Cardiopatie, vietato perdere tempo: “Ecco come riconoscere i primi sintomi”

Con il cuore non si scherza e non si deve perdere tempo. Lo sostiene il professor Claudio Borghi (nella foto sotto), direttore dell’unità operativa di medicina interna, dipartimento cardio-toraco-vascolare del policlinico universitario Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, secondo il quale la quantità delle persone affette da malattie cardiache è in espansione a causa anche in conseguenza del progressivo aumento dell’invecchiamento della popolazione. “Negli ultimi anni si conta un milione di persone che soffrono di patologie cardiache”, ha infatti affermato.

Un paziente su 4 rischia nuovi ricoveri

“In termini numerici”, ha detto ancora il medico, “oggi sono maggiori i decessi per il cuore rispetto a quelli per tumore. E il fatto che in ospedale si muoia sempre meno frequentemente non significa che le malattie si siano ridotte”. Basti pensare che risultano necessari successivi ricoveri in ospedale in un caso su 4 entro 30 giorni dall’evento principale.

Il confronto scientifico

Con Borghi, del tema hanno hanno parlato di recente una serie di professionisti riuniti a Bologna da Novartis che ha organizzato un incontro in collaborazione con Qn – Il Resto del Carlino e con la neonata Associazione Pazienti Scompensati Icaro. Moderati dal giornalista scientifico Federico Mereta, erano presenti per il policlinico universitario Sant’Orsola-Malpighi Eugenio Cosentino (responsabile ambulatorio e day service scompenso cardiaco), Virna Bui (case manager del percorso scompenso cardiaco) e, per Icaro, il suo presidente, Gianni Forlani.

Fondamentale la precocità della diagnosi

Tutti concordi su un punto iniziale: quanto più precoce è il riconoscimento del problema tanto più efficace è la cura. Il cuore infatti è un muscolo e soltanto intervenendo per tempo si può sperare di salvarne le funzioni. Il dottor Cosentino si è poi soffermato sui segnali primitivi che devono destare preoccupazione: “Occorre non sottovalutare stanchezza, gonfiori atipici e la limitazione di movimento, spesso attribuiti all’età non più giovanile dei soggetti che le accusano. Ogni paziente ha la propria storia: vero è che il picco delle malattie cardiache si riscontra mediamente nelle donne di 81 anni e negli uomini di 74 anni”.

L’importanza di una buona attività ambulatoriale

Cosentino ha insistito anche sull’importanza di una buona attività ambulatoriale che soddisfi il paziente dal punto di vista farmacologico, ma anche psicologico. La condivisione del problema con altri pazienti affetti dalla medesima patologia risulta necessario per affrontare la problematica in maniera efficace. Tale importanza è stata ribadita anche da Gianni Forlani il quale, dopo aver illustrato le prospettive e gli obiettivi cui punta l’Associazione Icaro, ha portato la propria testimonianza di soggetto affetto da patologia cardiaca. Virna Bui ha invece manifestato la propria soddisfazione riguardo ai risultati ottenuti su pazienti accompagnati in questo tipo di percorso.

Dopo la crisi cardiaca: i consigli per i pazienti

Infine Cosentino, dopo aver ribadito l’importanza della somministrazione del vaccino anti-influenzale nei soggetti affetti da patologie cardiache, ha raccomandato loro di percorrere almeno un chilometro al giorno di camminata, nonostante l’affaticamento che questa malattia comporta. Un’ultima annotazione per chi soffre di questo genere di patologie: al massimo un bicchiere di vino a pasto.

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