Voto a sorpresa: 5-2, la Liguria a Toti, la Campania a De Luca, Zaia oltre il 50%

A poche ore dall’inizio dello scrutinio emerge per Matteo Renzi e per il Pd un’amara sorpresa elettorale. La Liguria con Giovanni Toti e il Veneto con Luca Zaia vanno di certo al centro-destra, mentre ai democratici andrebbero 4 o 5 Regioni. Berlusconi ha avuto ragione a puntare su Toti, che ha strappato la Liguria dopo molti anni al centro.sinistra (i due insieme nella foto di apertura).

In Umbria Catiuscia Marini avanti di poco rispetto al forzista Claudio Ricci.

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La sorpresa dei grillini, primi in tre Regioni

In Campania sembra certa la vittoria di Vincenzo De Luca (molto ansioso nella foto in basso), che – nonostante i colpi portati alla vigilia dlele elezioni dalla commisisone di Rosi Bindi – sfiora il 40% ma il presidente uscente, l’azzurro Stefano Caldoro, segue a circa due punti di distanza.Avanti Emiliano in Puglia e Rossi in Toscana, entrambi del Pd.

A poche ore dalla chiusura delle urne per le regionali, per Matteo Renzi (nella foto mentre va

al seggio con la moglie) si profila una vittoria a geometria variabile, mentre il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, definisce in nottata il 5 a 2 come il risultato più probabile.

La sorpresa più grande è quella dei 5Stelle di Grillo, che sono il primo partito in tre Regioni.

 

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Affluenza al 53,9%, altissimo il numero degli astenuti

A urne chiuse l’affluenza alle regionali si ferma al 53,9%, una vera emorragia di voti, ben undici punti in meno rispetto a cinque anni fa, quando andò a votare il 64,1% degli aventi diritto. Solo un elettore su due è andato a votare.

Anche per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali, generalmente più sentita dagli elettori, sono andati a votare solo il 65%; il dato precedente omologo superava il 73%.

 

Le proiezioni di Piepoli per i partiti

 

Il Partito Democratico è al 22.6%, seguito dal M5s al 19.6%, dalla Lega Nord al 12.9%, da Forza Italia al 10.3% e da Fratelli d’Italia-An al 3.9%. Sono i dati della prima proiezione dell’Istituto Piepoli per la Rai relativa al riepilogo nazionale dei voti di lista nelle elezioni Regionali.

 

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Le proiezioni Regione per Regione

Giovanni Toti (al centro nella foto) sempre in testa in Liguria con il 33,9%, Raffaella Paita (Pd) è al 29%, mentre Alice Salvatore (M5S) sale al 25.1%. Questa la sesta proiezione dell’Istituto Piepoli per Rai per la Regione Liguria.

M5s primo partito della Liguria con il 26.1%, contro il 23.2% di Salvatore; Pd al 23.2%, con il centrosinistra al 28.1% contro il 30% di Paita; Lega al 20.6% doppia Fi, che ha 10.8%; Lista Pastorino al 3.3%, coalizione di sinistra al 5.8% contro 9.8% di Pastorino. “Abbiamo i numeri per governare e governeremo benissimo come centrodestra”.

Lo ha detto Giovanni Toti, commentando l’esito della votazione per le regionali in Liguria e la possibilità di formare alleanze per governare. Toti ha riferito di avere sentito Silvio Berlusconi e Matteo Salvini che gli hanno fatto i complimenti. “Renzi può cominciare a prendere commiato dalle sue stanze”. Toti (nella foto) aggiunge che “l’alleanza con la Lega è un passaggio importante per arrivare a vincere le elezioni nel 2018 e prendere palazzo Chigi”.

“La sconfitta era nelle cose a causa della decisione della sinistra”. Lo ha detto Raffaella Paita, candidata del Pd in Liguria. “Pastorino (ex Pd ndr) ha fatto un capolavoro politico ed ha regalato la Regione ad un uomo di Berlusconi”, ha detto Paita, secondo la quale Pastorino ha fatto “un’operazione cinica per far vincere la destra”.

Vincenzo De Luca al 39,8%, Stefano Caldoro al 37,1%, Valeria Ciarambino al 19,4%: sono i dati della sesta proiezione Piepoli per Rai per la Regione Campania.

In Puglia in testa Michele Emiliano (Pd) con il 44,7%, seguono Antonella Laricchia (M5S) con il 21,3% e Francesco Schittulli con il 18,7%. Questa la quarta proiezione dell’Istituto Piepoli per la Rai, per la Puglia. “È una vittoria sfolgorante, una bellissima vittoria, mai il centrosinistra aveva vinto con tanto distacco sul centrodestra in Puglia”: ha detto Michele Emiliano, candidato del centrosinistra arrivato al suo comitato elettorale, commentando le prime proiezioni che lo danno vincente con oltre 20 punti di vantaggio sul candidato del M5s secondo arrivato.

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Enrico Rossi (Pd, nella foto) al 45%, Claudio Borghi (Lega-Fdi) al 21,5%, Giacomo Giannarelli (M5S) al 15,3%. Questa la quarta proiezione dell’Istituto Piepoli per la Rai, per la regione Toscana. Il Pd al 40,4%, la Lega Nord al 16,2%, M5S al 15,6%, Forza Italia al 9,8%: sono i dati più significativi, riferiti alle liste in Toscana, in base alla seconda proiezione dell’Istituto Piepoli per la Rai.

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Luca Zaia (nella foto qui sopra) riconquista il Veneto con più del 50%, Alessandra Moretti al 22,8, Flavio Tosi al 13,3%. Questa la quinta proiezione dell’Istituto Piepoli per Rai per la Regione Veneto.

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Catiuscia Marini (nella foto mentre vota) è in testa in Umbria con il 42,1% mentre il candidato del centrodestra Claudio Ricci è fermo al 38,4%. E’ quanto emerge dalla sesta proiezione dell’Istituto Piepoli per la Rai, per la Regione Umbria.

Luca Ceriscioli (Pd) è in testa nelle Marche, con il 39,4%. Seguono Giovanni Maggi (M5S) con il 23,5% e Francesco Acquaroli (Lega-Fdi) con il 19,3%: questa la quarta proiezione dell’Istituto Piepoli per Rai per la Regione Marche.

 

I dati dell’affluenza nella giornata di domenica 31 maggio

Non sembra un deserto l’inizio del voto per Regioni e Comuni. Quando sono noti i dati relativi a circa il 50%% dei comuni sul totale di 1.456 di Veneto, Liguria, Umbria e Campania (le regioni di cui il Viminale rende noti i dati elettorali) l’affluenza alle urne per le elezioni regionali, rilevata alle ore 12 di oggi, va attestandosi intorno al 15%. Nelle precedenti omologhe si votò in due giorni e quindi il confronto è impossibile.

Stessa situazione “Incomparabile” per le comunali. Comunque, quando sono noti i dati relativi a circa il 50% dei comuni sul totale di 512, l’affluenza rilevata alle 12 va attestandosi intorno al 20,4% (il dato diffuso dal Viminale, non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia e Sicilia).

 

Alle 19 ancora su i votanti

Secondo il ministero degli Interni il dato dei votangti continua a crescere. Per quangto riguarda le Regioni alle 19, ci sarebbe un dato complessivo del 35% (con i dati della Puglia fermi, però, ancora alle 12).

Alle 19 per la Toscana avrebbe votato il 34,9%, per l’Umbria il 38,1, per le Marche il 34,2, per la Campania il 35,3.

I votanti in Veneto sono arrivati al 42,3, quelli in Liguria al 38,2.

Per i Comuni il dato nazionale, non completo, sfiora il 50% degli aventi diritti: il 49,5%, per l’esattezza.

 

I dati ufficiali comunicati del Viminale

Quando sono noti i dati relativi a circa il 50% dei comuni sul totale di 1.456 di Veneto, Liguria, Umbria e Campania (le regioni di cui il ministero dell’Interno rende noti i dati elettorali) l’affluenza alle urne per le elezioni le Regioni, rilevata alle ore 19 di oggi, va attestandosi al 37%. Nelle precedenti omologhe si votò in due giorni. Per i Comuni il Viminale conferma che ha già votato il 50% degli aventi diritto.

Nella foto in basso: il ministro Boschi al seggio. In quella di apertura: Renzi e la moglie (con il vestito giallo) al seggio.

 

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Smentite le previsioni sul dilagare dell’astenzionismo

Nonostante la lista con i nomi degli “impresentabili”, le polemiche che hanno preceduto fino praticamente all’apertura delle urne queste elezioni, gli scontri infuocati tra e soprattutto all’interno dei partiti, e anche il ponte del 2 giugno con bel tempo, gli italiani sono andati a votare, smentendo le catastrofiche previsioni che li volevano lontani dalle urne. Oggi il 15% degli elettori, alle ore 12, sono andati ai seggi nelle sette regioni chiamate al rinnovo di Consigli e presidenti – Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Puglia – facendo registrare un sorprendente +5% di affluenza rispetto a cinque anni fa, quando, tuttavia, si votava in due giorni (domenica e lunedì) e non in uno come quest’anno.

 

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Urne aperte fino alle 23

Urne aperte dalle 7 alle 23: sono 7 i consigli regionali da rinnovare (Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia) e 512 i Comuni a statuto ordinario, di cui 12 capoluoghi di provincia. A questi si devono aggiungere 10 consigli comunali in Friuli Venezia Giulia, 167 della Sardegna e 53 in Sicilia (nlla foto sopra: Beppe Grillo e la moglie arrivano al seggio).

Dalle 7 alle 23 oggi – domenica 31 maggio – sono quasi 22 milioni (per la precisione 21.859.325, di cui 10.562.137 uomini e 11.297.188 donne) gli italiani chiamati a esprimere il proprio voto in una delle 26.398 sezioni allestite in queste ore. I risultati saranno un test importante anche per il govenro Renzi, anche se il premier nega.

Elezioni locali, certo, ma quando coinvolgono più di 20 milioni di elettori difficilmente confinabili in un territorio amministrtaivo, come mostra il caso De Luca-Rosi Bindi scoppiato alla vigilia.

 

Renzi: “Solo un voto locale”

“Le elezioni locali hanno valenza locale”: risponde così Matteo Renzi la domanda sul valore delle elezioni di domani.

“Faccio un appello, e parlo di europee visto che sono in silenzio elettorale, abituiamoci a pensare che il voto serve per quello per cui si vota. Francamente – aggiunge il presidente del Consiglio – per me le europee hanno un grande valore. Per me il punto centrale è cambiare la politica europea. Se ogni volta il voto è un sondaggio sul gradimento del governo finisce, ad esempio con le europee, che si mandano in Europa persone che stanno lì solo perché sono più o meno amiche del capo del governo o dell’opposizione. A settembre quando avremo finito di fare le riforme, l’Italia in Europa inizierà con determinazione che non immaginate una battaglia contro l’austerity. Non dico che andremo a fare casino, ma ci si avvicina”.

 

 

L’eccezione è in Sicilia dove si vota anche lunedì

Data e orario delle elezioni presentano un’unica eccezione, la Sicilia, dove i seggi saranno aperti anche lunedì 1° giugno da 7 alle 15. Tutti gli aggiornamenti elettorali si potranno seguire su Twitter attraverso l’hashtag #SpecialeElezioni2015 suggerito dal ministero dell’Interno.

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I candidati a presidente di Regione uno per uno

Veneto: 6 in corsa

In Veneto la sfida è il governatore uscente, il leghista Luca Zaia, e la sfidante democratica Alessandra Moretti. In gara, tuttavia, ci sono anche altri: Jacopo Berti (M5s) e Flavio Tosi, l’ex sindaco di Verona che ha rotto con il Carroccio di Matteo Salvini e che corre da solo. Sono candidati anche Alessio Morosin (Indipendenza Veneta) e l’ambientalista Laura di Lucia Coletti (L’Altro Veneto, lista che si richiama all’esperienza di Syriza di Alexis Tsipras).

Liguria: 8 i candidati

Invece in Liguria, considerata la Regione laboratorio per la tenuta del renzismo, si affrontano Raffaella Paita (Pd) e Giovanni Toti (Forza Italia). Gli altri candidati sono l’ex democratico e oggi più che mai civiatiano Luca Pastorino, in corsa contro Paita, Alice Salvatore (M5S), Antonio Bruno (Progetto Altra Liguria), Enrico Musso (Liguria Libera), Matteo Piccardi (Partito comunista dei lavoratori) e Mirella Batini (Fratellanza donne).

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Campania: una sfida a 5

La Campania è stata una delle regioni in cui la campagna elettorale è stata più infiammata. Da un lato c’è Vincenzo De Luca (nella foto qui sopra), il sindaco di Salerno candidato Pd che ha ottenuto l’endorsement del presidente del consiglio Matteo Renzi ma su cui grava la possibile decadenza in forza della legge Severino a causa di una condanna non ancora definitiva per abuso d’ufficio. Dall’altro il rappresentante del centrodestra Stefano Caldoro, ministro dell’Attuazione del programma nel governo Berlusconi. Oltre a loro, altri 3 sono i candidati in corsa: Salvatore Vozza (Sinistra al lavoro), Valeria Ciarambino (M5S) e Marco Esposito (Mo!).

Marche: 5 candidati per una poltrona

Nelle Marche la lotta più furiosa è tra il presidente uscente l’ex democratico Gian Mario Spacca (candidato di Marche 2020-Ap, Forza Italia e Dc) e il vincitore delle primarie del Pd, l’ex sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli. Li sfidano Francesco Acquaroli (Fdi-Lega nord), Gianni Maggi (M5S) e Edoardo Mentrasti (Altre Marche-Sinistra unita).

Umbria: i 7 nomi

L’Umbria vede contendersi il titolo di presidente del Regione l’attuale governatore Catiuscia Marini (Pd) e il sindaco di Assisi Claudio Ricci (centrodestra). Gli altri 5 in corsa sono Andrea Liberati (M5S), Amato John De Paulis (Alternativa riformista), Simone Di Stefano (Sovranità), Fulvio Carlo Maiorca (Forza Nuova) e Aurelio Fabiani (Casa Rossa).

Puglia: 7 in lizza

Infine in Puglia il braccio di ferro è nel centrodestra, spaccato in due tra l’ex ministro Raffaele Fitto e l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Li rappresentano il fittiano Francesco Schittulli, già a capo della Provincia di Bari, e la senatrice Adriana Poli Bortone (Forza Italia, Noi con Salvini, Partito liberale italiano e Puglia Nazionale). A sinistra corre l’ex sindaco di Bari, Michele Emiliano, e si aggiungono Antonella Laricchia (M5S), Michele Rizzi (Alternativa Comunista), Riccardo Rossi (L’Altra Puglia), Gregorio Mariggiò (Federazione dei Verdi).

L’inizio dello scrutinio e il ballottaglio tra due settimane

Lo scrutinio dei voti inizierà subito, a partire dalle 23. Dove si svolgono in contemporanea le elezioni regionali e comunali, lo scrutinio delle seconde è spostato a partire dalle 14 di lunedì 1° giugno. Inoltre, In caso di ballottaggio per l’elezione dei sindaci nei Comuni con più di 15 mila abitanti, si voterà domenica 14 giugno dalle 7 alle ore 23 mentre in Sicilia i seggi saranno aperti anche e lunedì 15 giugno dalle 7 alle ore 15.

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