Ragazzi: “Ci sarà la luna”, questo è un libro “parlante”

Scrivere una storia che racconta una storia che racconta di storie è impresa ardua e allegra. Bisogna avere molta delicatezze e molte storie nel cuore. Bisogna avere la luminosa gentilezza del narrare per far parlare un libro così. Emanuela Nava affronta l’impegno in “Ci sarà la luna” (Salani, 138 pagine, euro 12,90).
Questo è un libro “parlante”, che mescola il gioco del teatro all’immaginario e alla narrazione fiabesca dell’Africa.

Il racconto, sostenuto dalle immagini essenziali ed evocative di Desideria Guicciardini, comincia e finisce in un arco di tempo brevissimo e fa dell’ospedale in cui è ricoverato Andrea l’ambiente caleidoscopico all’interno del quale fiaba, saggezza e desiderio si liberano.

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Come una sequenza di quadri teatrali

Questo libro va letto come una sequenza di quadri teatrali e con uno sguardo da fotografo. Già dall’esordio, lo stile e i toni della narrazione ci invitano ad avvicinarci, a guardare dentro il mirino di un obiettivo, a ritagliare una scena, un dettaglio, una voce.
La vicenda del protagonista è tutta racchiusa nel poco tempo che manca alla sua “liberazione”. È guarito e sta per essere dimesso dall’ospedale. Giù in strada, i suoi amici più cari, hanno indossato i costumi di Angelo e Diavolo: lo chiamano, lo invitano al gioco del teatro e dalla strada alla stanza dell’ospedale si dipana una piccola storia di grande spessore, perché è intima, complessa e piena di ottimismo.
E’ un libro che invita al pensiero e alla riflessione attraverso il gioco dell’affabulazione. Ogni capitolo una tappa, ogni capitolo un passaggio verso la consapevolezza di sé. Da leggere con la gioia della lentezza. Dai 10 anni.

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