La Sapienza, bufera sul concorso di bellezza, il rettore: “Non mi pento”

È bufera sul rettore dell’Università La Sapienza di Roma, che lo scorso 6 maggio ha partecipato come giurato a Roma alla selezione di Miss Università, premiando la vincitrice.
Ma dopo la lettera aperta delle ricercatrici e l’avvio della petizione su change.org indirizzata proprio a lui, Eugenio Gaudio, affinché si penta e chieda scusa a tutte le ricercatrici, il numero uno dell’Ateneo  capitolino non fa marcia indietro, anzi.

Polemica strumentale
“Francamente mi chiedo quanto ci sia di poca conoscenza e quanto ci sia di strumentale”, ha dichiarato il Magnifico Rettore. “La manifestazione non è organizzata dal nostro Ateneo. Ho deciso di accettare l’invito degli studenti dopo un’attenta analisi fatta dalla mia segreteria. Tra l’altro stiamo parlando di un concorso che esiste da 20 anni e al quale hanno partecipato anche i miei predecessori, da D’Ascenzo a Frati”.

 

“Volevo essere vicino agli studenti”
E quanto alla richiesta di scuse dice: “non devo chiedere scusa di nulla”. “La mia partecipazione – chiosa – è un modo per essere vicini agli studenti ed è avvenuta con pieno rispetto nei loro confronti e in quello delle ragazze che, vorrei puntualizzarlo, non erano in costume da bagno ma in abito da sera”.

 

Le accuse: “Partecipazione scandalosa”
Durissime le accuse rivoltegli dalle ricercatrici firmatarie, che hanno bollato la partecipazione di Gaudio all’evento come
“una scandalosa macchia per l’Ateneo”, scrivendo che “la sua partecipazione all’evento non fa che sminuire ulteriormente il ruolo fondamentale svolto in Italia dall’Università (con la U maiuscola) e dalle donne”.

 

“Mai più a eventi simili”
Cruciale un passaggio della lettera: “Noi ci aspettiamo che il Rettore dell’Università più grande d’Europa usi la sua posizione strategica per spingere le sue studentesse a credere in se stesse e non nel modo il cui gli uomini valutano il loro corpo; per convincerle che il futuro è nelle loro mani e nella loro testa e non nel loro bikini; per incoraggiarle a lottare per realizzarsi, per mettere in pratica, nel mondo del lavoro e fuori, tutto ciò che hanno imparato all’Università. Ci aspettiamo anche che il Rettore di un’Università non si presti ad un’operazione commerciale a favore di una clinica specializzata in chirurgia e medicina estetica”.

 

“Mai più a eventi del genere”
Poi la conclusione: “Riteniamo inoltre necessario che lei dichiari pubblicamente che l’Università di Roma, La Sapienza  –  non parteciperà mai più a simili eventi. Ci auguriamo infine che l’Università sostenga iniziative mirate a promuovere il successo e la carriera delle studentesse e a creare modelli culturali femminili di riferimento. Promettiamo, da parte nostra, di rimanere vigili e di monitorare il coinvolgimento suo o di altri rappresentanti della Sapienza in comportamenti che ledono l’immagine della donna”.

 

Le firmatarie
Insieme a Mariana Mazzucato (docente dell’University of Sussex), hanno firmato per prime l’appello: Valeria Cirillo (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Maria del Sorbo (ricercatrice), Anusca Ferrari (ricercatrice), Elisa Giuliani (Università di Pisa), Simona Iammarino (London School of Economics), Valentina Meliciani (Università di Teramo), Roberta Rabellotti (Università di Pavia), Antonella Riccio (University College London), Maria Savona (University of Sussex), Lucia Sironi (Banca d’Italia), Antonella Sorace (University of Edinburgh), Gabriella Vigliocco (University College London).

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