Sole: gli errori da evitare, da oggi al 6 un convegno di dermatologi a Sorrento

Voglia di sole. Dopo l’inverno torna prepotente. Ma ci sono cose importanti da sapere. Una corretta esposizione al sole è alla base della prevenzione dei tumori della pelle, la cui incidenza è in continua crescita. Purtroppo, nonostante le raccomandazioni, gli errori dei patiti della tintarella sono ancora numerosi.
Sarà questo uno degli argomenti messi a fuoco durante il 92° Congresso Nazionale della SIDeMAST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse), che si terrà a Sorrento dal 3 al 6 maggio.
Abbiamo chiesto di parlarcene al professor Giuseppe Monfrecola, Ordinario di Dermatologia dell’Università Federico II di Napoli e Presidente del Congresso.

Occhio alla tintarella da week-end
“Chiariamo innanzitutto una cosa: non è che il sole sia diventato “cattivo”, come spesso si sente dire”, afferma il professor Monfrecola. “È  solo questione di come lo si prende”.
Le esposizioni “mordi-e-fuggi” – brevi, intense, saltuarie – sono le più pericolose: “Molte persone, avendo a disposizione per una vacanza solo i due o tre giorni del fine settimana cercano di sfruttarli al massimo, rimanendo al sole per un tempo eccessivo”, dice l’esperto. “Aumenta così il rischio di scottarsi, magari anche ripetutamente, week-end dopo weeek-end, il che può provocare alla pelle danni irreparabili”.

I solari dell’anno scorso non vanno riutilizzati
Tanti sono gli errori commessi anche riguardo ai solari: “Si tratta di prodotti delicati, che vanno facilmente incontro a degradazione: gli “avanzi” dall’estate precedente, quindi,  non vanno assolutamente utilizzate”,  sottolinea l’esperto. “E ancora: è importante sapere che il numero del fattore protettivo è solo indicativo. Molto dipende dalla quantità di prodotto utilizzato e anche dalla formulazione: i solari con veicolo acquoso (oggi molto di moda), per esempio, sono più evanescenti rispetto ad una crema e quindi vanno messi con maggiore frequenza”.

Il solare non è un cosmetico qualunque
Quello dell’applicazione del solare è un altro tasto dolente: “Spesso capita di vedere persone che si spalmano solo viso e spalle, “dimenticando” il resto del corpo”, osserva lo specialista. “È fondamentale invece che il prodotto venga applicato dappertutto e che le applicazioni siano ripetute più volte”.
Quanto alla scelta, è bene che sia accurata, meglio ancora se suggerita da un medico: “In America i solari vengono considerati veri e propri farmaci”, sottolinea il professor Monfrecola. “Purtroppo da noi non è così e la decisione di orientarsi verso uno o l’altro prodotto è spesso presa con superficialità, come se si trattasse di un cosmetico qualunque”.

Attenzione anche alle lampade solari
Anche le lampade solari hanno un ruolo importante nell’insorgenza dei tumori: “In questo caso, gli ultravioletti emanati sono solo quelli di tipo A, che non arrossano la pelle”, commenta l’esperto. “Questo non significa, però, che non provochino danni.

Tra l’altro, la “dose” di raggi a cui ci si espone è estremamente concentrata: da evitare sono le esposizioni troppo frequenti o addirittura continuative nel corso dell’anno.
Infine, no al centro di abbronzatura se si stanno assumendo determinati farmaci (antibiotici, diuretici, pillola anticoncezionale): anche i raggi della lampada, come quelli solari,  possono suscitare reazioni di fotosensibilizzazione, come la comparsa di antiestetiche macchie”.

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto