Poste in sciopero il 4 novembre: pagamenti delle pensioni anticipati a domani

Le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Slp-Cisl, Failp-Cisal, Confsal Comunicazioni e Ugl Comunicazioni hanno proclamato uno sciopero generale su tutto il territorio nazionale dei lavoratori di Poste italiane per l’intera giornata del 4 novembre. Motivo: la protesta contro la privatizzazione dell’azienda che, per decisione del consiglio dei ministri, verrà quotata in Borsa per il ulteriore 29,7% e a Cassa depositi e prestiti andrà il 35% del capitale, con l’uscita definitiva del ministero dell’Economia.

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I servizi garantiti

L’azienda garantirà comunque i servizi essenziali quali accettazione delle raccomandate e assicurate; accettazione e trasmissione telegrammi e telefax e l’anticipazione al giorno precedente, domani giovedì 3 novembre, del pagamento dei ratei di pensione in calendario per il giorno dello sciopero.

Le proteste del sindacato

“Con questa operazione”, afferma Giuseppe Di Giuseppe, segretario Cisl postali della provincia dell’Aquila, “il governo viene meno al dovere di garantire alla cittadinanza e alle sue fasce sociali più deboli un servizio essenziale. La privatizzazione totale di Poste italiane mette in discussione non solo anni di sacrificio e di lavoro dei dipendenti, profusi per darle una dimensione d’impresa tra le più importanti in Italia, ma anche il futuro svolgimento del servizio e la tenuta occupazionale”.

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