Napoli: tredicenne molestata dal prof, arrivano gli ispettori del ministero

Lei ha 13 anni e lui 45. La ragazzina è un studentessa costretta a cambiare città dopo aver tentato più volte il suicidio e l’uomo il suo professore che “la molestava, pedinandola, telefonandole a ogni ora del giorno e della notte, inviandole numerosissimi messaggi”, come scrivono i magistrati di Napoli. È una storia oltre il limite del paradosso, quella che si è consumata nella città partenopea. Paradosso che ha spinto il padre della giovanissima a scrivere al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli (nella foto sotto).

Molestie iniziate dopo la morte della madre di lei

Ora nell’istituto napoletano ci sono gli ispettori mandati da Roma perché, come ha sottolineato il padre nella sua lettera, l’insegnante ha continuato a lavorare lì nonostante fosse stato raggiunto da un’ordinanza che gli impediva di avvicinarsi alla tredicenne. Questo a causa delle molestie iniziate nel 2015, quando la ragazzina aveva appena perso la madre.

Pressioni sempre più insistenti

Ne sono seguiti molti mesi in cui lui “l’aspettava all’uscita del bagno per incontrarla, abbracciandola in classe e tentando di baciarla, appoggiandole la testa sul petto, sfiorandole i fianchi, dicendole di essere innamorato di lei impedendole di frequentare i suoi coetanei, interrogandola ogni giorno, umiliandola e rimproverandola davanti ai compagni fino a farla piangere, poi le diceva anche che non aveva più rapporti sessuali con la moglie”.

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