Studente caduto dal 5° piano: per i docenti la gita all’Expo “è andata bene”

“Con sincera partecipazione ed entusiasmo la classe ha contribuito al buon esito della visita all’Expo di Milano nei giorni 9 e 10 maggio”. È quando si legge in una relazione datata 15 maggio. Cinquantotto pagine con cui il consiglio di classe presenta all’esame di maturità la quinta E, quella che frequentava Domenico Maurantonio, il ragazzo padovano precipitato 5 giorni prima, il 10 maggio, dalla finestra dell’hotel Da Vinci di Milano perdendo la vita.

“Classe che conferma vivacità intellettuale”

Nessun riferimento alla morte del diciannovenne, una morte sulla quale si sta cercando ancora di fare piena luce tanto che anche la preside dello scientifico Nievo, pur mantenendo le parti a difesa dei ragazzi, ha detto – in base a quanto ha riportato il Corriere del Veneto – che “se hanno sbagliato, vanno compresi e perdonati”. Sono gli stessi ragazzi che hanno disertato la veglia in suffragio del compagno che non c’è più. Nonostante ciò, la quinta E appare solo come un gruppo di maturandi non proprio tutto libri e studio. Tuttavia nel complesso, secondo Anna Marcellan, docente di storia e filosofia, “la classe ha confermato vivacità intellettuale e discrete capacità logiche”. Tra le pecche, invece, “non sempre vi è stata la disponibilità a un lavoro rigoroso di assimilazione e rielaborazione di quanto veniva proposto durante le lezioni”.

Qualche problema solo nello studio: “Si applicano poco”

Se di problemi ce ne sono stati all’interno della quinta E, questi per il consiglio di classe non comprendono il sospetto che i ragazzi non abbiano detto tutto quello che sanno a proposito della morte del loro compagno. Tra i lati negativi, infatti, ci sono solo questioni strettamente scolastiche. “Una parte”, scrivono ancora i professori, “ha sottovalutato l’importanza dell’applicazione costante allo studio, confidando nelle proprie capacità di recuperare, in tempi brevi, quanto non realizzato con il lavoro quotidiano. A marzo il consiglio ha con forza richiamato gli studenti a un impegno adeguato e costante, in modo da migliorare i risultati che apparivano inferiori alle loro possibilità. Il comportamento di una parte della classe è stato corretto mentre si è evidenziata la necessità di richiamare altri alunni alla concentrazione e al rispetto delle regole”.

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