicie, le gonne e i pantaloni – dopo aver allacciato i bottoni e averli tirati manualmente verso il basso – vanno appesi sulle rispettive grucce; esattamente come quando li si deve riporre nell’armadio. Asciugandosi all’aria aperta, i capi assumeranno così naturalmente la forma che devono avere una volta indossati.

Lo stendino sì, ma senza mollette

Le mollette che solitamente vengono poste sul bucato adagiato sullo stendino lo tengono ben ancorato ad esso ma hanno un difetto: lasciano la loro impronta, la quale scompare soltanto rilavando il capo. Una volta assicuratisi che non vi siano condizioni atmosferiche che facciano letteralmente volare gli abiti sullo stendino, si può quindi tranquillamente fare a meno delle mollette. Quando poi il bucato si è asciugato, occorre prontamente ritirarlo dallo stendino e riporlo singolarmente, evitando di formare delle vere e proprie “montagne di vestiti”.

Meglio stendere in bagno

Il vapore che abitualmente si forma in bagno dopo il suo utilizzo quotidiano contribuisce a distendere le pieghe dei vestiti. Gli abiti appena lavati appesi sulle grucce nel vano doccia, in una mezz’ora scarsa potrebbero così perdere – senza il dispendio di nostre energie – le pieghe più pronunciate. Se non è possibile utilizzare il bagno, il calore sui capi si può sempre ricreare spruzzandovi sopra acqua tiepida tramite un comune spruzzino. L’importante è che poi i panni vengano distesi tirandoli verso il basso.

Via le pieghe con il fondo caldo di una pentola

Perché non sfruttare lo stesso principio – il calore – dei ferri da stiro a carbone? Dopo aver cucinato e svuotato una pentola del contenuto cotto o scaldato, la si pone sulla piega da eliminare sull’abito, muovendo il suo fondo come fosse un ferro da stiro. Il risultato è garantito in pochi attimi.

Per gli irriducibili del ferro da stiro

A chi non vuole rinunciare completamente al ferro da stiro, ma soltanto ridurne il tempo di utilizzo consigliamo comunque di non stirare lenzuola, biancheria intima (slip, calze, camicie da notte, pigiami, ecc.), strofinacci per la cucina e asciugamani: basta piegarli ordinatamente prima e dopo l’asciugatura. Infine, seguendo bene i nostri consigli, delle camicie è sufficiente stirare soltanto polsini e colletto.

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