Caos capitale, proposta choc dei grillini: “Togliete il simbolo alla Raggi”

Anche gli stracci sembrano finiti e ora, non potendo gettare altro, in casa Cinque Stelle si pensa alla soluzione estrema: Virginia Raggi continui a fare il sindaco di Roma, “ma toglietele il simbolo”. Lo chiede il “popolo” del Movimento di Beppe Grillo, sempre più infuriato con la sua (ex?) pupilla e incalzato allo spasimo da Paola Taverna e Carla Ruocco. Senza contare che Roberta Lombardi, esclusa dal mini direttorio romano, sta affilando le unghie per disarcionare Raggi, dopo essere stata lei a venire disarcionata.

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Virginia Raggi: “Diamo fastidio ai poteri forti”

Dopo la crisi della giunta grillina a Roma, sembrava che lunedì prossimo, 5 settembre, sarebbe approdato in Campidoglio Beppe Grillo per vedere Virginia Raggi e fare il punto della situazione. Ma ci ha ripensato lasciando campo al direttorio e il guru del Movimento 5 Stelle resta in silenzio non commentando il caos capitolino. Intanto è partita la selezione dei curricula per scegliere il nuovo assessore al Bilancio dopo le dimissioni di Marcello Minenna.

La sindaca: “Andiamo avanti”

È stata poi la volta della stessa sindaca di intervenire dicendo che la sua giunta andrà avanti con determinazione anche se “diamo fastidio ai poteri forti”. Virginia Raggi interviene mandando messaggi rassicuranti dopo le dimissioni a catena nella sua giunta. “Siamo determinati”, ha aggiunto, “a lavorare per il bene della città. Queste dimissioni non ci spaventano. Diamo fastidio ai poteri forti ma siamo uniti”. E ha annunciato: “Stiamo valutando personalità di grande rilievo e caratura”.

“Squali intorno a Virginia”: trame a 5 Stelle contro la Raggi

Eccolo che ricompare per schierarsi a fianco dell’ormai ex moglie. È Andrea Severini (nella foto sotto), marito separato nella sindaca di Roma Virginia Raggi che, in un solo giorno, ha perso 5 pezzi del sistema pentastellato in Campidoglio e ha fatto respirare aria di crisi in giunta a due mesi dalle elezioni comunali. L’uomo, anche lui militante del Movimento 5 Stelle, scrive su Facebook: “È il momento di fare quadrato, gli squali sono in agguato, altri sono fuggiti! Chi non capisce questa situazione è con il vecchio sistema. Forza”.

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L’affondo di Paola Taverna

Ma chi sono gli squali? La guerra all’interno del Movimento, è feroce, come ha accennato (sempre su Facebook, piazza politica preferita dai 5 Stelle, seconda solo al blog di Beppe Grillo) Marcello Minenna, il dirigente Consob che ha lasciato l’incarico di assessore al Bilancio del Comune di Roma. Della faida di certo fa parte Paola Taverna (sotto) che è categorica: Virginia Raggi rimetta a posto la situazione oppure se ne torna a casa prima di far affondare in un fallimento l’esperienza a Roma.

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Roberta Lombarda prepara la vendetta

Non è da meno neanche un’altra nemica interna raccolta strada facendo. Roberta Lombarda, prima pezzo da 90 del direttorio capitolino e poi sbalzata fuori dai fedelissimi di Raggi. A proposito della faida tra le due, è stato detto che “se la Raggi dovesse arroccarsi sulle sue decisioni, potrebbero arrivare le clamorose dimissioni degli esponenti del mini-direttorio”. Posizione su cui si allinea anche Davide Barillari, la cui sorte è stata analoga a quella di Lombardi.

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Di Maio e Di Battista in silenzio

Che fanno invece Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista? In tanti hanno provato a strappare al secondo una dichiarazione, ma al telefono rimbalzano per il momento i giornalisti mettendo davanti impegni pregressi e più importanti, come la campagna per il no al referendum costituzionale d’autunno. Di Maio, invece, invoca lobby e potentati che vogliono il fallimento dei 5 Stelle per toglierli di mezzo. C’è però chi giura che i due “statisti” del direttorio nazionale stanno osservando in silenzio per poi decidere che fare: sostenere la militante prodigio che ha espugnato Roma ai partiti tradizionali o farla saltare prima che a debacle possa riverbersi su tutto il Movimento.

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