Gioele: oggi le analisi sul cranio del bimbo, si cercano segni di trascinamento

Nuovi accertamenti scientifici oggi, martedì 1°s settembre, al Policlinico di Messina. Giungeranno in città i geologi forensi nominati dal procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo che esamineranno il cranio del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni i cui resti sono stati trovati lo scorso 19 agosto nei boschi di Caronia.

La scomparsa quasi in mese fa

Il bimbo era scomparso con la mamma, Viviana Parisi, 43 anni, il 3 agosto. Cinque giorni dopo era stato trovato il cadavere della donna. Saranno presenti anche i medici legali nominati dal magistrato perché hanno un ruolo di coordinamento. Lo scopo è quello di verificare se il bambino possa essere stato trascinato da animali.

Ancora buio su Gioele e Viviana: domani nuovi esami sul cranio del bimbo, le news del 31 agosto 2020

“Durante le ricerche eseguite venerdì sono state trovate delle tracce ematiche con il luminol, ma non si sa se sono di animali o persone. Dovremo aspettare una decina di giorni per sapere i risultati”. Lo afferma – riporta oggi, lunedì 31 agosto, il quotidiano messinese TempoStretto.it – l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia Mondello dopo che la polizia scientifica ha eseguito degli esami tecnici irripetibili nei casolari delle campagne di Caronia vicini ai luoghi dove sono stati trovati i corpi di Viviana Parisi e Gioele Mondello.

Gli esami sugli animali

Sono stati eseguiti tamponi salivari e prelievi di sangue ad alcuni animali e si sono cercate tracce ematiche e biologiche. “Vedremo quello che emergerà da queste analisi”, aggiunge Venuti, “dobbiamo dire che tutti gli allevatori sono stati disponibili e che si è riusciti a fare le analisi agli animali. Intanto domani, martedì, sarà fatto un esame da parte dei medici legali sul cranio del piccolo Gioele e anche questo riteniamo possa essere un atto importante per le indagini”.

Viviana Parisi: negativi gli esami all’interno dell’auto con Gioele, le notizie del 28 agosto 2020

“Gli accertamenti genetici effettuati sui tamponi prelevati all’interno del mezzo e sul parabrezza hanno finora fornito esito negativo, anche per quanto riguarda la presenza di eventuali tracce di sangue”: la notizia arriva da una nota del procuratore di Patti, Angelo Cavallo.

Il magistrato sottolinea che “non è ancora possibile formulare, allo stato, alcuna seria ipotesi sulle cause di morte del piccolo Gioele”.

 

 

Parabrezza già rotto

 

“Il parabrezza della Opel Corsa di Viviana Parisi era già rotto prima dell’incidente avvenuto il 3 agosto nella galleria Turdi sull’autostrada A20 Messina-Palermo”.

A dirlo, attraverso il suo legale Pietro Venuti, è Daniele Mondello, il marito della deejay di 43 anni poi trovata morta l’8 agosto nei boschi di Caronia (Messina), mentre il corpicino del figlio Gioele di 4 anni è stato rinvenuto da un volontario solo il 19 agosto a circa 300 metri di distanza. Ieri sera era circolata la voce che la lieve crepa rilevata sul parabrezza, sul lato passeggeri, dalla Polizia scientifica, fosse dovuta proprio allo scontro avuto nella galleria da Viviana con un furgone di operai, dopo un sorpasso azzardato. Subito dopo il sinistro, Viviana aveva fatto perdere le proprie tracce con il figlio.

 

Contraddetti gli investigatori

Secondo gli investigatori sarebbe la prova che il piccolo Gioele abbia battuto la testa sui cui sarebbero state rilevate, durante l’esame Tac prima dell’autopsia, micro tracce di sangue. Ma adesso arriva la smentita del padre di Gioele, che ci tiene a precisare che il parabrezza fosse “già lesionato” dopo “un precedente sinistro” avvenuto nei mesi scorsi. Quindi, il parabrezza non si sarebbe rotto il giorno dell’incidente,

Ieri mattina un altro sopralluogo

Nuovo sopralluogo, questa mattina, nei boschi di Caronia (Messina), per cercare altri resti del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni trovato senza vita lo scorso 19 agosto da un volontario, un carabiniere in congedo. Per aiutare la Polizia scientifica che eseguirà il sopralluogo nei pressi del luogo del ritrovamento, i vigili del fuoco, hanno disboscato alcune zone piene di vegetazione.

L’ipotesi incidente prende quota

Intanto, da quanto è emerso ieri dall’autopsia, si fa avanti l’ipotesi dell’incidente in auto che avrebbe provocato “lesioni importanti” al cranio del figlio di Viviana Parisi. Seppure non mortali.
Sul cranio di Gioele “sono state riscontrate” delle “micro tracce di sangue” con “intingimento osseo”. È solo una ipotesi, che al momento non trova conferme ufficiali, ma che l’Adnkronos apprende da fonti qualificate che hanno assistito all’esame autoptico sui resti del bimbo al Policlinico di Messina.
Per i periti che hanno visionato il cranio, il bambino potrebbe avere “battuto la testa contro una superficie non particolarmente dura”, quindi anche un sedile di una macchina, ad esempio.

Accertamenti irripetibili, le notizie del 26 agosto

Accertamenti irripetibili di tipo biologico sono stati eseguiti questa mattina dalla polizia scientifica di Palermo sull’Opel Corsa di Viviana Parisi.

Li ha disposti il Procuratore di Patti su sei campionature effettuate il 6 agosto scorso sull’auto della donna per verificare l’eventuale presenza di profili genetici ed eventuali future comparazioni.

Esami che, aggiunti a particolari emersi dall’autopsia sul bambino, fanno riprendere quota alla tesi che Gioele possa essere rimasto ferito mortalmente nell’incidente stradale sulla A20.

Il 25 agosto un altro sopralluogo

Nuovo sopralluogo oggi, nei boschi di Caronia (Messina) nelle zone in cui sono stati trovati i corpi senza vita di Viviana Parisi, lo scorso 8 agosto, e del figlio Gioele di 4 anni, lo scorso 19 agosto, a circa 300 metri di distanza in linea d’aria.

Subito dopo si terrà, al Policlinico di Messina, l’esame autoptico sul corpo di Gioele. Nella tarda mattina di oggi il Procuratore capo di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo conferirà l’incarico per l’esame autoptico, ma anche per gli “accertamenti genetici e morfologici di vario tipo” che saranno affidati a un pool di esperti, “ciascuno dotato di specifica professionalità”, come spiega lo stesso magistrato.

I periti nominati dal magistrato

Saranno nominati, in particolare, Daniela Sapienza, professore associato di Medicina Legale presso l’università di Messina e medico legale, Elvira Ventura Spagnolo il medico legale, che ha già eseguito l’autopsia sul cadavere di Viviana Parisi, Stefano Vanin, professore associato di zoologia presso l’università di Genova, entomologo. E ancora, Rosario Fico, responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria, in servizio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “Aleandri”, zoologo, esperto in materia di segni e tracce animali impresse sui corpi, Rita Lorenzini, in servizio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “Aleandri” – Laboratorio di Diagnostica Molecolare Forense, zoologa e genetista esperta in materia di fauna selvatica e non ma anche Roberta Somma, presso l’università di Messina, geologa forense, esperta nell’analisi di terreni e resti umani in essi conservati.

Il perito Picozzi

Sempre oggi, martedì 25 agosto, il procuratore capo di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo nominerà Massimo Picozzi (nella foto sopra), docente di psichiatria presso le Università di Parma e Bocconi di Milano, che si è occupato dei casi giudiziari più famosi degli ultimi anni, dall’omicidio di Suor Laura Mainetti a Chiavenna, il delitto di Cogne, il delitto di Novi Ligure, la strage di Erba, il serial killer Michele Profeta, gli omicidi delle Bestie di Satana, il delitto di Avetrana. Una scelta che ha l’obiettivo di “acquisire informazioni precise sullo stato di salute mentale e psicologico della signora Parisi, alla luce della documentazione medica acquisita e di ogni altro elemento di eventuale interesse”, come sottolinea il procuratore Cavallo che coordina l’inchiesta per omicidio e sequestro di persona.

La Procura difende il suo operato

I magistrati si difendono anche dlle reiterate accuse del marito di Viviana Parisi sulla gestione delle indagini. Per la Procura “gli accertamenti investigativi si presentano, dunque, tuttora molto articolati e proseguono in ogni direzione, senza tralasciare, come già detto, alcuna ipotesi”. Il Procuratore ci tiene a ribadire inoltre che il suo ufficio “sin dal primo momento, è impegnato, senza risparmio di tempo, risorse ed energie, nell’acquisizione di tutti gli elementi possibili, non tralasciando alcun dato che possa contribuire a chiarire i tragici eventi accaduti”.

 

Le notizie del 24 agosto

Domani, martedì 25 agosto, la polizia scientifica farà una serie di rilievi suoi luoghi della tragedia. I tecnici dovranno verificare se il corpo del bimbo possa essere stato trascinato fin lì da animali selvatici o da cani. Sempre domani sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Gioele Mondello nel Policlinico di Messina. A breve dovrebbero arrivare anche gli esiti degli esami istologici e tossicologici eseguiti sul corpo della donna. Nell’immagine sotto tutte le tappe della vicenda.

Le ipotesi sul campo

Le ipotesi principali sulle quali la procura sta lavorando sono due: l’omicidio-suicidio e l’aggressione da parte di animali. La prima si basa sulle fragili condizioni psichiche della donna (i medici le avevano diagnosticato una psicosi con crisi mistiche e manie di persecuzione), che dopo l’incidente in galleria ha inspiegabilmente abbandonato l’auto e si è inoltrata nella campagna. L’altra ipotesi è quella dell’aggressione da parte di animali selvatici, e trova d’accordo anche i familiari, convinti che la donna non avrebbe mai fatto male al figlio.

Gioele a la mamma, continuano i sopralluoghi, le notizie del 22 agosto 2020

Nuovo sopralluogo, questa mattina, della Polizia scientifica, nelle zone in cui sono stati trovati i resti di Gioele e della mamma, Viviana Parisi, nei boschi di Caronia (Messina).

I due corpi giacevano a circa 300-400 metri di distanza in linea d’aria. Ieri pomeriggio è stato eseguito, alla Scientifica di Palermo, invece, l’esame sugli indumenti indossati dalla deejay ritrovata senza vita lo scorso 8 agosto sotto un traliccio nei boschi, undici giorni prima del ritrovamento del figlio di 4 anni.

Esami complicati

Un esame lungo e complicato, è stato eseguito,intanto, presso il laboratorio della Polizia scientifica di Palermo sugli indumenti trovati addosso a Viviana quando è stata ritrovata senza vita in avanzato stato di decomposizione. Presente anche il medico legale incaricato dalla Procura di Patti (Messina) Elvira Ventura Spagnolo che ha eseguito gli esami su una campionatura. Successivamente la polizia scientifica farà delle indagini genetico forensi sui campioni.

“Abbiamo fatto dei prelievi – ha spiegato il medico legale all’Adnkronos – al fine di effettuare delle successive indagini di carattere genetico-forense. Quindi l’estrazione di Dna per capire intanto la tipologia di materiale presente sull’indumento. E a quel punto viene individuato se si tratta di materiale di natura umana e si estrae il Dna”. “Bisogna considerare che essendo un indumento indossato da un cadavere in avanzato stato di putrefazione può essere intriso di materiali putrefattivi e quindi il Dna può essere deteriorato, dunque non necessariamente la sua estrazione può essere agevole”.

 

Le scarpine blu le notizie precedenti

Il papà di Gioele, Daniele Mondello, ha riconosciuto le scarpine blu del figlio ritrovate ieri pomeriggio nei boschi di Caronia vicino ai resti umani che, a questo punto, non c’è più dubbio appartengano al figlioletto.

“Quelle scarpe gliele ho comprate io con Viviana. Sono di Gioele”, ha detto tra le lacrime durante il riconoscimento degli indumenti trovati ieri. Arrivato poco prima delle 18 alla caserma Calipari di Messina dove ha sede la Polizia scientifica, sull’uomo è stato eseguito il test del dna. Prelevato il Dna anche su Luigino Parisi, il suocero. Servono per la comparazione con i resti umani del bambino.

Oggi accertamenti sui vestti di Viviana

Poco prima Daniele Mondello si era recato alla Questura di Messina per una notifica. Perché oggi, venerdì 21 agosto, verranno eseguiti al gabinetto scientifico di Palermo degli accertamenti specifici sui vestiti di Viviana Parisi.

Il lavoro dei volontari

 

“Cinque ore di lavoro di un volontario rispetto a 15 giorni di 70 uomini esperti mi fanno sorgere dei dubbi oggettivi sui metodi adottati per le ricerche. La mia non vuole essere una polemica, ma la semplice considerazione di un marito e padre distrutto per la perdita della propria famiglia”.

Lo afferma Daniele Mondello, papà di Gioele e marito di Viviana Parisi, sul proprio profilo Facebook. “Nonostante il dramma che mi ha travolto – scrive – trovo doveroso ringraziare quanti mi hanno aiutato. Dedico un ringraziamento particolare al Signore che ha trovato mio figlio. Se non ci foste stati voi, chissà se e quando lo avremmo ritrovato”. “Viviana e Gioele – conclude Daniele Mondello – vi ringraziano ed io vi mando un abbraccio enorme, siete stati grandi!”.

 

 

Il ritrovamento del 19 agosto

Il tronco a circa 400 metri dal traliccio, dove è stato trovato il corpo della madre Viviana Parisi, e la testa molto distante, sarebbero stati trascinati lì “da maiali o da cani”: è quanto spiegano all’Agenzia AdnKronos fonti investigative che sono sul luogo del ritrovamento. La testa di un bambino, in avanzato stato di decomposizione, a quanto si apprende, sarebbe stata trovata a monte del luogo, dove è stato individuato il tronco e una parte di femore compatibile con un bimbo di 4 anni.

 

“Troppe coincidenze…”

“Per noi è Gioele troppe coincidenze” dicono gli investigatori che precisano come per l’identificazione serva comunque l’esame del Dna. Insieme con la testa, sarebbero stati trovati anche alcuni indumenti.

Per ore il procuratore capo Angelo Vittorio Cavallo e il medico legale Elvira Spagnolo sono sul posto per repertare i resti trovati. Sul posto anche i nonni paterni del piccolo Gioele, Letterio Mondello e la moglie. Daniele, il papà di Gioele, invece, dopo aver parlato con i poliziotti, ha preferito non raggiungere il luogo.

I primi sospetti

Le tracce individuate vicino all’autostrada sarebbero di Gioele Mondello, scomparso con la madre Viviana il 3 agosto.

Per gli uomini che coordinano le ricerche del bambino i resti ossei e la maglietta portano a lui “al 99 per cento”.

 

Segnalazione di un volontario

Le tracce sono state segnalate da uno dei volontari che da giorni affiancano vigili del fuoco, forestali e poliziotti.

L’uomo è un carabiniere in congedo. Il posto, coperto da rovi e arbusti si trova a circa 200 metri dall’autostrada e a una certa distanza dal punto in cui è stato trovato il corpo di Viviana Parisi, ai piedi di un traliccio della rete elettrica. Sul luogo dove sono state trovate alcuni resti ossei e tracce di indumenti che sarebbero compatibili con il piccolo Gioele, il bimbo di 4 anni scomparso il 3 agosto scorso insieme con la madre Viviana Parisi, poi trovata morta, si sono recati anche i familiari del piccolo: il padre Daniele Mondello, la zia Mariella e il nonno paterno Letterio.

 

Presenti i familiari

A loro stanno per essere mostrati gli indumenti strappati, tra cui una magliettina, che potrebbero costituire la conferma del tragico ritrovamento. Sul posto si trovano anche il Procuratore di Patti Angelo Cavallo, che coordina le indagini, due medici legali, la polizia scientifica, uomini della Protezione Civile e le squadre dei vigili del fuoco.

 

Zona chiusa ai giornalisti e ai curiosi

La zona è stata inibita all’ingresso dei giornalisti e della folla di volontari e curiosi.

 

È arrivato oggi l’esercito

Arriva oggi l’Esercito per le ricerche del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni scomparso lo scorso 3 agosto con la madre, Viviana Parisi poi ritrovata morta. parteciperà da questa mattina con uomini e mezzi della BriGata Aosta alle ricerche del bambino.

Un nucleo ricognizione e 3 squadre da 10 persone del 24º reggimento Peloritani di Messina si inserirà nel dispositivo di ricerca della Protezione Civile, coordinato dai Vigili del Fuoco. Le ricerche proseguiranno “a tempo indeterminato”, sino a ordine diverso.

 

Gruppo di volontari

Intanto anche un gruppo di volontari si è radunato al campo base per cercare Gioele. “Sono qui dalle 6.30 perché questa scomparsa del bambino mi angoscia dal primo giorno. Voglio partecipare anche io alle ricerche, come chiesto ieri dal padre del bambino”, ha detto Antonia, una casalinga di 39 anni di Acquedolci (Messina) che si è presentata all’alba al distributore di benzina Ip scelto come quartier generale per le ricerche bimbo. Vigili del fuoco e protezione civile sono già in postazione per riprendere le ricerche “attive”, dopo quelle “passive” che proseguono di notte.

 

L’appello del padre

Era stato ieri il padre del bambino, Daniele Mondello, a lanciare un appello sui social: “Invito tutti quelli che si vogliono unire alle ricerche di mio figlio Gioele a presentarsi mercoledì 19 agosto presso il centro di coordinamento sulla ss113 al distributore di benzina IP di Caronia. Saremo lì intorno alle 7.30. Si raccomanda di indossare abbigliamento adeguato, pantaloni lunghi e maglie con le maniche lunghe. Vi ringrazio anticipatamente”.

Arrivano alla spicciolata all’Ip per partecipare alle ricerche del piccolo. Ci sono anche Giovanni e Antonio, due agricoltori della zona. “Non è possibile sparire così”, dicono. “Anche noi vogliamo partecipare alle ricerche”.

 

Le notizie del 18 agosto

È il quindicesimo giorno di ricerche di Gioele, il bimbo di 4 anni scomparso il 3 agosto insieme alla madre Viviana Parisi. La donna è stata trovata morta 5 giorni dopo nelle campagne di Caronia (Messina), mentre del piccolo ancora nessuna traccia.

“Domani alle 7.30”

Su Facebook il padre di Gioele, Daniele Mondello, lancia un appello: “Invito tutti quelli che si vogliono unire alle ricerche a presentarsi il 19 agosto al distributore di benzina IP di Caronia”. Intanto il piccolo viene cercato anche con i droni.

“Gioele era vivo”: un testimone scuote le indagini, le notizie del 17 agosto 2020

Dopo l’incidente stradale “Gioele era vivo, in braccio alla madre, in posizione verticale e senza alcuna ferita”. È questa la ricostruzione del testimone presente dopo l’impatto resa nota dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che indaga sulla morte della dj Viviana Parisi e sulla scomparsa del figlio di 4 anni della donna.

Gioele, ha aggiunto il procuratore Cavallo, “aveva gli occhi aperti” e il teste “è attendibile”.

 

Testimoni che erano in vacanza

A parlare con la procura sono stati “testimoni che erano in vacanza in Sicilia e poi sono rientrati al Nord”. All’inizio, ha spiegato il procuratore, “avevano dei dubbi se fossero proprio loro, ma quando è stata diffusa la loro descrizione hanno capito che era quello l’incidente e si sono presentati”. Viviana Parisi quando è scesa dall’auto, dopo l’incidente stradale, “camminava in modo veloce, ma non correva” e “nei confronti di Gioele aveva un atteggiamento protettivo”, ma “non escludiamo alcuna ipotesi”, ha aggiunto il procuratore diPatti.

Tante ipotesi, nessuna certezza

 

C’è una nuova ipotesi investigativa sulla morte di Viviana Parisi, la dj di 43 anni trovata senza vita tra i boschi di Caronia sabato scorso, e sulla scomparsa del figlio di 4 anni, Gioele.

Alla pista del delitto, ormai esclusa dall’autopsia, e a quella dell’omicidio-suicidio secondo la quale Viviana, depressa da mesi potrebbe aver ucciso il bambino e si sarebbe poi ammazzata lanciandosi da un traliccio dell’alta tensione, si aggiunge una nuova ricostruzione.

 

L’incidente sulla Messina-Palermo

La donna alla guida della propria auto ha avuto un incidente mentre era sull’autostrada Messina-Palermo. Nell’impatto con un furgone il figlio potrebbe essere morto. Sconvolta e in preda al rimorso, Viviana potrebbe aver preso in braccio il corpicino del bimbo, scavalcato il guard-rail, percorso un sentiero sterrato ed essere giunta al traliccio. Lì potrebbe aver nascosto Gioele – l’area è piena di vegetazione e le ricerche sono difficili – e poi essersi buttata giù dal pilone. Accertamenti sono in corso sulla vettura della donna.

 

l’appello del padre del bambino

“Chiunque abbia visto qualcosa dopo l’incidente, nelle campagne, si faccia avanti, chiami la polizia. Io amo mio figlio e lo voglio trovare…”.è l’appello commosso lanciato tra le lacrime da Daniele Mondello, padre di Gioele, il piccolo di 4 anni scomparso lo scorso 3 agosto insieme alla madre Viviana Parisi,la dj di 43 anni trovata poi morta nelle campagne di Caronia nei pressi dell’autostrada A 20 Messina-Palermo.

 

 

Le notizie del 13 agosto

Nuovo sopralluogo con ispezione sul traliccio ai piedi del quale è stato trovato il corpo di Viviana Parisi, la donna di 43 anni scomparsa lo scorso 3 agosto. Ha partecipato anche il procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, insieme con la polizia scientifica e una geologa incaricata dalla Procura. Non è escluso che a breve ci possano essere sviluppi sulla ricerca del piccolo Gioele.

Una telefonata al 112

Spunta, intanto, una telefonata al numero d’emergenza per segnalare l’incidente avvenuto lo scorso 3 agosto a Viviana Parisi sull’Autostrada A20 Messina-Palermo. L’audio, come apprende l’Adnkronos, è stato acquisito dal Procuratore capo di Patti Angelo Vittorio Cavallo. Una voce chiama il numero 112 per dire all’operatore che “c’è stato un incidente” e che alla guida dell’auto coinvolta “c’era una donna”.

La voce avrebbe anche all’operatore del numero d’emergenza che a bordo c’era “anche un bambino”. Quindi, un’ulteriore conferma della presenza del piccolo che da quel giorno è scomparso. Il corpo di Viviana Parisi è stato rinvenuto poi sabato, 8 agosto, nei boschi di Caronia (Messina).

L’appello del Procuratore

Una famiglia, composta da padre, madre e due figli adolescenti a bordo di una “berlina grigia metallizzata” o comunque “di colore chiaro”. Sono loro i testimoni che lo scorso 3 agosto si sono fermati per soccorrere Viviana Parisi. A lanciare un nuovo, accorato, appello è stato ancora il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, parlando con i giornalisti davanti al tribunale.

“Si tratta di un uomo, una donna e un ragazzo e una ragazza – ha detto – Il padre era quasi calvo, abbronzato e indossava una maglietta arancione. La donna ha sui 45 anni, indossava un vestito blu”. “Hanno fatto un’opera meritoria – ha aggiunto – spero che si facciano vivi adesso”.

Le notizie del 12 agosto

Tutto ancora in alto mare per la mamma scomaprsa di Messina.

Sono omicidio volontario e sequestro di persona i reati per cui la Procura di Patti ha aperto un’inchiesta sulla morte della dj Viviana Parisi e sulla scomparsa del figlio di 4 anni della donna, Gioele. Un tecnicismo che consente di avere maggiore margini di manovra nelle indagini. Tant’è che al momento non ci sono indagati, perché il fascicolo è a carico di ignoti. Per la Procura di Patti, infatti, tutte le piste sono aperte e non ci sono al momento ipotesi privilegiate.

Un contributo alle indagini potrà arrivare anche dall’autopsia eseguita nel primo pomeriggio nell’obitorio dell’ospedale Papardo di Messina. Ma anche dalle testimonianze di familiari, amici, conoscenti che sono stati sentiti e saranno riascoltati dalla squadra mobile che indaga.

 

Le telecamere non hanno vsto mamma e figlio

Purtroppo le telecamere visionate al momento non hanno ripreso mamma e figlio a Sant’Agata di Militello in un posto preciso, ma si continuano ad acquisire altre registrazioni. Sulle ricerche a Caronia ambienti giudiziari ritengono “ingenerose le dichiarazioni dei familiari” su presunti ritardi o inattività, poiché, sottolineano, “sono state avviate da subito, ma viste le condizioni del terreno, la boscaglia fitta e la presenza di animali è stata complicata l’ispezione anche se avvenuta con i droni o con i cani”. Secondo i soccorritori il terreno è stato diviso in zone quindi solo casualità non è stata trovata subito.

 

Anche un entomologo forense

L’autopsia, cominciata dopo le 18 nell’obitorio dell’ospedale Papardo di Messina, ha visto la partecipazione anche di un entomologo forense, Stefano Vanin, che è un esperto dei cicli vitali degli insetti: l’obiettivo è capire data e orario della morte. I periti nominati dal magistrato, comprese la professoressa Elena Ventura Spagnolo e la dottoressa Daniela Sapienza, consegneranno la loro relazione entro 60 giorni, ma una prima anticipazione degli esiti potrebbe arrivare già nella notte o domani mattina.

 

L’autopsia finora non chiarisce

 

“Al momento non possiamo escludere nulla, perché le lesività sul corpo che abbiamo rilevato possono essere compatibili con tutte le ipotesi possibili. Abbiamo dei dati che vanno studiati e attenzionati. Lavoreremo ad esclusione fino ad accertare con certezza la causa e l’epoca della morte”, ha detto la professoressa Elena Ventura Spagnolo perito della Procura di Patti che ha eseguito l’autopsia sulla Dj Viviana Parisi.

Non è stata risolutiva l’autopsia sulla dj Viviana Parisi per chiarire con certezza la causa della sua morte. Lo ha detto l’avvocato Pietro Venuti legale del marito della vittima dopo avere parlato con i periti e la consulente di parte. “Sono emerse delle fratture su più parti del corpo – ha detto – e che il corpo era in avanzato stato di decomposizione, ma serviranno altri esami per capire cosa sia successo.

 

L’attesa dell’autopsia: le notizie dell’11 agosto

Sarà eseguita oggi, martedì 11 agosto, in mattinata all’ospedale Papardo di Messina l’autopsia sul corpo di Viviana Parisi, la deejay di 43 anni trovata senza vita sabato pomeriggio nei boschi attorno a Caronia (Messina), a 5 giorni dalla sua scomparsa insieme con Gioele, il figlio di quattro anni di cui si sono perse da allora le tracce. Un esito atteso dagli inquirenti con particolare attenzione perché dal risultato dipenderà il proseguimento delle ricerche del piccolo.

Cani molecolari al lavoro

Intanto proseguono senza sosta le ricerche del piccolo Gioele. Gli inquirenti utilizzano anche cani molecolari e droni per cercare il bambino, in un perimetro che supera i 400 ettari. Nel pomeriggio di ieri, lunedì 10 agosto, Mariella Mondello e il padre, rispettivamente cognata e suocero di Viviana sono andati nel “quartier generale” delle ricerche, in una stazione di servizio Ip a poco meno di 2 chilometri dal luogo del ritrovamento del corpo, irriconoscibile, di Viviana. Parlando con gli inquirenti e con i soccorritori, la cognata di Viviana ha più volte ribadito che la donna “non avrebbe mai abbandonato Gioele, lo amava”.

Ricerche estese

Sempre ieri c’è stato un vertice in prefettura a Messina, con gli inquirenti e i soccorritori, nel corso del quale è stato deciso che le ricerche si potrebbero estendere anche in altre zone, oltre ai 400 ettari attorno al bosco in cui è stata trovata la donna, con il corpo sfigurato. Ecco perché è importante l’esito dell’autopsia. Perché se la deejay dovesse essere stata uccisa, cosa che al momento non viene esclusa, il bimbo potrebbe essere stato portato via. A quel punto, le ricerche dovranno essere ampliate in altre zone. Ma se Viviana Parisi si fosse uccisa, che è l’ipotesi più plausibile, secondo gli inquirenti, allora le ricerche proseguiranno in una zona ancora più ampia.

Mamma morta a Caronia: ancora mistero sul bimbo scomparso, le notizie del 10 agosto 2020

Proseguono senza sosta le ricerche del piccolo Gioele, il bambino di 4 anni scomparso lunedì insieme alla madre Viviana Parisi dopo un incidente sulla A20. La madre è stata trovata morta sabato pomeriggio a pochi km dal luogo dell’incidente, nei boschi di Caronia, ma del bimbo si sono perse le tracce.

Tra oggi e domani l’autopsia

Al lavoro anche nella notte vigili del fuoco, protezione civile, polizia, finanza, carabinieri con unità cinofile e droni. I soccorritori stanno setacciando anche pozzi o casolari disabitati in zona. Tra oggi, lunedì 10 agosto, e domani, martedì 11, sarà eseguita l’autopsia sul cadavere della madre per scoprire le cause della morte.

È della Dj di Messina il cadavere ritrovato, le notizie del 9 agosto 2020

È di Viviana Parisi, la mamma di 43 anni, il cadavere trovato ieri nei boschi attorno a Caronia. La conferma è arrivata dalla fede che la donna aveva al dito e dalle scarpe indossate. Ancora nessuna traccia del piccolo Gioele, che era con la mamma al momento della scomparsa. Il corpo è stato portato via. Sarà eseguito sia l’esame del dna che l’autopsia.

 

Le lunghe ricerche

Le speranze di ritrovare viva la 43enne originaria di Torino che aveva fatto perdere le sue tracce insieme al figlio Gioiele di 4 anni, sei giorni fa, si sono così infrante sul quel cadavere scoperto nei boschi in provincia di Messina. Il corpo, irriconoscibile e in stato di decomposizione, indossava un paio di pantaloncini jeans, una maglietta e un paio di scarpe bianche: una era al piede l’altra è stata trovata vicino al cadavere che giaceva bocconi tra gli alberi di una boscaglia non molto distante dal punto dell’autostrada A20 da cui Viviana si è allontanata.

 

La conferma dalla fede

E uno degli indumenti sin da subito è stato riconosciuto dal marito come uno di quelli che portava la piemontese, un primo indizio che aveva spinto gli investigatori a ipotizzare che fosse lei fin quando, dopo l’arrivo del medico legale, è arrivata la conferma dalla fede nuziale. Per avere comunque la certezza assoluta dell’identità si attende l’esame del dna. Sarà eseguita anche l’autopsia sul corpo. Nessuna segno invece al momento che nella zona possa esserci anche il bambino. Soccorritori e investigatori stanno setacciando i boschi, ma del piccolo Gioele non c’è alcuna traccia. Le ricerche sono riprese con un massiccio impegno di uomini, mezzi e cani molecolari che proseguiranno per tutta la notte.

 

Un’area di 300 metri

L’area divisa per reticoli è di oltre 300 ettari. Le esplorazioni si svilupperanno a partire dal punto in cui è stato ritrovato il cadavere. In linea d’aria è a meno di un chilometro dalla galleria Pizzo Turda nel quale Viviana ha avuto il lieve incidente con il furgone degli impiegati di una ditta di manutenzione. Secondo la ricostruzione degli operai, che si sono subito fermati per deviare il traffico, la donna avrebbe proseguito per un tratto e poi sarebbe scomparsa.

 

Le parole smentite del marito

Resta da capire a questo punto dove sia finito Gioele. “Mia moglie durante il coronavirus stava male – aveva detto il marito di Viviana anche lui dj – temeva sia per me che per il bimbo. Siamo una coppia che è sempre stata vicina, lei è una mamma speciale. Le dico di tornare a casa”. ” E ora alla memoria tornano in mente le parole dell’ultimo post pubblicato dalla dj sui social: “Non ho più niente ma pian piano se arrivano alcune serate vorrei riprendermi il mio passato per andare avanti con il presente e il futuro se Dio vuole, riprendere un po’ la mia vita lavorativa per vivere, per ritornare nella famiglia, per condividere di nuovo tutto, collaborare con il mio compagno di viaggio che comunque da solo ha continuato a lottare come si fa con tutto nella vita per il lavoro e la quotidianità”.

Le notizie dell’8 agosto

Il cadavere irriconoscibile di una donna è stato trovato nei boschi di Caronia (Messina) dove si cerca da sei giorni la Dj Viviana Parisi, scomparsa con il figlio Gioele di 4 anni. Non si può al momento stabilire un collegamento certo tra il ritrovamento del corpo e la scomparsa di madre e figlio.

Il corpo è stato rinvenuto in una boscaglia dai cani dei vigili del fuoco. Da giorni squadre di vigili del fuoco, protezione civile, polizia e carabinieri sono impegnati nelle ricerche con l’aiuto di cani molecolari e biologici e con il sorvolo di droni e elicotteri. Inoltre si sono moltiplicati gli appelli dei familiari per chiedere alla donna di tornare a casa.

Il procuratore di Patti Angelo Cavallo, che coordina l’inchiesta per sequestro di persona di Viviana Parisi, il medico legale e la polizia scientifica stanno arrivando sul luogo del ritrovamento. Fino a quel momento nessuno potrà muovere il corpo.

 

La verifica delle tesimonianze

“Stiamo verificando le testimonianze raccolte da persone che avrebbero visto la donna scomparsa Viviana Parisi con il bambino a Giardini Naxos (Me) alla villa e al parco giochi , tuttavia al momento non abbiamo avuto riscontri certi” .

Lo ha detto Fabio Ettaro, dirigente del commissariato di Polizia a Taormina, riferendosi alla donna scomparsa con il figlio Gioele da 5 giorni nel messinese. “Ieri – prosegue Ettaro – abbiamo fatto indagini anche alla Guardia medica di Giardini Naxos dove era stata segnalata anche la presenza della donna, ma dalle immagini che abbiamo visionato escludiamo in questo caso si tratti della persona scomparsa e del suo bimbo”.

 

 

Le notizie precedenti

La Polizia di Stato sta ancora cercando Viviana Parisi, 43 anni, e il figlio di 4 anni, scomparsi dopo essere stati coinvolti in un incidente stradale sull’autostrada A20 Messina-Palermo, all’altezza di Caronia.
Subito dopo il leggero incidente che ha coinvolto la sua vettura, la donna si sarebbe allontanata insieme al figlioletto nelle campagne circostanti, facendo perdere le proprie tracce. Tra le ipotesi, quella che la donna abbia perso l’orientamento.

Ad avvertire le forze dell’ordine il marito, che non ha visto rincasare la donna e il bambino a Venetico (Messina) dove risiedono. Le ricerche sono tuttora in corso, la Polizia Stradale ha lanciato un appello a tutti coloro i quali siano in grado di fornire notizie utili per rintracciare i due scomparsi.

Ha detto che andava in un cnetro commerciale e invece…

Le ricerche finora non hanno dato risulati e allora si fa strada l’ipotesi che Viviana, la mamma di 43 anni di Messina, si sia allontanata volontariamente.

Ciò sembra confermato dal fatto che, uscendo di casa, ha detto al marito una bugia: quella di essere diretta a un centro commerciale di Milazzo. E invece ha imboccato l’autostrada e ha percorso oltre cento chilometri per fermarsi, dopo un banale incidente, su un cavalcavia della A20 Messina-Palermo.

Ha lasciato a bordo la borsa, il cellulare e i documenti, ha scavalcato il guardrail con il bambino ed è svanita nel nulla. In quelle condizioni non poteva a piedi fare molta strada. Per questo le ricerche si sono concentrate in un’area di qualche chilometro. Per puro scrupolo le squadre, che utilizzano droni e unità cinofile, si sono spinte anche oltre seguendo le indicazioni del piano predisposto in Prefettura. Finora non hanno trovato nulla.

Le ricerche in corso da due giorni

La polizia di Stato sta cercando Viviana Parisi, 43 anni, e il figlio di 4 anni, scomparsi dopo essere stati coinvolti in un incidente non grave sull’autostrada A20 Messina-Palermo, all’altezza di Caronia. Subito dopo il sinistro che ha coinvolto la sua vettura, la donna si sarebbe allontanata insieme al figlioletto nelle campagne circostanti, facendo perdere le proprie tracce.

Tra le ipotesi, quella che la donna, originaria di Torino, abbia perso l’orientamento. Ad avvertire le forze dell’ordine il marito, che non ha visto rincasare la donna e il bambino a Venetico (Messina) dove risiedono. Le ricerche sono in corso, la stradale ha lanciato un appello a tutti coloro i quali siano in grado di fornire notizie utili per rintracciare i due scomparsi.

Il padre ha postato il video dlela moglie col figlio a volto scoperto, con invito a condividere il più possibile la foto.

Aderiamo alla richiesta.

 

Indaga la procura della Repubblica

Sulla scomparsa di Viviana Parisi e del figlio Gioele Mondello indaga la procura della Repubblica di Sant’Agata di Militello. L’apertura di un fascicolo va collegata alla necessità di chiarire i tanti punti oscuri della vicenda. Il reato ipotizzato a carico di ignoti è quello di omicidio. Un testimone, inoltre, avrebbe visto Viviana Parisi scavalcare il gualdrail e scendere verso una stazione di servizio attigua.

Il mistero della scomparsa

Viviana Parisi, 43 anni, vive con la famiglia a Venetico, un piccolo paese vicino a Messina. Al marito Daniele Mondello, musicista e dj come lei (si erano conosciuti proprio per ragioni musicali nel 2003), lunedì 3 agosto ha detto che con il bambino si sarebbe recata in un centro commerciale di Milazzo. L’uscita da casa risale alle 11.30 circa e nel suo comportamento non ci sarebbero stati elementi preoccupanti.

Sul sedile la borsa

Avrebbe dovuto percorrere una trentina di chilometri. Invece ne ha percorsi oltre 104. La sua auto, un’Opel Corsa, che reca i segni di un banale incidente, è stata ritrovata dalla polizia stradale nei pressi della galleria Pizzo Turda a Caronia. La vettura ha impattato con il guald rail. Sul sedile posteriore i poliziotti trovano la borsa della donna con i documenti, i soldi e il cellulare.

L’ultimo brano musicale

In base alle informazioni finora raccolte, la donna era rimasta particolarmente scossa dalla pandemia e dal lockdown dei mesi scorsi. Ma sembrava essersi ripresa. Con il marito Daniele Mondello il 14 luglio aveva pubblicato su YouTube e postato su Facebook l’ultima traccia prodotta insieme. In uno dei suoi ultimi post sul social network aveva scritto: “Non ho più niente ma pian piano se arrivano alcune serate vorrei riprendermi il mio passato per andare avanti con il presente e il futuro se Dio vuole, riprendere un po’ la mia vita lavorativa per vivere, per ritornare nella famiglia, per condividere di nuovo tutto”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto