Omicidio stradale: è scattata la nuova legge

Alla quinta lettura  ce l’hanno fatta ad inasprire le norme per l’omicidio stradale. A suo modo è una rivoluzione, anche molto severa peer quanto riguarda le punizioni. Il governo, al Senato, tramite il ministro Boschi (nella foto sotto),  aveva posto, nel pomeriggio, la fiducia sul provvedimento che è diventato legge con una stragrande maggioranza: 149 voti a favore, 3 contrari e 15 astenuti.

 

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Proteste di 5 Stelle e Giovanardi (Ncd)

“Sono orgogliosa di porre la fiducia su un ddl a tutela delle vittime della strada”, ha detto il ministro Boschi davanti alle le opposizioni:. Per il Movimento 5 Stelle siamo “alla pericolosissima cancellazione della democrazia parlamentare”.
Mentre il senatore  il senatore Carlo Giovanardi, del centro-destra, ha gridato: “Vergogna, vergogna”.

Ma la Boschi ha replicato immediatamente: “Questo governo non si deve vergognare di mettere la fiducia su un provvedimento così importante”.

 

Le nuove norme punto per punt0

Esaminiamo nel merito le novità: 27 anni sono la pena massima prevista per chi guidando in stato di ebbrezza (con grado alcolemico superiore a 1,5) o sotto l’effetto di droghe uccide più di una persona e si da’ anche alla fuga.

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Da 8 a 12 anni se la vittima è una sola

Se invece la vittima è una, il colpevole rischia da 8 a 12 anni di carcere, che diventano 18 se fugge dalla scena dell’omicidio. Per quanto riguarda la patente, il ddl prevede la revoca da 15 a 30 anni dopo la condanna definitiva.

Prima della condanna definitiva patente sospesa

Prima della condanna la patente potrà essere sospesa fino a 5 anni (se ci sono vittime o feriti) in attesa degli esiti del processo.

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Previsto l’arresto in flagranza

In caso di condanna non definitiva la sospensione può essere prorogata fino a un massimo di 10 anni. Tra le modifiche al codice penale l’inserimento dell’omicidio stradale tra i delitti per i quali è previsto l’arresto in flagranz, diversamente da quanto è accaduto fino a oggi, con grande scandalo non solo dei parenti delle vittime, ma anche dei cittadini.

Infine chi rifiuta di sottoporsi agli esami per accertare lo stato di ebbrezza alcolica o di sostanze stupefacenti viene coattivamente sottoposto ai prelievi biologici per gli accertamenti, nel rispetto degli accorgimenti già previsti dal codice penale.

 

Nella foto: Corazon, la filippina uccisa a Roma nel giugno scorso mentre aspettava l’autobus.

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