Expo 2015: viaggio nella mecca dell’agroalimentare e della biodiversità

Dalla terra alla nostra tavola nel segno della biodiversità, del futuro sostenibile e delle eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese. Apre oggi a Milano Expo 2015, l’esposizione universale dedicata quest’anno all’alimentazione e alla nutrizione. Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, più di 140 Paesi e organizzazioni internazionali coinvolti, oltre 20 milioni di visitatori attesi fino al 31 ottobre a Milano. Scopriamo alcune curiosità del tanto atteso (e contestato) appuntamento.

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Nel segno della biodiversità

La porta di Expo 2015 è una grande area verde di 8.500 metri quadrati dedicata alla biodiversità e, in particolare, all’agro-biodiversità, una vera e propria passeggiata attraverso la “fattoria biologica italiana”, un gran tour lungo il nostro paesaggio: dalle Alpi alla Pianura Padana, dall’Appennino fino alle pianure e alle coste mediterranee, trecento specie di piante, tutte realizzate secondo i canoni della coltivazione biologica. Si chiama Biodiversity Park ed è l’area tematica realizzata da Bologna Fiere.

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Il teatro della terra

L’area più verde di Expo ospita anche il Teatro della Terra, un centro convegno di 200 posti; la mostra della biodiversità, composta da otto ambienti principali di forma circolare e un’area i cui contenuti tematici sono curati dal ministero dell’Ambiente, dove supporti multimediali accompagnano l’esperienza concreta; il padiglione del biologico e del naturale, il solo ambiente interamente dedicato ai prodotti biologici e naturali e alla biodiversità ad Expo in cui si racconta tutta la filiera di un’agricoltura eco, sicura e sostenibile; e i bio orti, uno spazio verde dedicato ai giardini urbani produttivi privati e pubblici con le esperienze italiane di coltivazione degli orti e dell’agricoltura urbana più interessanti, come quelle di Milano e Bologna.

Il supermercato del futuro

Si chiama Future Food District ed è una delle aree tematiche dell’esposizione universale realizzata in collaborazione con Coop. Un padiglione nel cuore di Expo che ospita 2.500 metri quadri di supermarket, una piazza pubblica di 4.500 metri quadri con l’Exhibition Area, una struttura polifunzionale dedicata a ciò che ci riserverà il futuro per quanto riguarda cibo, modalità di scelta e di acquisto, tecnologie produttive.

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Cinque le filiere alimentari

Nato dalla collaborazione tra Coop, il MIT Senseable City Lab e lo studio Carlo Ratti Associati, in questo spazio possiamo scoprire come acquisteremo, cosa mangeremo, chi maneggerà il cibo e i prodotti di un futuro prossimo prima che arrivino sulle nostre tavole. Il supermercato è uno spazio sperimentale che rimette al centro l’uomo ed è diviso in 5 vie intitolate a 5 filiere: dal latte e derivati fino a ortofrutta e vino. L’idea nasce in casa Coop da un contest sull’innovazione cui hanno partecipato 80 dipendenti under 35. Gli oltre 1500 prodotti realizzati da fornitori in stabilimenti italiani sono esposti su tavoli interattivi: sfiorandoli con la mano il visitatore può ottenere informazioni aumentate sui prodotti.

“Cibo che raccontino la loro storia”

“Il futuro del mercato potrebbe partire proprio dalle storie dei prodotti – spiega Carlo Ratti, direttore del MIT Senseable City Laboratory. Ogni prodotto, infatti, ha alle spalle un racconto preciso. Oggi queste informazioni arrivano al consumatore in modo frammentato e parziale. In un futuro prossimo, invece, i prodotti stessi potrebbero essere in grado di raccontarci le loro storie. Le informazioni saranno contenute in semplici etichette intelligenti e quindi trasmesse in modo immediato all’utente. Potremo scoprire tutto di una mela: l’albero da cui è stata raccolta o il viaggio che ha compiuto”.

Lo spazio alla storia

L’Exhibition Area dedica uno spazio in collaborazione con la Società Umanitaria di Milano dove si vedranno i primi prodotti commestibili derivanti dalle oltre 1.900 specie di insetti di cui si cibano già oggi circa 2 miliardi di persone; inoltre nella piazza ci saranno prototipi e installazioni volti a esplorare alcune tecnologie innovative in materia di agricoltura urbana e produzione di cibo e energia. Come la Vertical Farm realizzata sulla base di un progetto ENEA: due pareti vetrate alte 4 metri e una coltura idroponica su più livelli in grado di produrre per i sei mesi di Expo diversi tipi di ortaggi e del Canopy di alghe, una complessa soluzione di acqua e microalghe in grado di produrre biomassa con applicazioni possibili in agro-ambientale. Nella piazza c’è anche il Vertical Plotter, un dispositivo che ricostruisce in tempo reale, disegnandoli sulla facciata del padiglione, i volti di persone entrate nel supermercato “del futuro” e che hanno voluto farsi fotografare e ritrarre raccontando anche le loro abitudini di acquisto.

Il mondo in tavola

Expo è anche World Recipes, il più grande ricettario disponibile che cresce di ora in ora: oltre 860 autori di 80 Paesi per un totale di quasi 64mila ricette in italiano ed in inglese. Food blogger, chef, associazioni e consorzi di tutto il mondo partecipano al progetto con le loro migliori ricette. Qui potete curiosare tra piatti classificati per cluster, Paese e portate e provare (se ci riuscite) a preparare il Liu Sha Bao, i panini cinesi alla vaniglia cotti al vapore; la shakshouka, un classico in Israele; i Goi Cuon, gli involtini di verdure e gamberi in carta di riso tipici della cultura culinaria cambogiana; il plow noto anche come riso delle feste, ricco di frutta secca, tipico dell’Uzbekistan.

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