Macchie e sole: “La pelle va protetta 365 giorni l’anno”

L’abbronzatura che se ne va a volte può lasciare antiestetiche macchie sulla pelle, un “problema” che riguarda 1 donna su 3 sopra i 40 anni, ma la cui incidenza si registra anche nella fascia fra i 20 e i 30. Perché succede? E soprattutto: che cosa si può fare per mandarle via? “Le macchie solari sono modificazioni, circoscritte o diffuse, del colore della pelle, determinate in linea di massima da un accumulo di melanina, il pigmento prodotto dai melanociti che ci “regala” la tintarella”, spiega Santo Raffaele Mercuri (nella foto sotto), primario di dermatologia IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. “Le più diffuse sono il melanoma e le lentigo”.

Le macchie da melasma

“Le macchie da melasma”, prosegue, “di colore grigio-marrone, compaiono tipicamente su fronte, zigomi, labbro superiore. Sono spesso generate da variazioni ormonali, in particolare da un elevato livello di estrogeni, che vanno a stimolare l’attività dei melanociti: non a caso, ad essere più vulnerabili a questo tipo di macchia sono le donne in gravidanza e quelle che assumono la pillola anticoncezionale. Altri fattori di rischio possono essere l’assunzione di farmaci fotosensibilizzanti (antibiotici, antidepressivi, corticosteroidi) e l’applicazione di cosmetici, quali i profumi, o la ceretta fatta a ridosso dell’esposizione solare”.

Le lentigo

“L’altro tipo di macchie, le lentigo (che si distinguono in lentigo solari e lentigo senili), sono invece chiazze brune, spesso tondeggianti, che si sviluppano su viso, dorso delle mani, décolleté, spalle, schiena. La causa è spesso un’esposizione eccessiva e poco protetta ai raggi ultravioletti di tipo A, i principali responsabili dell’invecchiamento della pelle”.

Come intervenire

Come eliminarle? “La cosa migliore è rivolgersi a un dermatologo per una diagnosi precisa”, risponde il dottor Mercuri. “Una volta individuato il tipo di macchia, sarà possibile scegliere il trattamento più indicato. In genere, il primo step di terapia è costituito da creme da applicare tutti i giorni per almeno due mesi, a base di idrochinone associato ad altre sostanze schiarenti (sotto ricetta dello specialista, vengono realizzate dal farmacista in preparazione galenica)”.

Il peeling chimico

“Buoni risultati si ottengono anche con il peeling chimico a base di sostanze esfolianti e depigmentanti come l’acido glicolico o l’acido retinoico”, continua l’esperto. “Il peeling, tra l’altro, rimuove gli strati cornei superficiali, favorendo la rigenerazione della pelle. In linea di massima si possono prevedere 4-5 sedute”.

Un aiuto dal laser

Per le macchie più ostinate, infine, si può ricorrere al laser: “Oggi ne esistono di diverso tipo, da scegliere in base al tipo di macchia e alla zona da trattare”, afferma il dermatologo. “Il costo è di circa 500 euro a seduta (si va dalle due alle quattro sedute), i risultati sono molto soddisfacenti”.

Meglio agire da ottobre

Qualsiasi tipo di trattamento va effettuato, naturalmente, quando si è sicuri che non ci si esporrà più al sole. Il momento migliore: da ottobre in poi. “La raccomandazione fondamentale, per evitare che le macchie ritornino o che se ne formino di nuove, è che la pelle va protetta 365 giorni l’anno, applicando quotidianamente creme con un fattore di protezione adeguato”, sottolinea Mercuri. “Non dimentichiamo inoltre che la prevenzione è l’arma più efficace per gli inestetismi causati dal sole: mai esporsi al sole senza protezione, evitare le ore più calde, prendere la tintarella il più possibile con gradualità. Se non abbiamo applicato queste norme con regolarità fino ad ora, proponiamoci di farlo sicuramente per le prossime esposizioni al sole”.

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