“Deve restare in carcere”: la Cassazione ha respinto il ricorso di Fabrizio Corona

Fabrizio Corona deve rimanere in carcere. Lo ha deciso la seconda sezione penale della Cassazione dichiarando “inammissibile” il suo reclamo contro la convalida della misura cautelare da parte del tribunale del riesame di Milano con ordinanza dello scorso 27 ottobre. Si tratta dell’ultima misura coercitiva emessa nei confronti dell’ex fotografo dopo l’arresto del 10 ottobre 2016.

Già rinviato a giudizio

L’arresto era scattato per intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali relative alle misure di prevenzione. A Corona è stato contestato il possesso di quasi 900.000 euro trovati in due cassette di sicurezza in Austria e in possesso di 1,7 milioni di euro in contanti in un controsoffitto nell’abitazione della sua collaboratrice di fiducia, Francesca Persi, rinviata a giudizio insieme all’ex paparazzo.

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A Fabrizio Corona sequestrati altri 843.000 euro in Austria, le notizie del 16 novembre 2016

Non sono ancora finiti i “tesori nascosti” di Fabrizio Corona e non molla la magistratura che li cerca.
E infatti due cassette di sicurezza e un conto corrente riconducibili a Fabrizio Corona, per un ammontare complessivo di 843.000 euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza ad Innsbruck, in Austria.

I finanzieri, secondo quanto si apprende, sono intervenuti su delega della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che ha avviato una rogatoria internazionale finalizzata al sequestro delle somme di denaro. I reati ipotizzati sono appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di valori.

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Le notizie del 10 novembre 2016

Un’altra tegola è caduta sulla testa di Fabrizio Corona. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali per Fabrizio Corona. Il provvedimento era già stato sospeso il 10 ottobre, giorno in cui il fotografo fu arrestato per intestazione fittizia di beni. I giudici, come chiesto dal sostituto pg Antonio Lamanna, hanno ora disposto la revoca “ex tunc” e precisamente dal 22 ottobre 2015. Corona dovrà dunque scontare un anno in più in carcere.

 

I motivi della revoca dei servizi sociali

La decisione è spiegata dal fatto che Corona da quando è tornato a vivere nella sua abitazione, ha messo in atto “ripetuti comportamenti organizzati contro la legalità” e una “trasgressione” delle prescrizioni ricevendo “rilevantissime somme di denaro” in “nero”.

I soldi, tra l’altro, erano custoditi “in maniera anomala”, ossia in un controsoffitto, scrive il Tribunale di Sorveglianza di Milano nel provvedimento con cui ha revocato la misura alternativa alla detenzione.

Nell’atto, i giudici chiariscono anche che, dopo un primo periodo di colloqui regolari, Corona ha ridotto gli “incontri” previsti al Sert (servizio territoriale per le tossicodipendenze), lui che aveva ottenuto l’affidamento anche per i suoi problemi con la droga, come evidenziarono all’epoca i giudici.



Il fotografo fin da giugno era stato “ammonito”

In più passaggi del provvedimento il Tribunale mette in luce le “discontinuità” del percorso di affidamento di Corona e ricorda anche che già il 24 giugno scorso, su richiesta del sostituto pg Antonio Lamanna, il magistrato Giovanna Di Rosa aveva “ammonito” l’ex “fotografo dei vip” per una vacanza a Capri non autorizzata, con tanto di foto hot con una sua nuova fiamma su uno yacht, poi apparse su riviste di gossip.

Le notizie del 7 novembre: sequstrata la casa di Milano

Ancora guai per Fabrizio Corona! La Guardia di Finanza ha sequestrato la casa di Milano del fotografo-showman in Via De Cristoforis. Il provvedimento disposto dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Milano ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari, che hanno appena chiuso l’inchiesta nei confronti del fotografo per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali in relazione alle misure di prevenzione. Il valore stimato dell’appartamento è di 2,5 milioni di euro. Com’è noto Fabrizio Corona ora è in carcere.

 

Il Gip gli nega la libertà: le notizie del 18 ottobre

Nessuna speranza per Fabrizio Corona di tornare rapidamente in libertà. Il fotoreporte-manager, arrestato 8 giorni fa con l’accusa di intestazione fittizia di beni, deve restare in carcere.

Lo ha deciso il gip di Milano, Paolo Guidi, che ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi difensori, i legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra.

 

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Anche Francesca Persi resta in galera

Il giudice Guidi ha inoltre respinto anche la richiesta di scarcerazione, presentata dal legale Cristina Morrone, per Francesca Persi, collaboratrice di Corona (con lui nella foto qui sopra) e ritenuta “prestanome” dell’ex fotografo dei vip.

Da notare che Guidi è lo stesso giudice che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in relazione agli oltre 1,7 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto della casa di Persi, e poi sequestrati, e agli altri soldi ‘cash’ portati in Austria dalla stessa collaboratrice.

Secondo la difesa, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, Corona aveva ammesso che quei contanti erano “compensi in nero” per le serate nei locali e, dunque, non sussistevano più le esigenze cautelari. Ma il Gip non ha accettato questa tesi.

 

Le notizie dell’11 ottobre

Nuovo colpo di scena – molto negativo – per Fabrizio Corona. Il fotografo  torna in carcere. La Squadra Mobile di Milano ha arrestato lui e la sua manager, Francesca Persi, titolare dell’Atena, un’agenzia che si occupa di eventi e promozioni, accusati di intestazione fittizia di beni
 in relazione a 1,7 milioni di euro sequestrati nei giorni scorsi.

L’ex fotografo ha anche l’aggravante di aver commesso il fatto durante l’affidamento in prova ai servizi sociali. La richiesta di arresto è stata avanzata dal pm della Dda di Milano Paolo Storari e firmata dal gip Paolo Guidi.

 

Il sequestro nel controsoffitto

Nei giorni scorsi, come i notri lettori sanno, la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano – giudice Giuseppe Cernuto – ha sequestrato all’ex “re dei paparazzi” tantisismi contanti per un totale di oltre 1,7 milioni di euro (nascosti in pacchetti nel controsoffitto di un immobile di Francesca Persi, con lui nella foto qui sopra).

Gli inquirenti milanesi stanno ancora indagando su questa enorme quantità di denaro per ricostruirne la provenienza. La difesa dell’ex fotografo dei vip sostiene che si tratti di compensi “in nero'”(sui quali non è stata versata l’Iva) delle sue apparizioni degli ultimi mesi in discoteche e locali notturni e che Corona è ancora in tempo per versare le imposte dovute.

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Ordinanza per la custodia in carcere

Un’udienza sulla conferma o meno del sequestro, intanto, è fissata per il 24 gennaio del 2017, ma la Procura di Milano ha chiesto e ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Corona per intestazione fittizia di beni in relazione alle somme sequestrate. L’ordinanza è stata eseguita oggi dalla Squadra mobile di Milano. Corona, scarcerato nel giugno 2015 dopo 2 anni e mezzo di detenzione, quasi un anno fa, dopo l’affidamento alla comunità di Don Mazzi, aveva potuto tornare a vivere nella sua casa a Milano perché aveva ottenuto l’affidamento in prova “sul territorio”.

Qui sopra una foto e un testo che il fotografo aveva postato su Instagram stamattina, prima degli ultimi sviluppi.

 

Un “delinquente professionale”

Il procuratore aggiunto della Dda, Ilda Boccassini, e il pm Paolo Storari, che hanno chiesto e ottenuto l’arresto di Fabrizio Corona per intestazione fittizia di beni in relazione al sequestro di 1,7 milioni di euro in contanti che risale ai primi di settembre. U due magistrati dell’accusa hanno contestato all’ex agente fotografico la “professionalità nel reato”, prevista nell’articolo 105 codice penale. Nel frattempo, il magistrato di Sorveglianza Giovanna Di Rosa ha sospeso l’affidamento in prova per Corona.

C’è un altro conto in Austria

E le accuse non finiscono qui, perché Fabrizio Corona, ritornato in carcere con l’accusa di intestazione fittizia di beni, avrebbe un conto in Austria sul quale sarebbe stata depositata una cifra che va dal milione e il milione e mezzo di euro.

Sono i calcoli del Gip Guidi riportati nell’ordinanza eseguita questa mattina nei confronti anche di Francesca Persi, titolare formale della Atena srl.

Il denaro portato dalla Persi oltre confine

La donna avrebbe portato i soldi cash, frutto dell’attività in nero, in diversi viaggi oltreconfine. Sulla vicenda è stata avviata una rogatoria. Come emerge dall’ordinanza del gip Guidi, il conto in Austria è uno degli elementi su cui si fondano le esigenze cautelari. Altro elemento, legato all’inquinamento probatorio, sono le pressioni che Corona avrebbe esercitato in particolare su una delle sue ex collaboratrici affinchè non raccontasse al procuratore aggiunto Ilda Boccassini e al pm Paolo Storari dei presunti pagamenti in nero delle sue serate nelle discoteche e locali della movida sparsi in Italia. Una serie di persone che hanno lavorato con l’ex fotografo in quest’ultimo anno, una delle quali ha anche denunciato, spaventata, di essere stata presa di mira da lui, hanno denunciato in Procura questi pagamenti in nero.

Le notizie del 7 ottobre

Ancora Fabrizio Corona alla ribalta. E nella maniera più inattesa. Secondo l’accusa come percettore di compensi in nero. La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha sequestrato l fotografo – accogliendo la richiesta del pm Alessandra Dolci e del procuratore aggiunto Ilda Boccassini – 1,7 milioni di euro.

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Pagamenti in nero ricevuti quest’anno

Il sequestro, da quanto si è saputo, riguarderebbe presunti soldi ‘in nero’ dell’ex fotografo dei famosi. La decisione è stata presa sulla base della sua “pericolosità sociale”.

 Da quanto si è appreso, i presunti soldi “in nero” trovati nella disponibilità di Corona si riferiscono – ed è la cosa che colpisce di più per l’entità – a pagamenti in contanti ricevuti quest’anno dall’ex agente fotografico, che è in affidamento in prova ai servizi sociali, da parte di discoteche e di altri locali notturni.

Versati da locali notturni e discoteche

I compensi a favore dell’ex fotografo dei vip, sarebbero stati versati attraverso una sua società, la Atena, agenzia che si occupa di eventi e promozioni, su cui, però, non sarebbe stata pagata l’Iva per le prestazioni. La somma è stata trovata in contanti all’interno di un pacchetto nascosto nel controsoffitto dell’immobile di un uomo ritenuto l’amministratore di fatto di una sua società.

 

 

È riuscito a non tornare in carcere: le notizie precedenti

Ce l’ha fatta a non tornare in carcere. Fabrizio Corona resta libero, anche se dovrà scontare ancora 5 anni in affidamento ai servizi sociali. È questa la decisione del gip di Milano, Ambrogio Moccia, che ha riconosciuto all’ex agente fotografico, difeso dai legali Antonella Calcaterra e Ivano Chiesa, la continuazione tra i reati di estorsione, tentata estorsione e bancarotta per i quali è stato condannato in via definitiva.

 

La pena residua è aumentata di 8 mesi
Il giudice, che ha accolto la richiesta del pm Paola Biondolillo, non ha, invece, dato l’ok alla continuazione tra i tre reati e la corruzione (ha corrotto una guardia penitenziaria) e così la pena residua è aumentata di circa 8 mesi rispetto al precedente calcolo sul cumulo pene. Un aumento che, però, mantiene la pena residua (4 anni e 5 mesi più i ‘nuovi’ 8 mesi) sotto i 6 anni e, dunque, permette a Corona di proseguire con l’affidamento in prova ai servizi sociali. Altrimenti Corona avrebbe dovuto tornare in carcere per scontare la pena.

 

Aveva detto al Gip: “Credetemi, sono cambiato”: le notizie del 22 settembre

“Sono cambiato. Per favore fatemi continuare il mio percorso di recupero in affidamento ai servizi sociali”:  lo ha chiesto ieri Fabrizio Corona al gip di Milano Ambrogio Moccia nell’udienza in sui si è discusso sulla concessione della continuazione dei reati di estorsione con la bancarotta e la corruzione commessi dall’ex fotografo dei vip, da circa un anno in affidamento in prova ai servizi sociali.

 

Il conteggio della pena da scontare

Dalla “continuazione” dipende il conteggio della pena da scontare e l’eventuale possibilità per il fotografo-imprenditore di rientrare in carcere o meno.

La decisione è attesa nei prossimi giorni. Corona prima di entrare al Palazzo di Giustizia ha affermato di essere “preoccupato. Ma ho sempre affrontato tutto senza lasciarmi andare e farò così anche questa volta”. “Ho fatto una marea di errori – ha aggiunto – a causa della mia follia e del diavolo che ho dentro che non si è fatto più risentire”. Diavolo “che mi ha fatto fare enormi cavolate ma anche cose importanti che mi hanno permesso di essere quello che sono”.

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