Virginia Raggi in crisi: se ne vanno in 5

Nuovi guai per la neosindaca di Roma Virginia Raggi. Il capo di gabinetto di Roma Capitale, Carla Raineri (nella foto di apertura con Raggi), e l’assessore al bilancio Marcello Minenna (sotto), hanno rassegnato le proprie dimissioni. La prima cittadina della capitale nella notte aveva annunciato su Facebook la revoca del capo di gabinetto, già finita al centro delle polemiche per il maxi compenso stipendio da 193.000 euro l’anno.

Nel primo pomeriggio si è saputo anche che la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sull’ex capo di gabinetto. E ciò sulla base di un esposto depositato oggi da Fratelli d’Italia nel quale si ipotizza il reato di abuso d’ufficio. L’azione legale, legata anche ai compensi assegnati, era stata annunciata il 23 agosto scorso e riguardava non solo la nomina di Raineri, ma anche quella del capo della segreteria del sindaco, Salvatore Romeo.

aaaassessore0

La sindaca, intanto, (nella foto sopra con l’ex capo di gabinetto Raineri) ha convocato una riunione con la sua maggioranza e alcuni assessori. Nel pomeriggio, è previsto l’inizio della assemblea capitolina.

Ma intanto è arrivato a 5 il numero dei dimissionari: l’amministratore unico dell’Ama, Polidori, si è aggiunto con le sue dimissioni ai vertici dell’Atac, all’ex assessore e alla ex capo di gabinetto del sindaco. Un vero “terremoto” politico-istituzionale, se si potesse usare con disinvoltura oggi  questo riferimento a un sisma.

L’assessore Marcello Minenna, andandosene dal Campidoglio, ha rilasciato un secco commento: “Ho servito lo Stato anche stavolta, come sempre”.

Nella foto in apertura, da sinistra a destra: Alessandro Solidoro (Ama), Armando Brandolese (Atac), Carla Romana Raineri (ec capogabinetto della sindaca), Marco Rettighieri (Atac) e Marcello Minenna (ex super-assessore).

 

aaaassessore

La sindaca: “Non ci fermeremo”

La Raggi cerca di dimostrare che non è cambiato nulla. “Stiamo lavorando per individuare delle personalità di rilievo che possano contribuire al rilancio della città. Non ci fermiamo”: dice nella riunione con la sua maggioranza. Ma lo scossone si è sentito e come!

 

Chiamata in causa l’anticorruzione

“Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo”, scrive il sindaco in un post. “Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il “palazzo” deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S”.

aaaassessore2

“Predisposta l’ordinanza di revoca”

“Sulla base di due pareri contrastanti”, continua Raggi, “ci siamo rivolti all’Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a capo di gabinetto va rivista in quanto ‘la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 Tuel” e l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria”. Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l’ordinanza di revoca”.

 

Voci di un nuovo scontro interno tra i 5Stelle

A Roma si aprla insistentemente di un nuovo duro scontro interno tra i 5Stelle. L’uscita di Marcello Minenna è un colpo pesante per la giunta Raggi. Minenna, infatti, ma era l’uomo chiave della squadra di governo con le sue deleghe pesanti: oltre al bilancio infatti si doveva occupare di patrimonio e partecipate.

Il super assessore doveva occuparsi del riordino delle aziende capitoline, alla spending review con tagli agli sprechi e doveva riorganizzare il patrimonio capitolino già al centro di scandali come quello di Affittopoli. Aveva anche in mano la questione del bilancio con l’ipoteca pesante del debito e la sua gestione commissariale. Con il suo addio, l’esecutivo a Cinque Stelle della Capitale perde un pezzo da novanta: Minenna, arrivato dalla Consob, aveva avuto una precedente esperienza pure con l’ex commissario Francesco Paolo Tronca. Per la nomina del super-assessrore si spese Luigi Di Maio. E apre che ambienti molto vicini alla sindaca si siano dati da fare per “eliminarlo”.

 

Grande bufera anche all’Atac

Ma il ciclone non si limita solo alle due dimissioni e all’inchiesta aperta dalla Procura.

Annunciata dalle polemiche dei giorni scorsi ma ora ufficiale: sono arrivate, semrpe nel pomeriggio di giovedì, le dimissioni di Marco Rettighieri, il direttore generale di Atac. Insieme a lui lascia l’amministratore unico Armando Brandolese. 

La mossa dei vertici di Atac, la più grande partecipata del Tpl d’Italia, arriva dopo due settimane di accuse con il Campidoglio, in particolare con l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo, e il titolare del Bilancio.

Le cause dello scontro col Campidoglio

Lo scontro è cominciato richiesta del Comune di avere una “visione preventiva” di tutti i trasferimenti dei dirigenti interni all’azienda. Rettighieri le ha definite “ingerenze esterne”, accusando la giunta M5s di voler “commissariare” la municipalizzata. Lo scontro è iniziato dopo il trasferimento di un dirigente di Atac attivista del Movimento Cinque stelle.

 Ma le frizioni tra i manager di via Prenestina e la giunta Raggi riguardano anche i fondi per la manutenzione della metro A. “I 18 milioni di euro stanziati dalla giunta il 12 agosto non sono mai arrivati sul nostro conto corrente”, ha denunciato il direttore in una lettera indirizzata anche alla Commissione Trasporti del Senato, prima di prendere la giacca e andarsene.

Intanto se n’è andato anche l’amministratore unico dell’Ama, Alessandro Solidoro.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto