Carola Rackete è libera, il prefetto la caccia dall’Italia, ma il Pm respinge la proposta

Il Gip di Agrigento non ha convalidato l’arresto: la comandante Carola Rackete è libera. Quanti l’hanno criminalizzato ora dovranno vergognarsi.

Secondo la Gip la comandante ha agito “per adempiere al dovere di portare in salvo i migranti”. E questo è uno bello smacco per Salvini e i suoi.

Il gip di Agrigento non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch Carola Rackete e non ha disposto nei confronti della giovane tedesca nessuna misura cautelare. La Procura aveva chiesto la convalida del provvedimento e il divieto di soggiorno in provincia di Agrigento. Carola dunque torna libera.

La reazione biliosa di Salvini

“Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale”: è questa la prevedibile reazione piena di bile del ministro dell’Interno Matteo Salvini,  socnfitto su tutta la linea.

Il prefetto di Agrigento la espelle, ma…

 

Il prefetto di Agrigento Dario Caputo, che per tutta la serata di ieri è stato in contatto diretto col Viminale, subito dopo l’assoluzione di Carola, ha firmato il provvedimento di allontanamento dall’Italia nei confronti della comandante della Sea Watch. La decisione – si racconta – è stata presa dopo avere approfondito i profili amministrativi della vicenda.

 

Ma il Pm boccia l’espulsione

Ma il provvedimento del prefetto non è stato convalidato dall’autorità giudiziaria. La procura ha già negato il nullaosta per l’espulsione per esigenze di giustizia.

La comandante Carola, infatti, dovrà rispondere a un secondo interrogatorio, questa volta con i pm che indagano per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un’ipotesi di reato per la quale, dopo il verdetto della giudice delle indagini preliminari di Agrigento, Carola si sente molto più “leggera”.

 

La solidarietà dell’Europa

Solidarietà a Carola Rackete è stata espressa oggi dai banchi della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo da parte di alcuni eurodeputati che hanno portato in aula cartelli che chiedevano la liberazione della comandante della nave Sea Watch 3.

“Il soccorso non è un crimine”

“Liberate Carola” e “Il soccorso non è un crimine” alcuni dei testi apposti nei manifesti esposti in aula alla prima seduta plenaria. Nei cartelli anche le fotografie che ritraevano la capitana Carola, stando a quanto si poteva vedere dalle immagini mandate in onda dal circuito del Parlamento europeo.

 

Le notizie del 1° luglio

La comandante Carola Rackete dovrà passare almeno un’altra notte agli arresti domiciliari.

Infatti, dopo un interrogatorio durato due ore e mezza, la giudice per le indagini preliminari di Agrigento Alessandra Vella si è riservata la sua decisione che notificherà solo domani mattina.

Ci si attendeva una procedura più rapida. Ma la Gip ha deciso diversamente.

 

L’udienza nel pomeriggio: cambia le previsioni

L’udienza davanti al gip è stata fissata per questo pomeriggio.

La capitana si è presentata davanti al Gip. Subito dopo l’interrogatorio, la comandante Carola Rackete lascerà gli uffici giudiziari di Agrigento in stato di libertà, ma potrebbe dovere abbandonare al più presto l’isola di Lampedusa. Perché la procura ha chiesto la convalida dell’arresto operato dalla Guardia di finanza, ipotizzando la resistenza e la violenza contro una nave da guerra – reato punito con la reclusione da 3 a 10 anni – e la resistenza a pubblico ufficiale. Ma non ha chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

Al massimo libera entro domani

Secondo ilfattoquotidiano.it Carola Rackete sarà liberata al massimo entro domani martedì 2 luglio.

La Procura ha chiesto il divieto di dimora in provincia di Agrigento e, secondo l’articolo 291 del codice penale, il giudice per le indagini preliminari non può richiedere una misura cautelare maggiore.

La capitana della Sea Watch sarà quindi libera entro le 21,30 di martedì 2 luglio.

 

Divieto di dimora in provincia di Agrigento

Per la giovane comandante tedesca, la pm Gloria Andreoli, sotto il coordinamento del procuratore Luigi Patronaggio e dell’aggiunto Salvatore Vella, ha sollecitato il divieto di dimora in provincia di Agrigento. E visto che il gip non può disporre misure più severe rispetto a quelle chieste dalla procura, la giovane comandante tedesca dovrebbe tornare libera, in attesa della conclusione delle indagini.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto