Lecce: convalidato l’arresto del killer che non sa spiegare tutto

Il gip del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, ha convalidato l’arresto di Antonio De Marco (nella foto in basso), confermando la custodia cautelare in carcere. Il gip Toriello e la pm Maria Consolata Moschettini hanno poi lascito il carcere seguiti dai difensori dello studente reo confesso dell’omicidio di Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta (nella foto in apertura di pagina).

Antonio De Marco “ha risposto a tutte le domande che sono state poste” hanno riferito gli avvocati Andrea Starace e Giovanni Bellisario, difensori dello studente reo confesso del duplice omicidio dei fidanzati di Lecce.

Mai un litigio, mai nessuno screzio con due fidanzati uccisi. Né rapporti di particolare convivialità: questo Antonio De Marco avrebbe riferito al gip Michele Toriello durante l’udienza di convalida del fermo nel quale non si sarebbe mai mostrato pentito per il massacro compiuto.

L’interrogatorio – a quanto si apprende – non avrebbe sciolto i numerosi interrogativi che ruotano ancora attorno al movente del delitto di Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta.

Lo studente reo confesso, non solo non avrebbe fornito una spiegazione, ma avrebbe anche negato che il piano prevedesse la tortura e l’eliminazione della coppia con l’utilizzo di acidi, e di acqua calda e candeggina per pulire le tracce del massacro: tutte queste parole sono annotate su uno dei biglietti persi durante la fuga del killer dal luogo del delitto.

 

Le notizie del 30 settembre

“Ho fatto una cavolata, so di aver sbagliato. Li ho uccisi perché erano troppi felici e per questo mi è montata la rabbia”. Queste le parole di Antonio Giovanni De Marco per spiegare il motivo dell’omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis. Lo stesso comandante provinciale dell’arma dei carabinieri Paolo Dembech ha escluso il movente passionale. In ogni caso, anche se si è parlato di vendetta, “non c’era stato nessuno screzio tra di loro, al momento è una questione di carattere interiore”. E ha aggiunto il militare: “I ragazzi sono morti in pochi minuti, 5-8 minuti”.

Delitto atipico

“Non ci risultano relazioni omosessuali”, ha detto ancora spiegando che si tratta “sicuramente atipico e inquietante perché, come ha avuto modo di sottolineare il procuratore, nel panorama della criminologia non è ricorrente. All’inizio si poteva pensare che si poteva trattare di un soggetto seriale, cosa che è caduta. Nei giorni successivi è andato a lavorare come se nulla fosse. Faceva una vita universitaria, andava bene negli studi, non aveva la fidanzata. Nella vita privata sappiamo che era introverso, poche amicizie”, ha detto il comandante spiegando che si esclude la presenza di complici. Una lucida follia? “Così sembrerebbe”.

La reazione davanti ai carabinieri

Quando è stato arrestato, ha avuto una reazione pacata. Non si è messo a ridere, ha detto solo: “Ma da quanto mi stavate pedinando?”. Inoltre “l’arma del delitto, disconoscendo quello che è stato riportato sui giornali, non è un pugnale da sub, ma un pugnale da caccia che aveva acquistato pochi giorni prima, di cui è stato ritrovato il fodero ma non l’arma, di cui si è disfatto buttandola nei rifiuti che poi sono stati raccolti”.

Lecce, confessa il presunto omicida: “Voleva torturare l’arbitro e la fidanzata”, le notizie del 29 settembre 2020

È stato arrestato nella serata di ieri, lunedì 28 settembre, il presunto assassino dell’arbitro Daniele De Santis e della sua compagna Eleonora Manta, uccisi a Lecce il 21 settembre. Nella notte ha confessato le sue responsabilità. Il procuratore di Lecce, Leonardo Leone de Castris, ha convocato una conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri per aggiornare sugli sviluppi della vicenda. Si tratterebbe di un giovane appartenente alla rete di conoscenze della coppia e che, per un certo periodo, aveva anche convissuto con loro.

Chi è il sospettato

Antonio Di Mauro – questo il suo nome – ha 21 anni ed è uno studente di scienze infermieristiche. Secondo quanto riferito dal procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris in un breve incontro con i giornalisti, il giovane che è stato fermato è di Casarano (Lecce) ma viveva in una casa in affitto ed è stato per un periodo “coinquilino” delle vittime. Secondo alcuni biglietti che avrebbe perso nella fuga, era sua intenzione seviziare e torturare la coppia. Poi, una volta uccisa, voleva lasciare una scritta vicino ai cadaveri.

Movente parziale

Per ora, il movente è stato ricostruito solo parzialmente, si parla di una vendetta causata da unp sfratto, ma va messo a fuoco meglio. De Marco era stato un coinquilino, almeno fino ad agosto, della coppia. Secondo la procura c’è stata premeditazione e nelle ultime ore tutti gli indizi portavano al responsabile. All’esame dei Ris di Roma una serie di fotogrammi da cui gli investigatori avevano estratto un identikit che ha portato al fermo del sospettato.

“Fortissima premeditazione”

“L’unica cosa che non è stato possibile ricostruire secondo l’impostazione accusatoria è il movente, è solo parzialmente ricostruito”, ha spiegato De Castris, “è per questo che ci siamo attenuti unicamente a dati tecnici, allo sviluppo di elementi oggettivi. C’è stata una fortissima premeditazione. Nei foglietti ritrovati e che sono stati persi dall’omicida e che contenevano la mappa per evitare le telecamere c’era anche la programmazione dell’omicidio che doveva essere preceduta da una attività prodromica. Il lavoro di polizia giudiziaria è stato brillantissimo, non esagero. Ora speriamo in una sua confessione” ha concluso il procuratore.

Le notizie del 25 settembre

Un uomo di 37 anni residente ad Aradeo viene ascoltato in queste ore in Procura a Lecce. Si tratterebbe di un edicolante del posto. E’ sospettato di essere l’autore dell’omicidio del giovane arbitro salentino Daniele De Santis, di 33 anni, e della sua fidanzata Eleonora Manta, di 30.

Il suo nome di battesimo è Andrea e coincide con quanto riferito da alcuni testimoni della palazzina che hanno detto agli investigatori di aver sentito urlare da Eleonora Manta proprio quel nome rivolgendosi all’assassino di fermarsi.

Il delitto è avvenuto nel condominio in cui vivevano le vittime, in via Montello n.2 angolo via Martiri d’Otranto, nel rione Rudiae, nei pressi della stazione ferroviaria. Ad uccidere i due fidanzati, che avevano deciso di convivere e di mettere su famiglia, sarebbe stato un uomo che indossava una felpa nera con il cappuccio calato sulla testa, guanti neri e uno zainetto giallo sulle spalle.

Alcuni testimoni, già ascoltati dai carabinieri, lo hanno visto fuggire dal palazzo mentre impugnava un coltello insanguinato. Uno avrebbe raccontato di aver sentito Eleonora urlare il nome di uomo, tipo: “Andrea no, Andrea!”, indicando forse in questo modo il probabile assassino, oppure, più banalmente, il nome di una persona alla quale chiedeva disperatamente aiuto. Poi sarebbero partiti i fendenti.

L’autopsia sul corpo di Eleonora Manta “ha confermato la ferocia con cui l’omicida si è scagliato contro la donna”, riferisce l’avvocato Fazzini, legale della famiglia di Daniele De Santis, che assiste all’esame che viene condotto dal medico legale Roberto Vaglio a Lecce. E’ da poco cominciato anche l’esame sul corpo del giovane arbitro.

Ore contate per il killer

Il killer di via Montello potrebbe avere le ore contate. Mentre oggi viene eseguita l’autopsia sulle vittime, gli investigatori sono sulle tracce dell’uomo che ha ucciso a coltellate l’arbitro di calcio di serie Pro, Daniele De Santis, di 33 anni, e la sua fidanzata, Eleonora Manta, di 30. Ad uccidere i due fidanzati, che avevano deciso di convivere e di mettere su famiglia, sarebbe stato un uomo che indossava una felpa nera con il cappuccio calato sulla testa, guanti neri e uno zainetto giallo sulle spalle.

Probabile che conoscessero l’assassino

Alcuni testimoni, già ascoltati dai carabinieri, lo hanno visto fuggire dal palazzo mentre impugnava un coltello insanguinato. Uno avrebbe raccontato di aver sentito Eleonora urlare il nome di uomo, tipo: “Andrea, no, Andrea!”, indicando forse in questo modo il probabile assassino, oppure, più banalmente, il nome di una persona alla quale chiedeva disperatamente aiuto. Poi sarebbero partiti i fendenti. L’ipotesi più probabile è che le due vittime conoscevano il loro assassino, al quale hanno aperto la porta mentre stavano cenando.

Lecce: la fidanzata di De Santis ha urlato il nome dell’assassino, le notizie del 23 settembre 2020

Ha urlato il nome del suo assassino, prima di essere colpita a morte: Eleonora Manta, la bella impiegata dell’Inps, trentenne, uccisa la sera del 21 settembre a Lecce insieme all’arbitro Daniele De Santis di 33 anni, ha lasciato agli investigatori la traccia che li sta portando verso il responsabile del duplice omicidio.

La caccia è decisa e, per questo motivo, il silenzio degli inquirenti assoluto. Il movente più probabile sembra quello passionale. Si cerca un uomo fuggito con uno zainetto dal luogo del duplice delitto.

 

Le notizie precedenti

Un uomo e una donna sono stati uccisi a Lecce nella serata di ieri, lunedì 21 settembre. Il duplice delitto, consumato a coltellate, è avvenuto in un condominio nei pressi del sottopasso per Monteroni, in via Montello. I cadaveri si trovavano sulle scale del palazzo. Gli investigatori sono sulle tracce di un uomo che è stato visto scappare appena dopo il delitto.

L’uomo sarebbe un arbitro di calcio: si tratterebbe di Daniele De Santis, 33 anni, direttore di gara spesso impegnato in Serie C. La donna è Eleonora Manta di 30 anni. Era la compagna dell’arbitro (i due sono insieme nella foto in basso).

De Santis, 33 anni di Lecce, è conosciuto negli ambienti sportivi per essere un arbitro di calcio ed aver diretto in Lega Pro. Nel 2017 ha esordito in serie B col ruolo di quarto uomo in Pisa-Benevento. Sul posto si è recato il procuratore capo Leonardo Leone De Castris. Le cause del duplice omicidio potrebbero avere ragioni private, anche per l’accanimento con cui sono state inferte le coltellate.

Secondo prime frammentarie informazioni, si sarebbero sentite delle urla e poi alcuni testimoni avrebbero visto fuggire un uomo con in coltello. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

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