Macerata: 7 feriti di colore, fermato un estremista leghista

Si chiama Luca Traini, ha 28 anni, è un leghista estremista, candidato anche per la Lega Nord nelle recenti amministrative, il giovane – che vedete nella foto in apertura, che è di “Cronache maceratesi” , come quella intera che vedete in basso – stamattina ha gettato nel panico Macerata, con una serie di sparatorie che si sono verificate in mattinata nel capoluogo marchigiano. Quando è stato bloccato dalla polizia Traini si è girato verso la piazza e ha fatto il saluto fascista.

A bordo di un’Alfa Romeo nera

I colpi di pistola esplosi erano partiti da un’Alfa Romeo 147 nera, con a bordo due persone dalla pelle chiara. Si contano 7 feriti, tutti di colore. Gli uomini e le donne colpiti sono tutti ricoverati. Il più grave ha una ferita all’addome, ma è cosciente. Gli altri sono meno gravi e comunque dichiarati fuori pericolo.

L’auto è poi spostata per le vie della città, che ha poco più di 40.000 abitanti. Tra i feriti segnalati, ce n’è uno in corso Cairoli e un nei pressi della stazione. Spari anche in via dei Velini e via Spalato, zone toccate dalle indagini per il caso di Pamela Mastropietro.

Il sindaco: “Restate a casa”, gli studenti chiusi a scuola

“Restate in casa” è il messaggio lanciato alla cittadinanza dal sindaco di Macerata, Romano Carancini, dai profili social del Comune, mentre sono segnalate sparatorie in varie parti della città. “Per ragioni di sicurezza tutti gli studenti resteranno a scuola e gli autobus del servizio trasporto pubblico fermi”, scrive il comune su Facebook.

Gli investigatori stanno vagliando le immagini delle telecamere delle zone interessate dalle sparatorie anche per capire la dinamica e le motivazioni del gesto.

 

Un fermo della polizia

La persona che era alla guida dell’auto da cui sono partiti diversi colpi sarebbe stata fermata. Si chiama Luca Traini e lo vedete nella foto qui sopra.

L’uomo – un giovane con la testa rasata – è stato bloccato in piazza della Vittoria vicino al Monumento dei Caduti in zona corso Cavour. Alla vista degli
agenti è fuggito a piedi verso la gradinata del monumento, gettando via alcuni indumenti, poi è stato preso. La pistola l’aveva lasciata in macchina.

Quando è stato bloccato, Traini si è tolto il giubbetto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del Monumento. Si è poi girato verso la piazza, ha fatto il saluto fascista. Lo ha constato l’Ansa sul posto. Poi sono arrivati i carabinieri e non ha opposto resistenza. A bordo dell’auto la pistola, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua. È alto circa 1,80, fisico atletico, calvo. Frequentava la palestra Robbys di Macerata e, secondo alcune fonti, aveva annunciato più volte: «Vado a sparare ai neri».

Il fermato è di estrema destra

A quanto si è saputo il fermato è un estremista italiano, vicino agli ambienti di estrema destra, a quanto pare originario di Tolentino. Il giovane è sceso dall’auto con una bandiera dell’Italia legata intorno al collo, è salito sui gradini del Monumento ai caduti e ha urlato qualche parola. All’arrivo delle forze dell’ordine non ha opposto resistenza. Una delle ipotesi è che si tratti di una sorta di “vendetta” per la morte di Pamela.

Commenti razzisti sulla pagina dlela mamma di Pamela

Forse non a caso sul profilo Facebook della madre di Pamela Mastropietro, nelle ore precedenti la sparatoria, sono comparsi commenti razzisti, tanta rabbia e voglia di vendetta da parte di diversi utenti. “Deve morire non merita di vivere”, “bastardi la pagherete”, “ci vuole al pena di morte”: questi i commenti che si leggono sotto alcuni post nella bacheca di Alessandra Verni. Molti anche i commenti e gli insulti contro gli immigrati, i “neri” che “devono essere espulsi e non devono girare liberamente”.

 

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