Bambini: Il pianeta nel piatto pensando alla fame

Fame. È una parola che pesa. E ci vuole delicatezza per  raccontare a un bambino quanto la mancanza di cibo generi una catena di ingiustizie. Il tocco lieve del ritmo filastrocchiero è utile, in questo caso.

Così, Anna Sarfatti, autrice capace di affrontare temi difficili con levità e senza mai essere superficiale, scrive le rime di un bel libro che si chiama “Il pianeta nel piatto. Il diritto all’alimentazione raccontato ai bambini” (Mondadori, 42 pagine, 9 euro). L’affianca, nei testi di approfondimento, Paolo Sarfatti, esperto di sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile. Serena Riglietti illustra queste pagine di narrazione e informazione, con un tocco ingenuo che non guasta.

 

Filastrocche come i cantastorie

Il ritmo delle filastrocche ricorda quello dei cantastorie e il cibo – protagonista delle rime – da misura alle vicende narrate, che toccano i continenti, dall’Africa all’Europa, dall’India all’America del Sud.

 

Un libro ibrido

È un libro ibrido, questo. Il ritmo dei versi prende senso e forza dalle vicende che, nel pieno di una scelta civile, devono essere raccontate. La filastrocca diventa storia, dunque: non sottintende, non gioca sulle metafore, non evoca immagini né cerca simboli. È proprio il caso di dire che qui si dice tutto “pane al pane e vino al vino”. Libro concreto, perché concreta è la mancanza di cibo e le parole, anche se in rima, non possono essere da meno.

Dai 7 anni.

 

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