Mattarella studia il primo discorso da presidente

Il nuovo presidente della Repubblica, che ieri ha incontrato e ringraziato il suo predecessore, Giorgio Napolitano, passerà la giornata di oggi a preparare il discorso di insediamento, previsto per domani mattina alle 10.

Oggi, lunedì, sarà impegnato per tutto il giorno nella stesura del testo, domani il giuramento poi subito i primi impegni istituzionali tra i quali sicuramente un primo collogio con il premier Matteo Renzi. Intanto proprio domani a Roma arriva il neo premier greco Tsipras, che probabilmente vedrà solo Renzi e altri esponenti del governo.

 

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Martedì il giuramento

Tutto è pronto per il rituale dell’onsediamento del nuovo inquilino del Quirinale. Campane a festa, salve di cannone, onori militari: il giuramento del 12° presidente della Repubblica italiana è in calendario per domani, martedì 3 febbraio, alle 10 nell’Aula di Montecitorio (nella foto qui sopra ci sono tutti e dodici i presidente della Repubblica italiana).

Ecco come si svolge, passo passo, questo rituale ormai consacrato nella storia della Repubblica. Il riepilogo è dell’Agenzia Ansa.

 

L’ELETTO PARTE DA CASA

Il presidente della Repubblica viene prelevato dalla sua abitazione (in questo caso la foresteria della Corte costituzionale) in forma privata dal segretario generale della Camera, Lucia Pagano, e accompagnato a Montecitorio a bordo di un’auto della presidenza della Repubblica scortata dai Carabinieri motociclisti.

 

SUONA LA CAMPANA DI MONTECITORIO

La partenza del presidente dalla sua residenza è segnata dalla campana maggiore di Montecitorio, che suona ininterrottamente fino al suo arrivo alla Camera.

 

L’ARRIVO ALLA CAMERA

Il capo dello Stato viene ricevuto dai presidenti di Camera e Senato e riceve nell’atrio gli onori militari da un reparto di Carabinieri in alta uniforme. Da lì, dopo un breve passaggio nella sala dei ministri lungo un percorso “punteggiato” da assistenti parlamentari in uniforme di gala, si dirige in Aula, ornata con 21 bandiere e drappi rossi.
In Aula ci sono deputati e senatori, nelle tribune i delegati delle Regioni, i rappresentanti del corpo diplomatico e gli ospiti d’onore.

 

21 SALVE DI CANNONE

Aperta la seduta, il Capo dello Stato si alza in piedi e pronuncia la formula del giuramento che è: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”.

In quel momento vengono sparate 21 salve di cannone e la campana di Montecitorio torna a suonare.

 

IL MESSAGGIO ALLA NAZIONE

Il presidente della Camera gli cede il posto al centro del banco e invita i grandi elettori a sedersi; dopodichè il capo dello Stato rivolge il suo messaggio alla Nazione. Una curiosità: dal giuramento in poi Mattarella, come Capo dello Stato, non tornerà più a sedersi in un’Aula del Parlamento italiano. Se vorrà assistere ai lavori delle Camere, potrà farlo dalle tribune a lui riservate.

 

SI LASCIA L’AULA

 

Al termine del messaggio, la seduta del Parlamento in seduta comune viene chiusa ed il capo dello Stato, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato e dai rispettivi segretari generali, lascia l’Emiciclo raggiungendo l’atrio di Montecitorio. Dove viene accolto dal presidente del Consiglio e riceve il saluto del segretario generale del Quirinale, mentre un reparto di corazzieri in alta uniforme gli rende gli onori.
Esce da Montecitorio e nella piazza ascolta l’Inno nazionale e passa in rassegna il reparto di onore schierato con bandiera e banda.

 

L’OMAGGIO AL VITTORIANO

 

Subito dopo viene accompagnato dal presidente del Consiglio e dal segretario generale del Quirinale all’Altare della Patria dove rende omaggio al Milite ignoto.

 

VERSO IL QUIRINALE

 

Infine, scortato dai Corazzieri a cavallo e dai motociclisti, Mattarella sale al Quirinale lasciando Piazza Venezia e attraversando Via Cesare Battisti e via IV Novembre a bordo della Lancia Flaminia 335, l’auto decappottabile a sette posti, che per tradizione viene usata solo in due occasioni: per l’elezione e per la parata del 2 giugno. Giunto al Quirinale riceve gli onori militari; al termine, nel Salone dei Corazzieri i discorsi: il saluto del presidente uscente Giorgio Napolitano e, se vorrà farlo, quello del nuovo inquilino del Colle.

Quindi, il rinfresco nel Salone delle feste.

La Panda che tanto ama, a questo punto, dovrà abbandonarla.

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