Revenge porn: accordo unitario alla Camera

Ok della commissione Giustizia della Camera a un emendamento unitario sul Revenge porn. L’opposizione è soddisfatta e rinuncia ai tempi per i sub emendamenti. Intanto la Lega non cede sul suo emendamento sulla castrazione chimica che vede, però, la contrarietà di M5s.

Il testo sul revenge porn approvato dalla commissione Giustizia di Montecitorio e che ora va in Aula, prevede che chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5000 a 15000 euro.

Stessa pena anche per chi diffonde le immagini

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.

 

Pena aggravata si se si tratta di un coniuge o un parente

La pena è aumentata se i fatti sono commessi del coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

La pena viene poi aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto viene punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale.

 

La Boldrini esulta: “Vittoria delle opposizioni”

“È una vittoria delle opposizioni”, esulta Laura Boldrini, mentre Federica Zanella di Fi puntualizza il testo riprende quello a sua firma “aggiungendo il reato di divulgazione e l’aumento di pena per le condotte realizzate ai danni di disabili”.

 

 

Lo scontro del 29 marzo

Scontro clamoroso in Parlamento al punto da far rinviare la prossima seduta a martedì 2 aprile. Determinante l’ra delle donne delle opposizioni per il rinvio del revenge porn nel disegno di legge sul ‘codice rosso’. Le deputate vanno all’attacco del governo: un gruppo di Fi, guidato da Stefania Prestigiacomo, tenta un ‘assalto’ ai banchi dell’Esecutivo.

La veemente parlamentare di Forza Italia (nella foto qui sopra) è stata placcata dai commessi, mentre il presidente Fico la richiamava all’ordine. La seduta viene sospesa.

Mentre si susseguivano gli interventi a raffica dei deputati di Fi per invitare ad approvare l’emendamento che introduce il reato di revenge porn, Prestigiacomo è partita verso i banchi della presidenza. Dietro a lei si sono viste correre, tra le altre, Giusi Bartolozzi, Mara Carfagna, Benedetta Fiorini e Michaela Biancofiore.

 

Il “Codice rosso” slitta al 2 aprile

Dopo questa bagarre è slittato a martedì nell’Aula della Camera l’esame del disegno di legge ‘codice rosso’: lo ha deciso la conferenza dei capi gruppo di Montecitorio, riunitasi dopo che le deputate di Fi hanno occupato l’Aula.

L’esame del testo ripartirà dall’emendamento di Forza Italia volto a punire il revenge porn. “Martedì si deve votare l’emendamento sul revenge porn, un primo passo per poi passare anche alla legge che abbiamo già depositato in Parlamento”, ha detto poi da Washington il vicepremier Luigi Di Maio., dando ragione alle parlamentari di Forza Italia.

 

L’emendamento sulla castrazione chimica

La maggioranza, poi, è divisa sul nodo dell’emendamento leghista sull’introduzione – in alcuni casi – della castrazione chimica.Sulla proposta della Lega, infatti, sono diversi i dubbi del M5S. E alcune fonti parlamentari del Movimento contestano il merito e il metodo della proposta. Per questo, l’approvazione del provvedimento è slittato alla prossima settimana.

“Sono ministro della Salute e anche un medico, quindi non posso essere a favore di un provvedimento che riduca l’integrità psicofisica di una persona”, ha detto il ministro alla Salute, Giulia Grillo, riguardo all’emendamento sulla castrazione chimica. “È praticamente impossibile che dia parere favorevole – ha aggiunto – lavoriamo sull’inasprimento delle pene, è là, fra virgolette, che dobbiamo castrare certi comportamenti, che sono obbrobriosi”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto