“Non è più giustificata”: l’Italia evita la procedura d’infrazione per debito

“La procedura per debito non è più giustificata’’: con queste parole, che valgono almeno 7 miliardi di euro, il Commissario agli affari economici della Ue Pierre Moscovici, ha comunicato la decisione di Bruxelles di non raccomandare all’Ecofin l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia per debito eccessivo. Un annuncio accolto positivamente dai mercati con lo spread in ulteriore calo, a 200 punti base, ai minimi da maggio 2018.

 

Ha funzionato l’assestamento di bilancio

La decisione dell’esecutivo europeo prende atto delle rassicurazioni sui conti fornite dal governo italiano con l’assestamento di bilancio per il 2020, approvato lunedì, e con il decreto che congela di fatto le minori spese da quota 100 e reddito di cittadinanza.

‘’Avevamo posto tre condizioni – ha detto Moscovici (nella foto col premier Conte) – dovevamo compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019  per lo 0,3% e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni e quindi la procedura per debito non è più giustificata’’.

 

La lettera di Conte e Tria

 Il commissario ha citato la lettera firmata dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Giovanni Tria con la quale lunedì l’Italia si è impegnata a rispettare il Patto, facendo ‘’un aggiustamento strutturale significativo nel 2020’’.  Gli impegni assunti dal governo dovrebbero essere sufficienti – secondo Bruxelles – a coprire il buco del 2019 e in parte anche a compensare la deriva del 2018.

L’apertura di credito della Commissione europea era attesa dopo i messaggi rassicuranti giunti dai partner a margine del Summit sulle nomine Ue.

 ‘’L’Italia ha messo sul piatto oltre 7 miliardi di euro che ci consentono di dire che siamo in linea con le previsioni del famoso 2,04% di deficit/Pil nel 2019’’, aveva detto Conte, dimostrandosi ottimista.

Ma gli occhi dell’Eurogoverno restano puntati sull’Italia, in  attesa dell’approvazione delle linee guida per il bilancio del 2020 dal quale ci si attende una forte presa di posizione sul calo del debito, sulle misure alternative all’aumento dell’Iva e in particolare sulla annunciata introduzione della Flat tax.

Nuovo pericolo in autunno

La procedura è accantonata, ma il pericolo potrebbe ripresentarsi in autunno, quando il governo scoprirà le carte della prossima manovra.

Il  governo tira per ora un sospiro di sollievo e il vicepremier Luigi Di Maio si congratula con Conte per il lavoro fatto ai tavoli europei che ha consentito di evitare una procedura che ‘’l’Italia non meritava’’, mentre Matteo Salvini, dicendosi certo del risultato positivo, rilancia sulla Flat tax che ‘’resta in campo, senza dubbio’’.

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