Una seconda donna accusa Dustin Hoffman: “Si sa che allungava le mani”

Nuove accuse, relative a decenni fa, piovono ora sulla testa di Dustin Hoffman.

Nuove accuse, relative a decenni fa, piovono ora sulla testa di Dustin Hoffman.

Una seconda donna accusa il famoso attore di molestie sessuali.

In un’intervista a Variety l’allora aspirante commediografa Wendy Riss Gatsiounis (nella foto qui sopra) ha detto che il protagonista del “Laureato” le fece avances e commenti lascivi nel 1991 quando lei cercava di piazzare un copione di cui era autrice per un film.

Wendy, che all’epoca aveva sui 20 anni, aveva avuto due incontri con Hoffman, che all’epoca ne aveva 53 ed era reduce dal suo secondo Oscar per “Rain Man”.

“Era uno dei miei eroi”

“Era uno dei miei eroi, sarebbe stato incredibile piazzare un film con lui”, ha detto la donna che si e’ vista rifiutare il progetto dopo aver respinto le avances dell’attore nel corso della seconda riunione.

La Riss Gatsiounis avrebbe lasciato l’incontro “quasi in lacrime” e avrebbe riferito l’accaduto alla sua agente Mary Meagher. “Mary mi disse di non sentirmi colpevole e che da anni giravano voci sul fatto che Hoffman avesse l’abitudine di allungare le mani”. La Meagher è morta nel 2006 e non ci sono modi di confermare il racconto. Ieri, dopo esser stato accusato da un’allora stagista di averla molestata quando aveva 17 anni, l’attore si era scusato ma aveva aggiunto: “Non sono fatto così”.

 

 

 

Anche Dustin Hoffman è stato accusato di molestie sessuali sull’onda delle continue denunce innescate dal caso Weinstein. L’attore è chiamato in causa da una scrittrice, Anna Graham Hunter (in basso in una foto attuale e in apertura con l’attore oltre 30 anni fa), secondo cui la molestò 32 anni fa, nel 1985, quando la Hunter era una stagista sul set del film tv “Morte di un commesso viaggiatore”.

Le scuse di Hoffman alla Hunter

Hoffman si è scusato: “Ho il massimo rispetto delle donne e mi fa sentire terribilmente male sapere che qualcosa che ho fatto possa averla messa a disagio. Mi dispiace. Non riflette la persona che sono”, ha affermato.

“Vorrei un clitoride alla coque…”

In una lettera inviata a Hollywood Reporter, Hunter ricorda di essere stata “inizialmente lusingata” dalle avances, “ma poi, non più”, e denuncia: Dustin Hoffman “mi ha chiesto di fargli un massaggio ai piedi nel mio primo giorno di set, e io non l’ho fatto. Flirtava apertamente, mi palpava il sedere, parlava di sesso davanti a me. Una mattina sono andata nel suo camerino a prendere l’ordine per la colazione; mi ha guardato, ha fatto un gran sorriso e si è preso il suo tempo. Poi mi ha detto: “Vorrei un uovo sodo… e un clitoride alla coque”.

“Un’assurda risata: le lettere alla sorella”

“Io – continua la scrittrice – sono rimasta senza parole. Sono andata in bagno a piangere”.

Anna inviava alla sorella lettere in cui le raccontava le molestie subite: “Oggi, mentre lo accompagnavo alla sua limousine, mi ha toccato il sedere quattro volte. Ogni volta l’ho colpito, duramente, e lui mi rispondeva dicendomi che è un vecchio sporcaccione”.

“Fai un sacrificio per il bene della produzione”

La scrittrice ricorda anche di aver all’epoca confidato quanto successo a un supervisor, che le rispose però di fare “un sacrificio” per il bene della produzione.

 

“Violentate”: 6 attrici accusano un altro regista-produttore

 

Intanto sei attrici e modelle hanno accusato il regista e produttore Brett Ratner di violenza sessuale, facendo riferimento a diversi episodi di comportamenti “inappropriati”, molestie e abusi.

La notizia l’ha pubblicata il Los Angeles Times.

Olivia Munn e Natasha Henstridge (nella foto qui sopra) sono due delle donne che hanno accusato pubblicamente il regista di “Rush Hour” (1998), “Red Dragon” (2002) e “X-Men: The Last Stand” (2006), produttore della serie “Prison Break” o del film “The Reborn” (2015).

Ratner respinge le accuse

Ratner, attraverso il suo avvocato Martin Singer, ha respinto le accuse.

“Ho rappresentato il signor Ratner per due decenni e nessuna donna ha mai presentato una denuncia contro di lui per molestie sessuali o abusi”, ha detto il legale.

Secondo il racconto di Natasha Henstridge, l’attrice aveva 19 anni e muoveva i primi passi nel mondo della moda quando trascorse una serata con gli amici a casa Ratner, che allora era ventenne. Dopo essersi addormentata guardando un film, Henstridge si rese conto di essere rimasta sola con Ratner e fece per lasciare la casa.

Un inatteso sesso orale

Ma il regista, accusa ora la modella, la bloccò alla porta e inizio a masturbarsi costringendola a fare sesso orale. Olivia Munn (nella foto sopra) ha raccontato invece che sul set del film “After the Sunset” (2004), il regista si sarebbe masturbato davanti a lei nella sua roulotte. Dopo questo incidente, nel 2011 Ratner aveva dichiarato pubblicamente di essere andato a letto diverse volte con Munn, per poi ritrattare l’affermazione. L’attrice Katharine Towne ha raccontato invece che durante una festa, dopo che Ratner aveva manifestato il desiderio di avere rapporti sessuale con lei, il regista l’aveva seguita in bagno. “Penso che sia abbastanza aggressivo andare al bagno con qualcuno che non conosci e chiudere la porta”, disse allora Towne.

Il caso di Eri Sasaki

Eri Sasaki aveva 21 anni quando ottenne un lavoro in “Rush Hour 2” (2001), diretto da Ratner. “Vuoi diventare famosa?”, sarebbe stata la domanda rivolta dal regista a Sasaki che aveva rifiutato di andare in bagno con lui. Giorni dopo, il regista l’avrebbe invitata nuovamente ad appartarsi con l’offerta di dialogo nel film, a cui Sasaki disse nuovamente di no.

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