Viareggio, la rabbia dei parenti: “Ora Moretti si dimetta da Finmeccanica”

I familiari delle vittime della strage di Viareggio chiedono le dimissioni di tutti coloro che sono stati condannati nel processo di primo grado e che hanno tuttora incarichi, come Mauro Moretti (nella foto sotto) che è al vertice di un’azienda di Stato importante come Finmeccanica-Leonardo, che intanto stamattina lo ha già riconfermato. Lo hanno detto gli stessi familiari aprendo la conferenza stampa di stamani a Viareggio. ‘Riteniamo offensive le dichiarazioni dell’avvocato di Moretti”, ha detto il portavoce, Marco Piagentini.

“È moralmente inaccettabile”

“È moralmente inaccettabile che dopo una condanna di primo grado Mauro Moretti sia ancora a guidare un’azienda di Stato”, ha aggiunto Piagentini (sotto). “Ne chiediamo le dimissioni e che sia tolto a Moretti il titolo di Cavaliere del Lavoro. Non deve tenere una poltrona così importante un manager condannato in primo grado. Chiediamo che la politica intervenga”.

“Gravissime inadempienze e omissioni”

“A poche ore dalla lettura del dispositivo possiamo dire che il sistema ferroviario del trasporto merci pericolose tanto in Italia quanto in Europa è stato riconosciuto responsabile delle gravissime inadempienze e omissioni”, hanno detto ancora i parenti delle vittime. “La sentenza ha sancito che i vertici delle aziende condannati avevano poteri e mezzi per intervenire e, non facendolo, hanno causato la morte di 32 persone, tra cui bambini e ragazzi”.

“La nostra battaglia va avanti

“Con la sentenza di primo grado si chiude la prima fase, non la nostra battaglia, una valutazione definitiva potremo darla solo dopo la lettura delle motivazioni che hanno portato a questa sentenza”, è la posizione del familiari delle vittime che hanno anche ringraziato “la moltitudine di persone che ieri come in tutti questi anni è stata al nostro fianco”.

Strage di Viareggio: 7 anni a Moretti e agli ex vertici delle ferrovie, 8 assoluzioni, le notizie del 31 gennaio 2017

Fioccano le condanne per la strage della stazione di Viareggio, ma ci sono anche otto assoluzioni piene “per non aver commesso il fatto”. Tra i 33 imputati come persone fisiche e nove società le prime condanne, a sette anni e 6 mesi, sono quelle di Mauro Moretti (nella foto in basso), Michele Mario Elia, rispettivamente ex ad di Fs e di Rete ferroviaria italiana e Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia.

L’accusa aveva chiesto 16 anni per Moretti e 15 per Elia. Per tutti gli imputati per la strage alla stazione di Viareggio il 29 giugno 2009 che causò 32 morti, le accuse andavano, a vario titolo, da disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose.

Moretti oggi è l’amministratore delegato di Finmeccanica.

Mauro Moretti, spiegano i suoi avvocati, “è stato assolto come amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ma i giudici hanno disposto la sua condanna come ex amministratore delegato di Rfi”.

Assolte Ferrovie dello Stato e Fs Logistica
Tra le società imputate assolti anche Ferrovie dello Stato (la holding, ovvero la società madre) e Fs Logistica, mentre vengono condannate Rfi (la società che si occupa di infrastrutture) e Trenitalia (la società che si occupa della gestione del servizio e quindi dei treni).

Sanzioni contenute

Una sanzione da 700.000 euro ciascuna per Rfi e Trenitalia e di 480.000 ciascuna per le società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jugenthal Waggon: queste le “multe” emesse oggi dal tribunale di Lucca per la strage alla stazione ferroviaria di Viareggio. Alle stesse società, per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell’illecito amministrativo, applicata anche la sanzione interdittiva per un periodo di tre mesi.

 

Dieci assoluzioni piene (ma in realtà sono otto)

I giudici del tribunale di Lucca hanno assolto 8 dei 33 imputati per non aver commesso il fatto. Sono Andreas Barth dell’Officina Jungenthal di Hannover, Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover, Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture, Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr, Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa.

Le altre due assolzioni riguardano i vertici delle ferrovie, condannati però per latri reati. Assolto, quindi, Moretti dai reati a lui ascritti come ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

 

Le reazioni dei familiari delle vittime

Daniela Rombi, per i familiari vittime, reagisce così alla sentenza: “Vogliamo capire perché ridotte pene da 16 anni a 7”. Marco Piagentini, “uomo simbolo” della strage aggiunge: “Le condanne dimostrano che il sistema sicurezza ferroviaria non funziona. Domani alle 11 conferenza stampa nella sede dell’associazione a Viareggio, in via Repaci 1. Piagentini lancia anche un appello al presidente del consiglio: “Si adoperi per evitare la prescrizione di questo processo. L’appello lo faccio per Viareggio e per altri morti di stragi come il Moby Prince e il crollo della torre nel porto di Genova”.

L’ingresso dei giudici era stato preceduto da un lungo applauso nel ricordo delle vittime di quel 29 giugno 2009.

La sentenza dopo 7 anni e 7 mesi

Dopo 7 anni e 7 mesi, oggi, martedì 31 gennaio, potrebbe essere il giorno della sentenza di primo grado al processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 che causò 32 morti. L’associazione dei familiari delle vittime, Assemblea 29 giugno, ha dato appuntamento alle 9.30 di questa mattina, non lontano dal polo fieristico di Lucca (dove si sono svolte oltre 100 udienze) per sfilare in corteo.

Chiesti 16 anni per Mauro Moretti

I partecipanti hanno sono arrivati fin sotto l’ingresso dell’aula e attendere la lettura della sentenza. Sono 33 gli imputati – quasi tutti assenti oggi – accusati insieme alle società, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo, lesioni gravi e gravissime: la pena più alta, 16 anni, i pm l’hanno chiesta per Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie e oggi al vertice di Finmeccanica.

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