Ucraino ucciso perché sventò una rapina: il supermercato assume la vedova

Con l’inizio di dicembre, ha preso servizio: sta dietro al banco del pane, Nadiya Korol, la vedova di Anatolij Korov (nella foto sotto), il cittadino ucraino di 38 anni ucciso con 2 colpi d’arma da fuoco e una penna usata per pugnalarlo al collo perché aveva tentato di sventare una rapina al supermercato Piccolo di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli. E proprio per lo stesso supermercato ora lavora Nadiya, 3 figlie avute con il marito assassinato, come aveva promesso il titolare della catena, Michele Piccolo (nell’immagine d’apertura insieme a Nadiya), che l’ha assunta nel punto vendita di Sant’Anastasia.

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“Qui mi sento a casa”

“È gentile e cortese, ha una parola buona e un sorriso per tutti”, raccontano i colleghi e lei, camice e cuffia bianchi, risponde: “Sto bene, mi piace molto stare qui, il lavoro è lavoro”. A Castello di Cisterna, dopo l’omicidio di Anatolij, non c’era voluta rimanere a causa dei “troppi brutti ricordi” e ora vive a Pomigliano d’Arco. Per andare al lavoro ogni giorno ora ha un’utilitaria, messa a disposizione sempre da Michele Piccolo. “Non guidavo da tempo”, si schermisce, “ma imparerò di nuovo. Qui mi sento a casa”.

 

Le notizie del 6 settembre 2015: “Così abbiamo ucciso l’ucraino”: i due killer confessano

I due giovani fermati a portati ieri mattina dai carabinieri nella caserma di  Castello di Cisterna (in provincia di Napoli) hanno confessato il delitto. Si tratta – secondo quanto si è appreso – di Marco Di Lorenzo, 32 anni, e Gianluca Ianuale, 20 anni, fratellastri, figli del boss della camorra della zona, Vincenzo Ianuale.

I due sono stati rintracciati dai carabinieri a Cosenza, dove si erano rifugiati da alcuni giorni.

 

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L’assassino è il ventenne Gianluca

Si è saputo che è stato Gianluca Ianuale, il ventenne (nella foto qui sopra), ad uccidere Korol.

Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Nola (Napoli) Paolo Mancuso nel corso della conferenza stampa svolta nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, alla quale hanno partecipato il generale Antonio de Vita, comandante provinciale de Carabinieri di Napoli e il colonnello Luca Corbellotti alla guida dei carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna.

 

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Il killer accusato a 16 anni di stupro di gruppo

Gianluca Ianuale, a 16 anni stato accusato di stupro di gruppo insieme altri tre giovani, tutti minorenni all’epoca dei fatti.

Il giovane, insieme agli altri minorenni coinvolto, è stato affidato a una comunità per circa un anno. Attualmente viveva con il fratellastro, Marco Di Lorenzo (nella foto qui sopra), anche lui con precedenti penali, ma non specifici e suo complice nella rapina sfociata in tragedia.

Entrambi sono figli del boss Vincenzo Ianuale e, secondo gli inquirenti, a capo dell’omonimo clan ormai in crisi economica e di potere. Di qui la rapina che ha fruttato poche centinaia di euro, ma ha ucciso un innocente. Hanno dichiarato di aver effettuato la rapina perché sono poveri: “Venite a casa nostra – avrebbero detto – nei mobili non c’è niente”.

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Fermati ieri mattina e sottoposti a interrogatorio: la giornata

Due giovani sono stati condotti stamattina nella caserma di Castello di Cisterna (Napoli) per verificare se possano essere coinvolti nella rapina di sabato scorso, in un supermercato del comune del napoletano.

Per sventare quella rapina rimase ucciso l’ucraino Anatolij Korov. 38 anni, padre di tre figlie.

Durante controlli dei militari trovate anche armi, un fucile mitragliatore ed una pistola, che potrebbero contribuire a stringere il cerchio. I testimoni hanno sempre dichiarato di aver visto due rapinatori all’opera.

 

I due giovani fermati dopo l’interrogatorio

I due giovani che erano stati condotti in caserma a Castello di Cisterna (Napoli) sono stati sottoposti a fermo in quanto fortemente indiziati per la morte dell’ucraino Anatolij Korol ucciso per sventare la rapina in un supermercato, sabato scorso. Lo ha reso noto il legale della famiglia dell’ucraino.
Applauditi i carabinieri

I dipendenti del supermercato Piccoli di via Selva di Castello di Cisterna. teatro dlela sanguinosa rapina (fruttata solo 300 euro) hanno applaudito i carabinieri al passaggio dei due giovani che sono stati condotti in caserma. Ma ancora non è stata formulata nessuna accusa

Il delitto in un supermercato sabato della scorsa settimana: riepilogo

Un ucraino è stato ucciso sabato sera, davanti alla figlia più piccola, per aver tentato di sventare una rapina al supermercato nei pressi di casa, dove aveva da poco fatto la spesa, portando con sé la bambina di quasi due anni.

Ieri mattina è stato possibile fare un bilancio “economico” della rapina nel supermercato Piccolo di via Selva di Castello di Cisterna (un centro del napoletano). Terrificante nelle sua povertà e nella sua crudezza. Anatolij Korov, 3 figli 38 anni, è stato ucciso per 300 euro.

È questo il bottino del “colpo” con omicidio messo a segno da due persone con il volto coperto da casco integrale nel supermercato “Piccolo” di via Selva, fuggite via con il loro scoter dopo aver freddato con due colpi di pistola Korov, intervenuto a difesa dei clienti e dei dipendenti del negozio anche se aveva terminato di fare la spesa e si stava avviando all’uscita con il suo carrello.

L’ucraino era disponibile a fare dei servizi a tutti, pur di portare a casa qualche euro, ma faceva l’edile, quando lo chiamavano a lavorare.

Nel Comune è stato proclamato per oggi il lutto cittadino.

 

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Un appoggio concreto alla famiglia

Nadiya, la moglie dell’ucraino, madre di tre figli, ancora si chiede il motivo di quanto accaduto.
Con il sindaco Clemente Sorrentino si è recata all’obitorio nella speranza di poter rivedere il marito prima dell’esame autoptico. Non glielo hanno consentito.

L’ultima immagine che si porterà dentro di Anatolij sarà quella del riconoscimento del cadavere, dopo che i carabinieri glielo hanno chiesto.

 

Il sindaco: “Ci faremo carico dei funerali e della famiglia”

Il sindaco, sempre rimasto vicino alla famiglia, ha anche annunciato che l’amministrazione comunale si farà carico dei funerali per ricordare il gesto eroico di quello che ormai era un cittadino di Castello di Cisterna, piccolo centro di nemmeno 8.000 abitanti. “Dobbiamo dare un segnale forte – ha detto – Anatolij ha fatto quello che dovrebbe fare ognuno di noi”.

Il coraggio dell’ucraino non è passato inosservato: nella piccola chiesa di San Nicola, il parroco, don Francesco Capasso, si è soffermato sull’importanza della famiglia nell’educazione alla legalità e alla giustizia, e ha sottolineato che Anatolij deve essere “un esempio”. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, invece, lo ha definito un “eroe civile”, sottolineando che la morte dell’ucraino è “la testimonianza suprema di un martire della giustizia, esemplare per tutti noi”, annunciando forme di aiuto concreto per i familiari.

Saviano: “La morte dell’ucraino non ha fatto abbastanza notizia”

Rabbia per l’accaduto, è stata espressa anche dallo scrittore Roberto Saviano, su Fb, il quale ha però sottolineato che la morte di Anatolij “non ha fatto notizia”. “Nessun commento importante – ha scritto su Fb -. Se l’ucraino fosse stato il rapinatore, oggi su questo caso avremmo avuto molta più attenzione, raccolte di firme, cortei”.

La rapina mortale del sabato sera

Un ucraino è stato ucciso ieri sera, davanti alla figlia, per aver tentato di sventare una rapina al supermercato nei pressi di casa, dove aveva da poco fatto la spesa con la figlioletta di quasi due anni.

Stamattina è stato possibile fare un bilancio. Terrificante nelle sua povertà e nella sua crudezza. Anatolij Korov, 3 figli 38 anni, è stato ucciso per 300 euro.

È questo il bottino del “colpo” con omicidio messo a segno da due persone con il volto coperto da casco integrale nel supermercato “Piccolo” di via Selva, fuggite via con il loro scoter dopo aver freddato con due colpi di pistola Korov, intervenuto a difesa dei clienti e dei dipendenti del negozio anche se aveva terminato di fare la spesa e si stava avviando all’uscita con il suo carrello.

L’ucraino era disponibile a fare dei servizi a tutti, pur di portare a casa qualche euro, ma faceva l’edile, quando lo chiamavano a lavorare.

 

La vittima è Anatolij Korov di 38 anni

È tragico il destino di Anatolij Korodi, di origini ucraine, residente a Castello di Cisterna, nel napoletano, che si era recato nel supermercato Piccolo di via Selva, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione, in compagnia della più piccola dei tre figli, e che è morto per aver tentato di sventare una rapina nel punto vendita.

 

Aveva finito la spesa, ma ha deciso di bloccare i rapinatori…

L’uomo, che usciva dal supermarket, ha notato i criminali giunti a bordo di una moto nera, e non ha esitato a lasciare la piccola e il carrello per tornare indietro e cercare di bloccare i malviventi.

Korov si è avventato su uno dei due rapinatori, armato di pistola, che stava minacciando la cassiera intimandole di consegnare l’incasso.

Ne è nata una colluttazione durante la quale i malviventi hanno esploso alcuni colpi di pistola, ferendo l’ucraino al petto e ad una gamba, con dei colpi che si sono rivelati mortali.

Sul posto sono accorsi i carabinieri, che indagano per risalire all’identità dei criminali, scappati subito dopo aver ucciso Korov, rimasto, senza vita, in una pozza di sangue davanti alle casse.

 

 

Aveva lasciato la figlia nel carrello

Inutili i tentativi di aiutare l’uomo da parte del personale e di alcuni clienti del supermercato, che si sono resi quasi subito conto che per l’ucraino non c’era più nulla da fare, e che hanno avvertito i familiari per far portare via la bambina, lasciata dal papà nel carrello all’uscita del punto vendita.

La vittima risiedeva a Castello di Cisterna da diversi anni, con regolare permesso di soggiorno, era molto conosciuta in paese così come tra i clienti del supermercato, che ricordano Anatolij come ”un gran lavoratore”.

Infatti, pur non avendo un lavoro fisso, si prestava, infatti, ad ogni tipo di mansione per poter sfamare la propria famiglia.

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