L’Antitrust apre un’indagine sulla Vw Italia, si allarga l’inchiesta Usa

Spinta dalle molte segnalazioni arrivate dalle associazioni dei consumatori italiani, l‘Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un procedimento istruttorio nei confronti di Volkswagen e della filiale che opera nella distribuzione delle vetture del gruppo in Italia.

Da tener presente che un’inchiesta penale è stata anche già aperta a Torino dal Procuratore Guariniello con l’accusa di “frode in commercio”.

 

Automobilisti indotti in errore?

Il Garante del Mercato vuole chiarire a sua volta – se i consumatori possano «essere stati indotti in errore nelle loro scelte d’acquisto dai claims utilizzati da Volkswagen su emissioni e classe di omologazione all’interno delle proprie campagne pubblicitarie e nei depliants informativi distribuiti dai concessionari e rivenditori».

 

Parla anche il ministro Delrio

Sul tema è tornato anche il ministro dei Trasporti Delrio. “L’azienda – ha detto – ci ha mandato tutti i dati, ora si procede. Si richiameranno i veicoli, si va nella direzione giusta”. Ieri Volkswagen ha comunicato che sono oltre 648.000 le auto in Italia che montano il software irregolare e saranno oggetto di intervento della casa tedesca.

 

In Francia in campo l’ufficio che si occupa di frodi aggravate

In Francia è invece scesa in campo la Procura, con un fascicolo affidato all’ufficio che si occupa di frodi aggravate.

 

Gli Usa chiamano in causa altre marche importanti

Si allarga, intanto, negli Stati Uniti l’inchiesta sull’inquinamento automobilistico. Le autorità hanno esteso l’indagine sulle emissioni diesel partite con la Volkswagen ad altri marchi, per accertare se abbiano portato avanti inganni simili nei confronti dei consumatori e delle autorità preposte ai controlli sulle emissioni di gas.

Secondo il Financial Times, che riporta la notizia, che la nuova indagine riguarderebbe una ventina di modelli di Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes Benz.

 

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