Sgarbi dopo la telefonata al Viminale: “Non devo giustificarmi”

“Nessuno ha aperto un museo a mezzanotte o all’una, lo hanno aperto il 31 alle quattro del pomeriggio”. Interviene Vittorio Sgarbi a smorzare le polemiche seguite all’avventura secondo cui, tramite il Viminale e i carabinieri, avrebbe rintracciato il sindaco di Mazzano (Brescia) per farsi aprire i Musei Mazzucchelli. “Ho chiamato la batteria del Viminale e mi hanno passato il sindaco, non so come abbiano fatto”, ha aggiunto il critico d’arte. In alcuni casi può darsi passino attraverso i carabinieri. Questa non è una storia, è una non notizia, un’idiozia”.

“Abbiamo fatto una grande festa, ho progetti per quei musei”

“Non vedo di cosa debba giustificarmi”, ha chiosato poi. “Il senso della notizia è che non ho chiamato il ministero dell’Interno per chiedere una serie di cose, ma ho chiamato la batteria del Viminale per parlare con il sindaco e ho parlato con il sindaco. Punto”. Peraltro – sostiene – avendo idee future per i Mazzucchelli. “A Mazzano poi abbiamo fatto una grande festa”, ha detto infatti, “abbiamo brindato, scambiato gli auguri e annunciato tanti progetti che faremo, finalmente capiterà qualcosa in un museo. La conseguenza è che ci saranno delle mostre, molto probabilmente una su Antonio Ligabue. È un’ipotesi. Visto che lo spazio è molto bello, mi è venuto in mente di fare qualcosa”.

Vuole visitare un museo di notte: Vittorio Sgarbi chiama il ministero degli Interni

Si è ripreso bene dall’attacco cardiaco che tre settimane fa l’aveva costretto a un intervento d’urgenza al policlinico di Modena. Vittorio Sgarbi, nella notte della vigilia di San Silvestro, voleva infatti vedere un quadro esposto ai Musei Mazzucchelli di Mazzano e nella notte ha fatto chiamare il sindaco del Comune bresciano dal ministero dell’Interno. Lo ha fatto non riuscendo personalmente a contattare il primo cittadino, Maurizio Franzoni. Così ha pensato bene di telefonate alla “batteria” del Viminale che ha rintracciato il primo cittadino del paese bresciano.

Il sindaco avvertito dai carabinieri

I carabinieri di Brescia, nella sera tra il 29 e il 30 dicembre, hanno mandato una pattuglia a casa del sindaco che non rispondeva al telefono e gli hanno comunicato di mettersi in contatto con il ministero. Sindaco e Sgarbi sono poi riusciti a parlarsi e la notte di capodanno tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, Vittorio Sgarbi ha visitato i Musei Mazzucchelli di Mazzano.

“I militari non avevano niente da fare”

“Alla batteria del ministero sono tutti miei amici, mi hanno chiesto se era urgente e ho risposto loro che era urgentissimo”, ha detto Vittorio Sgarbi, che all’Ansa ha confermato quanto accaduto. “Il compito della batteria è proprio quello di cercare sindaci e parlamentari che non rispondono al telefono”, ha detto Sgarbi. Che ha aggiunto: “Non credo che i carabinieri di Mazzano avessero molto di più da fare quella sera che cercare il sindaco del paese con il quale il più grande critico d’arte italiano aveva necessità di parlare”.

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