La campanella passa da Gentiloni a Conte

Giuseppe Conte ha giurato – poco dopo le 16 di giovedì 1° giugno – nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo il giuramento del presidente del Consiglio, è proseguita al Colle la cerimonia che vede i 18 ministri presentarsi davanti al Capo dello Stato per pronunciare la formula di rito (“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”) al termine della quale il governo sarà nella pienezza dei suoi poteri. Molto sorridenti i due vicepremier Di Maio e Salvini, come mostra la foto in basso.

Poco più tradi, aPalazzo Chigi, c’è stato il tradizionale !passaggio della campanella”: da Gentiloni a Conte, entrambi sorridenti e rilassati, come mostra la foto in apertura di pagina.

 

Il primo governo giallo-verde

È nato il primo governo giallo-verde! Giuseppe Conte ha accettato l’incarico di presidente del Consiglio e ha presentato ieri sera al capo dello Stato, Sergio Mattarella, la lista dei ministri. Tra i principali dicasteri, Tria all’Economia. Per Savona, al centro di un “caso” che stava facendo saltare tutto,gli Affari Europei. Moavero-Milanesi alla Farnesina. Per Fraccaro Rapporti con il Parlamento e, per la prima volta, Democrazia diretta. All’avvocato Giulia Bongiorno la Pubblica amministrazione.

Oggi pomeriggio alle 16 il giuramento al Quirinale. Sgombrate tutte le ombre nel rapporto tra 5Stelle e Mattarella.

 

L’elenco completo dei ministri

Questo l’elenco degli incarichi (nella foto sopra ci sono tutti i neo-ministri): Vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico, Lavoro e politiche sociali: Luigi Di Maio. Vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno: Matteo Salvini. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti.
Economia: Giovanni Tria (Lega). Esteri: Moavero Milanesi. Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S). Politiche comunitarie: Paolo Savona. Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro (M5S). Pubblica amministrazione: Giulia Bongiorno (Lega). Affari regionali: Erika Stefani (Lega). Sud: Barbara Lezzi (M5S). Famiglia e disabili: Lorenzo Fontana (Lega). Difesa: Elisabetta Trenta (M5S). Politiche agricole: Gian Marco Centinaio (Lega). Infrastrutture: Danilo Toninelli (M5S). Istruzione: Marco Bussetti (Lega). Beni culturali: Alberto Bonisoli (M5S). Salute: Giulia Grillo (M5S). ambiente Sergio Costa.

“Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi politici anticipati nel contratto, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani”: così il Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, al Quirinale dopo aver letto la lista dei ministri del suo governo.

“Ridare fiducia all’Italia”

“C’è grande entusiasmo e determinazione. Lavoreremo per ridare fiducia all’Italia. Questo è un grande paese che ha bisogno di ritrovare fiducia”: ha aggiunto il nuovo presidente del Consiglio, parlando con i cronisti mentre si recava a piedi dal Senato alla sua abitazione.

A piedi per piazza Navona

Conte ha deciso di recarsi dal Senato alla vicina pizzeria sotto casa a piedi e non in taxi, che gli uffici del Senato avevano chiamato per lui. Il presidente del Consiglio ha attraversato piazza Navona e ha imboccato via del Governo Vecchio, strada tipica della movida serale del centro. E qui è stato riconosciuto da diverse persone che gli anno fatto gli auguri.

A cena con straccetti e rucola

Il nuovo premier è andato a cena in una pizzeria vicino casa, accolto da saluti e incoraggiamenti della gente per strada. Un passante gli ha urlato ironicamente “Viva Cottarelli”. Festeggiamenti anche all’interno della pizzeria dove Conte si è fatto una foto con lo staff del locale. Poi ha ordinato un piatto di straccetti di manzo con la rucola.

 

La sera del 31 maggio la svolta

Il governo del dopo 4 marzo, finalmente, può partire.

Giuseppe Conte ha accettato l’incarico di presidente del Consiglio e ha presentato al capo dello Stato, Sergio Mattarella, la lista dei ministri.

“Lavoreremo intensamente per realizzare gli obbiettivi politici anticipati nel contratto, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani”: così il Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, ha detto al Quirinale, dopo aver letto la lista dei ministri del suo governo.

 

 

La svolta iniziata nel pomeriggio

La soluzione della crisi di governo aperta col voto di 4 marzo sarebbe a un passo dalla soluzione. La notizia è stata lanciato per prima dal quotidiano on line de La Stampa, che ha scritto che era pronto l’accordo per il governo giallo-verde.

Il presidente incaricato Cottarelli ha rimesso il mandato a Mattarella. Cottarelli ha pure spiegato che, davanti all’ipotesi di un governo politico, non c’era più bisogno di un governo tecnico.

Poi Mattarella ringrazia Cottarelli per la grande dsponibilità dimostra e convoca per le 21 il professor Giuseppe Conte al Quirinale.

Ora la strada è sgombra.

Il nuovo premier sarà Giuseppe Conte, che ha incontrato nel pomeriggio Salvini e Di Maio. Giorgia Meloni non avrà nessun ministero e ha annunciato l’astensione di Fratelli d’Italia. Salvini andrebbe all’Interno e Di Maio al Lavoro. Ma entrambi sarebbero anche i vice-premier di Conte. Il leqghista “potente” Giorgetti sarebbe, invece, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ci sarà da verificare se avrà o no l’importante delega ai servizi segreti.

Alla Difesa dovrebbe andare la grillina Elisabetta Trenta, esperta di Intelligence (nella foto qui sopra con Di Maio).

Lega e Movimento 5 Stelle avrebbero risolto il “problema Savona”: il prossimo ministero dell’Economia sarebbe Giovanni Tria, professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata (nella foto qui sopra), che è un economista di centro-destra, che collabora anche con Magna Carta e con Brunetta.

Per Paolo Savona sarebbe confermato un ruolo nel governo: il professore andrebbe agli Affari europei. Per gli Esteri il nome sarebbe invece quello di Enzo Moavero-Milanesi, già ministro per le Politiche europee (nella foto in basso).

Il giorno del grande ritorno del professor Conte

È il giorno del grande ritorno del professor Giuseppe Conte. Contatti tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini in vista delle ore decisive per un’eventuale riapertura della trattativa per il governo giallo-verde. Secondo fonti del Movimento i contatti tra i due sono frequenti anche in queste ore, dopo la proposta di Di Maio di “spostare” Paolo Savona dal Mef a un altro ministero per dare il via al governo. Oggi potrebbe esserci la svolta, con la soluzione anche del “caso Savona”.

Il ministero delle Finanze e del Tesoro tornerebbe a prima della “riforma Bassanini”: verrebbe spacchettato per dare le Finanze al professor Savona e il Tesoro a un personaggio ancora “coperto”.

Intanto Salvini ha annullato un comizio in Lombardia ed è tornato a Roma per incontrare Di Maio. I due, come mostra la foto, avrebbero avuto anche un vertice con il professor Conte, che dovrebbe rioprenbdere in mano ilbastone del comando.

Sembra che la crisi sia davvero a un punto di svolta e sempre oggi, giovedì 31 maggio, in tarda mattinata il capo dello Stato Sergio Mattarella ha ricevuto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Un’ipotesi per un governo politico

L’ipotesi di un Esecutivo giallo-verde, quasi fotocopia di quello che Giuseppe Conte avrebbe dovuto portare al Quirinale domenica scorsa, con l’economista della “discorda” Paolo Savona dentro, ma in un ruolo diverso da quello di responsabile del Mef.

È questa la carta giocata ieri da Luigi Di Maio per non arrendersi all’ineluttabilità di un governo tecnico o di un immediato ritorno alle urne.

Salvini, dopo aver fatto muro, sembra aver cambiato idea. Il ritorno al governo politico è una chance che Sergio Mattarella intende dare ai due partiti guardando con “grande attenzione” a questa soluzione, soprattutto dopo i timori sorti dal rischio di scaricare su un governo del Presidente sfiduciato la gestione della crisi dei mercati che potrebbe abbattersi sull’Italia nei prossimi mesi. Perché allo stato nessuno, compreso Salvini che pure si augura un voto “il prima possibile, ma non a fine luglio”, sarebbe ancora convinto di dare la fiducia ad una compagine guidata da Cottarelli.

Cottarelli non ha sciolto la riserva

Sergio Mattarella concede altro tempo. Il Capo dello Stato ha incontrato nel pomeriggio di ieri il leader del M5s, che da ieri continua a ripetere: “governo politico o urne”. Poi ha visto anche il premier tecnico in pectore, Carlo Cottarelli, per un incontro “informale” dopo il quale è stato deciso che il presidente del Consiglio incaricato non sarebbe tornato in serata per sciogliere la riserva.

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