La vita giovanile di Leonardo da Vinci, oggi cadono i 500 anni dalla sua morte

Il 2 maggio 1519, esattamente 500 anni fa, moriva Leonardo da Vinci. Aveva sessantasette anni, un’età tutto sommato rispettabile in un’epoca in cui era già una scommessa arrivare ai cinquanta.

Scorrendo le notizie sulla sua vita si scoprono le coincidenze che hanno aiutato la sua genialità a esprimersi.

Per esempio, il fatto che fosse nato illegittimo. Suo padre, Ser Piero, non sposò mai sua madre Caterina e questo, invece di essere un handicap, rappresentò la base della sua fortuna.

In quanto bastardo, infatti, non poté diventare “notaro” come il padre, (arte liberale permessa solo a chi aveva il bollino blu di una nascita regolare) e fu mandato a bottega dal Verrocchio, uno stimato pittore fiorentino dell’epoca.

C’è da dire che le “botteghe” di quel tempo erano delle vere e proprie “factory” creative. Succedeva un po’ ciò che succede agli architetti famosi di oggi: alla “Bottega” arrivavano le commesse più disparate: dipingere stendardi per il palio di Lorenzo il Magnifico, scolpire statue, fondere sculture in bronzo o, addirittura, creare la gigantesca palla di rame della cupola di Santa Maria Novella…

Leonardo alla Bottega era in buona compagnia: con lui c’erano Botticelli, il Perugino, il Ghirlandaio.

Da ragazzino Leonardo vide sicuramente le macchine costruite dal Brunelleschi, piazzate sul prato davanti alla cattedrale in costruzione.  Sicuramente vide la natività appena dipinta dal Beato Angelico. Insomma, tutta la bellezza di quel magico Rinascimento attorno a lui, cospirò sicuramente per fargli trovare la sua strada di genio eclettico.

Il fatto che fosse mancino, che scrivesse a rovescio (da destra a sinistra) non costituì un problema. Sui taccuini che portava sempre con sé, annotava, scriveva, disegnava, copiava… Era un curioso, un grande osservatore della natura in tutte le sue forme.

Furono proprio quei taccuini che a posteriori diventarono i famosi “Codici da Vinci”.    

Aggiungiamo anche che Leonardo era davvero molto bello. In un tempo in cui la statura media era 1,65, lui era 20 centimetri più alto degli altri. Non passava certo inosservato: era bello, snello, aveva occhi chiari, lunghi capelli biondi… e vestiva spesso di rosa!

Oltre a dipingere, scolpire, inventare cose, suonava, cantava, componeva versi e scherzi verbali…  tanto è vero che andò a Milano dal Duca Sforza, con un curriculum di “intrattenitore” prima ancora che di inventore di macchine da guerra!

Insomma, possiamo dire che Leonardo in vita si divertì un bel po’.

E chi volesse  approfondire assieme ai propri figli  o ai propri nipoti la storia di Leonardo da Vinci agli inizi della sua avventura creativa, può sempre leggere il libro per ragazzi: “Leonardo e l’enigma di un sorriso” di Janna Carioli (edizioni Lapis- 152 pagine, 8,50 euro, qui sopra la copertina).

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