Pensioni: la Cgil passa alla lotta, oggi manifestazioni in 5 città

Dopo il mancato accordo con il governo sula questione pensioni, la Cgil conferma la mobilitazione per oggi, sabato 2 dicembre. “Per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani”, è lo slogan del sindacato dopo l’esito ritenuto “insufficiente” del confronto col Governo su pensioni.

La mappa dei cortei

Saranno 5 le manifestazioni con lo slogan “Pensioni, i conti non tornano”. Appuntamento a Roma in piazza del Popolo, dove parlerà il segretario Camusso, a Torino in piazza San Carlo, a Bari in piazza Prefettura, a Palermo in piazza Verdi e a Cagliari in piazza Garibaldi.

Pensioni, non c’è accordo, la Cgil: “Mobilitazione il 2 dicembre”, le notizie del 21 novembre 2017

I sindacati puntano contro la scarsità di risorse evidenziata dal governo, un dato “figlio di scelte sulla distribuzione di quelle risorse”, ha detto Susanna Camusso. È un'”occasione persa”, per la segretaria della Cgil, per supportare il lavoro, ma soprattutto si parla di “grave insufficienza” sul fronte pensioni. E se Camusso – che ha annunciato una mobilitazione generale per il 2 dicembre – ha la posizione più dura, anche da Cisl e Uil non piace il discorso sulle risorse, per quanto abbiano posizioni meno rigide verso Palazzo Chigi.

Gentiloni: “Firmate”

Alla conclusione dell’incontro di oggi, martedì 21 novembre, si profila dunque una rottura tra sindacati, che sono spaccati, e con il governo che, per bocca del premier Paolo Gentiloni, ha dichiarato: “Firmate il pacchetto e lo blindiamo in parlamento”. La rottura non sembra evitabile nemmeno da un’ulteriore proposta dell’esecutivo.

Età per il ritiro

Il governo ha infatti presentato ai sindacati una nuova proposta sulle pensioni che prevede l’immediata esenzione dall’innalzamento dell’età pensionabile per le 11 categorie già individuate ai fini dell’Ape sociale e 4 categorie aggiuntive: operai e braccianti agricoli, marittimi, addetti alla pesca, siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti ad alte temperature. Il documento dell’esecutivo precisa che l’esenzione è condizionata allo svolgimento di attività gravose da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento e al possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni.

Il premier: “È un buon progetto”

Il Paolo Gentiloni, presente al tavolo in corso a Palazzo Chigi, ha spiegato che il pacchetto di misure messo in campo è “molto rilevante e sostenibile. Dal nostro punto di vista è un buon risultato. Un risultato di cui la condivisione del mondo sindacale è requisito importante. Parliamo spesso dell’importanza del dialogo con le parti sociali, un dialogo che è forte quando produce risultati. Più sostegno il pacchetto avrà dalle forze sindacali più sarà forte nel trovare spazio compiuto nella legge di Bilancio”.

Ripreso il confronto sindacati-governo, la Cgil minaccia lo sciopero

È iniziato l’incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sul sistema previdenziale. Al tavolo il premier Paolo Gentiloni e i ministri dell’Economia Pier Carlo Padoan, del Lavoro Giuliano Poletti e della Pubblica amministrazione Marianna Madia. Per i sindacati i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Sindacati divisi

Il confronto per un accordo, tuttavia, appare ancora in salita. Restano immutate le distanze tra la Cisl, pronta a sostenere l’intesa, e la Cgil, pronta a scendere in piazza, insistendo sulla necessità di risposte per i giovani e le donne. Come fa la Uil che, tuttavia, guarda al tavolo di domani confidando in ulteriori risultati. Il governo si è detto disponibile ad aggiustamenti, difficili cambiamenti sostanziali.

Le categorie da tutelare

Potrebbe arrivare un ritocco, nell’ambito delle 15 categorie proposte dal governo per l’esenzione dal rialzo dei requisiti per la pensione (67 anni di età e 43 anni e 3 mesi di contributi per l’anzianità per gli uomini, un anno in meno per le donne, dal 2019) allargando lo stop anche ai siderurgici delle aree a freddo (rientrerebbero così tutti i lavoratori Ilva).

Ritiri anticipati

Potrebbe esserci un impegno più stringente sul fondo per la proroga dell’Ape social (l’Anticipo pensionistico a carico dello Stato, la cui sperimentazione scade a fine 2018) e a non chiudere il confronto su giovani e donne. Un riferimento esplicito alla partecipazione anche dei sindacati al lavoro della commissione di studio sulla speranza di vita legata ai diversi lavori.

Pensioni: domani nuovo incontro, la Cgil con una proposta sui giovani, le notizie del 20 novembre 2017

La valutazione della Cgil sulle pensioni dipenderà dalla risposta “su giovani e donne” visto che si tratta di una misura, in particolare quella sui giovani, che “oggi non costa, che costa tra 15 anni”.

A dirlo – alla vigilia di un nuovo vertice, fissato per domani, martedì 21 novembre a Palazzo Chigi – è il segretario della Cgil Susanna Camusso, ospite di ‘1/2 Ora in più’, in vista del nuovo roud con il governo.

“Qualche mese fa al tavolo al ministero del lavoro – ha ricordato – il governo fece una proposta sui giovani che è scomparsa nel nulla. Non si tratta quindi di una richiesta “irrealistica” ma di una “scelta politica”, visto che una misura sui giovani “oggi non costa, costa tra 15 anni”.

La Cgil e il governo

La leader Cgil ha anche respinto l’accusa che ”se facciamo o no l’accordo sulle pensioni ne dipendono i destini della sinistra o del partito di maggioranza di governo”. “È il partito di maggioranza di governo deve porsi il problema del rapporto coi temi del lavoro, con i giovani. È per questo che continuiamo a dire al presidente del Consiglio di fare l’accordo (…) È lui che si nega la prospettiva non noi”. Domani vedremo se si saranno fatti passi avanti o se lo stallo continua.

 

L’incontro di sabato a Palazzo Chigi

Il governo Gentiloni stamattina, nel corso dell’incontro con i vertici di Cgil, Cisl e Uil, ha messo sul tavolo altre due proposte per arricchire il pacchetto sulle pensioni.

I sindacati – dopo aver letto una “memoria di 3 cartelle” sono apparsi divisi sulla valutazione ed è stato deciso di convocare un nuovo confronto per martedì 21.

Le due proposte 

Delle due novità presentate dal governo la prima riguarda l’estensione delle esenzioni dall’aumento di cinque mesi delle categorie definite gravose anche alle pensioni di anzianità (e non solo alle pensioni di vecchiaia); la seconda l’istituzione di un fondo per i potenziali risparmi di spesa con l’obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell’Ape Sociale.
Nella revisione “strutturale” del meccanismo di calcolo della speranza di vita a cui si adegua l’età pensionabile, dal 2021 si potrebbe considerare non solo la media del biennio confrontato con il precedente (e non più lo scarto secco) ma anche fissare un “limite massimo di tre mesi” per ogni futuro rialzo. Se si dovesse registrare un incremento superiore, sarebbe riassorbito nell’adeguamento successivo. Questo prevede il documento presentato dal governo ai sindacati, diffuso dall’Agenzia Ansa. L’obiettivo, secondo il governo, è di “garantire un andamento più lineare”.

 

I sindacati divisi sulla risposta

Al termine dell’incontro la leader della Cisl, Annamaria Furlan, ha parlato di ”proposte coerenti” e il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo, ha visto nelle proposte ”alcuni punti positivi e altri da correggere”.

Ma la “numero uno” della Cgil, Susanna Camusso (a destra nella foto in basso), ha conferma una valutazione negativa, di “grande insufficienza” sulle proposte e, di fronte alla “indisponibilità” del governo “ad affrontare le ingiustizie” del sistema, ha ribadito l’intenzione di procedere verso una “mobilitazione”.

Il confronto avviato nella mattinata del 18 novembre

È in corso da stamattina a Palazzo Chigi il confronto finale tra governo e sindacati sul tema delle pensioni.

Intorno al tavolo ci sono i leader di Cgil, Cisl e Uil,  il premier Paolo Gentiloni e i ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, del Lavoro, Giuliano Poletti, e della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.

 

Le due proposte del governo

Il governo ha presentato una proposta che sintetizza la discussione sull’innalzamento dell’età pensionabile legata all’aspettativa di vita.

Il premier Paolo Gentiloni ha messo sul tavolo di confronto con i sindacati altre due proposte per arricchire il pacchetto sulle pensioni: la prima riguarda l’estensione delle esenzioni dall’aumento di cinque mesi delle categorie definite gravose anche alle pensioni di anzianità (e non solo alle pensioni di vecchiaia); la seconda l’istituzione di un fondo per i potenziali risparmi di spesa con l’obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell’Ape Sociale.

Allo studio un documento di tre cartelle

Il governo ha illustrato e consegnato un documento di tre cartelle ai sindacati che ora sono riuniti per valutare le proposte dell’esecutivo sulle pensioni. L’incontro è quindi al momento sospeso.

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