Conte stasera in videoconferenza con le Regioni

Il premier Giuseppe Conte incontrerà questa sera in videoconferenza le Regioni. La riunione, a quanto si apprende, dovrebbe servire per fare un punto e raccordarsi sulla gestione dell’emergenza. All’incontro dovrebbero partecipare anche i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza.

 

Nessun allentamento: le notizie di ieri, 2 aprile

Nessun allentamento della stretta anti-coronavirus, per ora non cambia nulla. Lo si farà appena sarà possibile. Intervistato da “Il Fatto quotidiano”, il premier Giuseppe Conte avverte che non c’è ancora una decisione per il dopo: si entrerà nella fase 2 solo quando gli esperti lo diranno e solo a partire da alcuni settori.

Quanto alle misure economiche, Conte torna sul decreto per assicurare liquidità alle imprese – che si spera di portare al Consiglio dei Ministri già domani, venerdì 3 aprile – e poi sul varo, che si auspica prima di Pasqua, di una sorta di manovra di nuove misure rilevanti.

 

L’informativa del 1° aprile del ministro Speranza

Al via questa mattina, mercoledì 1° aprile, nell’aula del Senato l’informativa del ministro della Sanità Roberto Speranza sull’emergenza coronavirus. Ad ascoltarlo nell’Emiciclo c’è un discreto numero di senatori: tutti indossano guanti e mascherine. La decisione del governo è di “prorogare fino al 13 aprile tutte le misure di limitazione alle attività e agli spostamenti individuali finora adottate”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa al Senato

Coronavirus: siamo al picco dei contagi (ma è una curva), le notizie del 31 marzo 2020

“La curva ci dice che siamo al plateau, non vuol dire che abbiamo conquistato la vetta e che è finita ma che dobbiamo iniziare la discesa e la discesa si comincia applicando le misure in atto”: ha detto il presidente dell’Istituton Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro (nella foto in basso), alla conferenza stampa all’Istituto sul punto epidemiologico dell’epidemia.  

“Dire che siamo arrivati al plateau vuol dire che siamo arrivati al picco,ma il picco non è una punta bensì un pianoro da cui ora dobbiamo discendere”.

Ma il picco non è una punta…

Proprio perchè il picco “non è una ‘punta’ ma un pianoro – ha spiegato Brusaferro – ora dobbiamo scendere dall’altra parte”. Bisogna però “essere cauti poichè – ha concluso – dalla situazione di pianoro l’epidemia può ripartire se molliamo rispetto alle misure di contenimento e isolamento in atto”.

Per fare indagini di popolazione ampie “servono test più rapidi per la ricerca degli anticorpi. Stiamo pensando di fare questo tipo di indagine e stiamo mettendo a punto le tecnologie per poterlo fare” ha detto Brusaferro.

L’indice di trasmissione del nuovo coronavirus, il cosiddetto R con zero, “è vicino all’uno (ndr ovvero un positivo ha la potenzialità di infettare una persona) ma dobbiamo arrivare sotto il valore uno”. Lo ha detto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa epidemiologica presso l’Istituto. “Dobbiamo mantenere tale indice sotto l’uno, intorno allo 0,5, con misure efficaci”. Per raggiungere invece il valore zero contagi, ha detto, “ci vorranno mesi”. “L’indice di trasmissione del nuovo coronavirus, il cosiddetto R con zero, “è vicino all’uno (ndr ovvero un positivo ha la potenzialità di infettare una persona) ma dobbiamo arrivare sotto il valore uno”: ha concluso il presidente Silvio Brusaferro alla conferenza stampa epidemiologica presso l’Istituto.

“Per zero contagi ci vorranno mesi”

“Dobbiamo mantenere tale indice sotto l’uno, intorno allo 0,5, con misure efficaci”. Per raggiungere invece il valore zero contagi, ha concluso Brusaferro, “ci vorranno mesi”.

 

Ma il blocco si proroga

Le notizie abbastanza positive che arrivano sul trend dei nuovi contagi non cambiano di una virgola le intenzioni di Giuseppe Conte: il premier ormai è pronto ad annunciare la proroga dei blocchi. Probabilmente l’annuncio del nuovo Dpcm seguirà a un Consiglio dei ministri che, secondo fonti di governo, potrebbe tenersi mercoledì o giovedì. Più difficile, ma non del tutto escluso, che avvenga oggi.

 

La proposta del reddito di emergenza

Intanto il governo lavora per accelerare sul decreto aprile dove si affaccia, con una certa nettezza, la proposta di un reddito di emergenza. Ma, sulla misura caldeggiata in primis dal Movimento 5 Stelle il rischio è che si apra una nuova frattura interna all’esecutivo.

Proroga delle chiusure fino al 18 aprile

Il piano di Palazzo Chigi prevede innanzitutto di attuare la proroga delle chiusure previste per il 3 aprile. Dovrebbe essere una proroga senza deroghe mentre qualche ombra c’è ancora sulla nuova data finale delle restrizioni. Il range ritenuto in queste ore più probabile è quello che va dal 15 al 18 aprile.

Dopo Pasqua comunque, come indicato dal Comitato scientifico con cui sia Conte sia il ministro della Salute Roberto Speranza sono in costante contatto.

Un ritorno graduale alla normalità

Il premier vuole seguire la stessa via percorsa per la messo in campo delle chiusure: quella della gradualità. E il comparto che potrebbe beneficiare delle prime aperture potrebbe essere quello delle attività produttive per cui la serrata, spiega Conte a El Pais, “non potrà durare molto”.

Ma la prudenza è d’obbligo. “Chiedere la riapertura di aziende, scuole, uffici, renderebbe vani gli sforzi fatti e sarebbe un insulto a chi ha lottato fino alla fine ma non ce l’ha fatta”, frena il ministro Federico D’Inca’. Il Dpcm non necessita dell’ok del Cdm ma è possibile che sia sul tavolo della riunione prevista questa settimana. Sarà quello un momento anche per fare un primo, importante, giro d’orizzonte sul decreto aprile. L’imperativo del governo è trovare liquidità per imprese, autonomi, lavoratori.

 

Il reddito di emergenza, ma servono 3 miliardi

E, in queste ore, acquista concretezza la misura di un reddito di emergenza ad hoc per chi ha subito, economicamente, la crisi coronavirus. A cominciare da precari, stagionali e lavoratori in nero.

“Servono i tre miliardi e procedure semplificate in modo da poterlo erogare in pochissimo tempo”, spiega la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Nel frattempo è stata sottoscritta la convenzione per l’anticipo della cassa integrazione da parte delle banche ai lavoratori sospesi a causa dell’emergenza coronavirus.

L’anticipo della cassa integraziome

Il governo con la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, l’Abi e le parti sociali, dopo un lungo confronto in videoconferenza, hanno infatti condiviso un protocollo che consente l’anticipo ai beneficiari degli ammortizzatori scoiali previsti dal decreto “Cura Italia”.

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