Rigopiano: morte sul colpo quasi tutte le 29 vittime

Non hanno sofferto prima di morire. Sarebbero quasi tutte morte sul colpo le 29 persone dell’hotel Rigopiano.

La conferma arriva da ambienti giudiziari. A quanto è emerso chi non è morto subito non è sopravvissuto alla valanga per lungo tempo.

I medici legali hanno 60 giorni di tempo per consegnare le autopsie, ma sarebbe già evidente che le morti sono giunte quasi tutte in un breve lasso di tempo.

Hanno perso subito conoscenza

Traumi, asfissia, schiacciamento, concause che quasi all’istante hanno prima tramortito facendo perdere conoscenza poi ucciso le vittime rapidamente.

Le notizie del 30 gennaio

Sigilli ai resti dell’hotel Rigopiano. Sono quelli che nella giornata di oggi, lunedì 30 gennaio, sono stati apposti su disposizione della magistratura che indaga per omicidio plurimo colposo e disastro colposo dopo che già sabato i tre consulenti nominati dal procuratore capo di Pescara Cristina Tedeschini e dal pm Andrea Papalia hanno sorvolato la zona per studiare l’area.

Tutto analisi tutta l’area della valanga

L’area sottoposta a sequestro, peraltro, non riguarda solo quella di pertinenza dell’hotel, ma tutta l’area della valanga (nella foto sopra e sotto), trecento metri più in quota, canalone compreso, che adesso è spianata dalla violenza della neve che ha strappato anche la vegetazione. La larghezza della superficie di analisi da parte dei periti, che comprendono due ingegneri di Torino (uno strutturale e uno ambientale) e un geologo di Trento, è di 50 metri.

A breve saranno sentiti gli amministratori

Nel frattempo il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri Massimiliano Di Pietro e il tenente colonnello della forestale Annamaria Angelozzi stanno continuando a sentire i testimoni. A breve toccherà agli amministratori di Farindola che dovranno spiegare perché, dal 2005, non si riunisce più la commissione comunale valanghe. Inoltre, da 1999 al 2005, ci sono state 10 valanghe e 3 hanno lambito il Rigopiano. Allora perché sono stati concessi i permessi di ampliamento?

Gli altri filoni di indagine

Rimangono aperti anche altri due filoni. Il primo riguarda l’allerta slavine ignorata che dava come crescente il rischio tra il 16 e il 18 gennaio. Il secondo, invece, la mancata apertura della strada da parte degli spazzaneve.

 

Identificate tutte le 29 vittime: i nomi e i volti, le notizie del 27 gennaio 2017

Sono state identificate tutte e 29 le vittime dell’hotel Rigopiano. Questi i loro nomi: Valentina Cicioni, Marco Tanda, Jessica Tinari, Foresta Tobia, Bianca Iudicone, Stefano Feniello, Marina Serraiocco, Domenico Di Michelangelo, Piero Di Pietro, Rosa Barbara Nobilio, Sebastiano Di Carlo, Nadia Acconciamessa, Sara Angelozzi, Claudio Baldini, Luciano Caporale, Silvana Angelucci, Marco Vagnarelli, Paola Tomassini, Linda Salsetta, Alessandro Giancaterino, Cecilia Martella, Emanuele Bonifazi, Luana Biferi, Marinella Colangeli, Alessandro Riccetti, Ilaria Di Biase, Roberto Del Rosso, Gabriele D’Angelo, Dame Faye.

Di Michelangelo e la moglie Marina sono le ultime vittime marchigiane ad essere identificate: erano i genitori di Samuel, 7 anni, scampato alla sciagura ed estratto vivo dalle macerie.

Ancora 9 corpi a cui dare un nome

Gli ultimi 9 corpi da identificare sono all’obitorio dell’ospedale di Pescara, dove i parenti attendono di poterli riportare a casa. Per i duecento uomini che hanno scavato per giorni, dopo aver capito che non ci sarebbe stato più nessuno vivo, ritrovarli tutti era l’unico obiettivo. E ci sono riusciti.

L’identificazione di Marco e Jessica, le notizie del 26 gennaio 2017

Sono stati identificati Marco Tanda, il pilota d’aereo di 25 anni che lavorava per Ryanair e che era originario di Gagliole (Macerata), e la fidanzata Jessica Tinari, di Lanciano. Il corpo del giovane è stato riconosciuto ieri sera dal fratello Gianluca: “Ora che Marco non c’è più, è il momento del silenzio”.

I volti delle 29 vittime li vedete tutti nella foto di apertura, messa on line dall’Agenzia Ansa. Sono persone riunite da storie diverse, arrivate all’Hotel Rigopiano da paesi lontani tra loro, ma unite dalla stessa tragica fine.

I funerali del giovane a Roma

I due fidanzati sono stati ritrovati senza vita nella sala tv dell’albergo distrutto. Tanda era cresciuto a Castelraimondo, ma si era poi trasferito a Roma con la famiglia. Oggi il sindaco Renzo Marinelli dà voce al dolore della comunità di Castelraimondo: “Una notizia terribile, che ha lasciato tutti sgomenti. Marco era un ragazzo perbene, aveva quasi l’età di mia figlia, si era costruito un bell’avvenire, che è stato stroncato. Eravamo già stati duramente colpiti dal terremoto, questo evento ci ha sconvolti”. I funerali del pilota dovrebbero tenersi a Roma, dove vive la madre Elma.

C’erano 40 persone nell’hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio, ha investito l’albergo: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compresi il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane (nella foto sotto).

A distanza di una settimana tutte le vittime sono state recuperate, 29 corpi. Gli ultimi due nella tarda serata di ieri. Dopo i primi salvataggi, non c’è stato più scampo per nessuno.

Nella foto in apertura Luciano Caporale e Silvana Angelucci, la coppia di parrucchieri di Castel Frentano, anche loro tra le vittime, dopo una brevissima vacanza.

 

Giorgia e Vincenzo: ci hanno aiutato i Vigili del fuoco

“I soccorritori ci hanno aiutato a sopravvivere, ci dicevano di non mollare”: Giorgia Galassi e Vincenzo Forti sono tra i sopravvissuti scampati alla valanga che ha spazzato via l’hotel Rigopiano il 18 gennaio, hanno parlato oggi per molte ore con gli inquirenti, poi hanno tenuto una conferenza stampa, nell’Hotel Europa di Giulianova, trattenuta ma emozionante.

I due ragazzi gestiscono una pizzeria alla moda sul lungomare di Giulianova e sono apparsi molto precisi nella loro ricostruzione.

 

“Avevamo fatto le valige per andare via…”

“Avevamo fatto le valigie per andare via, pensavamo che fosse un terremoto, nessuno ha immaginato la valanga”, spiega Vincenzo. “Ho conosciuto e superato meglio i miei limiti”, ha detto Giorgia, concludendo: “Sono uscita molto più forte e oggi qualunque cosa viene apprezzata molto di più”. “Quando abbiamo sentito le prime voci, abbiamo cominciato a urlane”; aggiunge Vincenzo. “Nelle ultime ore ci hanno passato delle bottigliette d’acqua”, perché pativamo la sete”.

“Voglio ringraziare tutti” – aggiunge la ragazza – ma in particolare un Vigile del fuoco di Firenze, Francesco o Checcho, che ci ha aiutati da vicino passo dopo passo.

Gabriele D’Angelo, morto assiderato

C’è almeno una delle vittime dell’Hotel Rigopiano che poteva essere salvata, se i soccorsi fossero arrivati in tempo. Lo rivela l’autopsia di Gabriele D’Angelo, dipendente dell’Hotel Rigopiano (nella foto di apertura) che è morto assiderato sotto la valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano.

La notizia è stata diffusa dal medico legale di parte Domenico Angelucci. “Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali – spiega il medico della famiglia -. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato”, riferisce il medico di parte della famiglia D’Angelo.

Secondo lo stesso avvocato, con molta probabilità anche il maitre Alessandro Giancaterino dovrebbe essere morto per la stessa causa.

La camera ardente di D’Angelo è stata allestita nell’aula consiliare del Comune di Penne.

C’è anche l’amministratore del resort

Tra le ultime vittime recuperate c’è anche l’amministratore del Gran Sasso Resort, Roberto Del Rosso. “Viveva praticamente nell’albergo”, dicono di lui. Prima aveva diviso la proprietà con i fratelli, poi si era ricomprato tutto e non si allontanava mai da quello che per lui era molto più di un posto di lavoro.

Le vittime accertate diventano 25
Le vittime salgono a 24 dopo il recupero del corpo di un’altra donna, i dispersi sono scesi a 4. E intanto arriva un’altra tragica conferma. “Alessandro Riccetti è una delle vittime del disastro di Rigopiano”: ad annunciarlo è il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sul suo profilo Facebook (il post nella foto in basso).

“La notizia che tutta Terni si aspettava non è arrivata. Tante ore di angoscia e speranza terminano nel peggiore dei modi”, scrive ancora. Riccetti, 33 anni, lavorava come receptionist all’hotel Rigopiano.

“Vita breve ma ricca di significato”

“Un durissimo colpo”, afferma ancora Di Girolamo, “per una famiglia già provata, un grande dolore per tutta la comunità ternana che perde un ragazzo perbene, un lavoratore, un giovane proiettato nel futuro”. Riferendosi a Riccetti, Di Girolamo ha sottolineato come la sua sia stata “una esistenza breve, ma ricca di significato. Una vita, che nel suo valore e nei suoi valori rimane tutta. L’amore per la famiglia, l’essere laborioso, l’attaccamento a Terni: grazie Alessandro per il testimone che hai lasciato alla nostra comunità”.

Stefano riconosciuto dal padre

Altri due corpi sono stati estratti dalle macerie dell’hotel Rigopiano. Si tratta dei corpi di un uomo e una donna. Il bilancio ufficiale delle vittime sale così a 23, mentre sono ancora 6 i dispersi. I Vigili del fuoco hanno poi recuperato nella notte tre corpi senza vita, non ancora identificati, due di sesso femminile e uno di sesso maschile.

Identificato dal tatuaggio

L’ultima vittima identificata la conosciamo ormai tutti da giorni, perché quando è stata salvata la sua fidanzata, Francesca Bonzi, tutti si aspettavano che la seguisse alla luce del sole. Invece Francesca è viva. E Stefano, che era andato con lei a festeggare il suo 28° compleanno, non c’è più. Lo ha riconosciuto ieri sera il papà da un tatuaggio. Il giovane, originario di Valva, in provincia di Salerno, non ce l’ha fatta. In vacanza per una sola notte con la sua fidanzata, Francesca Bronzi, ha pagato il suo compleanno con la vita. Li vedete insieme nella foto in basso.

Bruno Vespa ha trasmesso ieri sera a Porta a Porta un’intervista emozionante al padre di Francesca Bronzi (nella foto sopra): ecco il video.

Il padre di Stefano: “Sono stati uccisi”

“Quelli che sono morti sono stati uccisi – è stato lo sfogo di Alessio Feniello, papà di Stefano – Sono stati sequestrati contro il loro volere perché volevano rientrare. Li hanno sequestrati. Avevano le valigie pronte. Li hanno riuniti tutti vicino al caminetto come carne da macello”. La responsabilità, secondo Alessio Feniello, è “delle autorità”.

Ormai sono diventate 21 le vittime accertate, restano i dispersi, le notizie del 24 gennaio 2017

Salgono a 21 le vittime ufficiali dell’alberto della morte. Il quindicesimo corpo estratto è quello di un uomo, il sedicesimo – invece – è di una donna. I Vigili del fuoco hanno recuperato all’interno della struttura un corpo senza vita, non ancora identificato e di sesso maschile. Lo fa sapere la Prefettura di Pescara.

Molti corpi recuperati nelle ultime ore

I vigili del fuoco hanno estratto nelle ultime ore anche altri corpi dalle macerie dell’hotel Rigopiano. Ci sono altri quattro uomini ancora da identificare e una donna a cui si aggiungono le 2 recuperate intorno alle 9. Uno dei tre cadaveri è quello della persona che era già stata individuata domenica e che era stata conteggiata come sesta vittima.

 

I nomi delle vittime identificate

Sei corpi sono stati portati all’ospedale di Pescara e sono al momento in corso gli accertamenti medico legali e l’identificazione. Delle dodici vittime arrivate all’ospedale, 6 sono già state riconosciute dai familiari: si tratta di Alessandro Giancaterino, Gabriele D’Angelo, Sebastiano Di Carlo, Nadia Acconciamessa, Barbara Nobilio e Linda Salzetta.

Il fratello l’aveva cercata senza fermarsi

Linda Salzetta (nelle foto sopra), sorella di Fabio, il manutentore dell’hotel che si è salvato nella notte della tragedia e che ha guidato da quel momento con grandissima tenacia i soccorritori, lavorava al centro benessere dell’Hotel Rigopiano.

Il suo corpo senza vita è stato trovato in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar. Solo in serata si è riusciti invece a liberare il corpo di una vittima individuata ieri, la sesta. Si tratterebbe di un uomo. E sempre in serata altri due corpi, l’ottavo e il nono, sono stati tirati fuori. Uno appartiene ad un uomo.

I dispersi

Al bilancio provvisorio del disastro si aggiungono i 15 dispersi. Dall’ospedale di Pescara sono stati dimessi la famiglia Parete e i fidanzati di Giulianova, Vincenzo Forti e Giorgia Galassi. I piccoli Edoardo e Samuel, invece rimangono ricoverati e la loro permanenza nel reparto di pediatria, dicono i medici, “è dovuta solo a una continuità di protezione psicologica”.

I messaggi di Linda su Whatsapp

Alle 16.13 di martedì Linda Salzetta, 31 anni di Penne, collaboratrice dell’hotel Rigopiano, dove si occupava di riordinare le camere, scriveva ad un’amica su Whatsapp. La sequenza dei messaggi, pubblicata nei giorni scorsi dal TgCom – fa impressione.

“E per finire terremoto, spero di tornare a casa”, questo il primo lancio. La risposta dell’amica: “Mammamia tesoro speriamo che oggi è tutto, stai tranquilla, noi combattiamo con l’acqua, fammi sapere come procede”. Linda ribatte immediatamente con quel “non ci libereranno”: solo tre parole, sufficienti a capire l’angoscia di quei momenti.

“E con il pensiero di casa che sta crollando tutto”, aggiunge Linda, preoccupata anche per le conseguenze del terremoto a Penne, il suo paese.

Aveva condiviso l’allerta della Protezione civile

Sulla sua pagina Facebook, Linda – il 3 gennaio – aveva condiviso l’allerta di Antonio Baldacchini, delegato comunale della Protezione civile di Penne, come mostra la foto che pubblichiamo in basso.

Aveva già fissato la data del matrimonio

Linda di solito faceva avanti e indietro ogni giorno tra Penne, dove abitava, e l’hotel Rigopiano, ma da quando aveva cominciato a nevicare abbondantemente aveva deciso di fermarsi a dormire in albergo, per non dover percorrere ogni giorno la strada coperta di neve. Si sa che stava organizzando il suo matrimonio con il suo Davide, fissato per i 7 maggio e che aveva già scelto l’abito bianco. Una vita stroncata.

 

Il corpo di Linda recuperato ieri pomeriggio

È una donna la settima vittima della slavina che ha travolto l’hotel Rigopiano. I vigili del fuoco hanno individuato ed estratto dalle macerie un corpo femminile. Il cadavere era in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar.

Si sta, invece, ancora lavorando per liberare il corpo della sesta vittima, individuata nella giornata di ieri. In un primo tempo si era parlato di un senegalese, ma la notizia poi si è rivelata sbagliata. Quindi ancora non si sa di chi si tratta.

L’inchiesta della Procura di Pescara: le notizie del 24 gennaio

Il bilancio provvisorio del disastro è di 11 sopravvissuti, 0 morti e 20 dispersi. È stata confermata oggi l‘apertura di un’inchiesta della Procura di Pescara per disastro e omicidio colposo plurimo.

 

Salvi i tre cuccioli di pastore

Una buona notizia per gli amici degli animali nella tragedia dell’Hotel Rigopiano. Sono stati ritrovati vivi, infatti, i tre cuccioli di pastore abruzzese, figli di Nuvola e Lupo, due cani dell’albergo: i carabinieri forestali e i vigili del fuoco li hanno scovati in buono stato tra le macerie. I genitori si erano salvati dal crollo ed erano scesi più a valle nei giorni scorsi.

Un albergo costruito sui detriti
L’hotel Rigopiano è nato su un terreno che recava i segni di precedenti valanghe. Lo affermano alcuni documenti, evidenziati dal Forum H2O Abruzzo, dai quali risulta che l’albergo è stato costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti, compresi quelli da valanghe. Lo testimonia la mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo sin dal 1991, ripresa e confermata nel 2007 dalla mappa del Piano di Assetto Idrogeologico della Giunta Regionale.

L’ex sindaco: “Se l’avessi saputo mi sarei tagliato un braccio…”

“Se avessi saputo quanto denunciato dal Forum H2O Abruzzo, mi sarei tagliato il braccio destro”. Massimiliano Giancaterino (nella foto, a destra con abiti civili), ex sindaco di Farindola e fratello di Alessandro, una delle vittime, autorizzò l’ampliamento dell’hotel Rigopiano, seppellito dalla slavina.

“Ma non potevo saperlo. E sinceramente – ha aggiunto intervistato ad Agorà su Rai3 – non me ne faccio una colpa, perché abbiamo dato un’opportunità a tanta gente del paese. Ora non ci sto alla caccia a un responsabile come capro espiatorio“.

Il compleanno di uno dei dispersi
C’è uno dei 23 dispersi dell’Hotel Rigopiano che oggi avrebbe festeggiato il suo 33° compleanno. Compie gli anni, infatti, Alessandro Riccetti di Terni che lavorava come receptionist dell’albergo.

Di Alessandro (nella foto qui sopra) non si hanno più notizie da mercoledì, quando ha avuto gli ultimi contatti con la madre. “La preghiera è l’unica cosa da fare. Vi abbraccio” scrive oggi su Facebook Antonella Maria, la madre di Alessandro, a chi in queste ore le esprime la propria vicinanza.

Dopo la slavina non ha dato più notizie

Alessandro Riccetti è tra le persone di cui non si hanno più notizie dopo la slavina che ha colpito l’hotel Rigopiano. “Non abbiamo ancora nessuna notizia di lui, aspettiamo. Ma vogliamo vivere privatamente questi momenti”: a dirlo all’Agenzia Ansa è una zia di Riccetti, che era dipendente dell’hotel Rigopiano.

La zia, insieme agli altri familiari del giovane, sta seguendo da Terni la vicenda, in stretto contatto con la prefettura e i soccorritori. Riccetti, conferma la parente, ha avuto un ultimo contatto telefonico con la madre intorno alle 16 nel giorno della slavina, poi di lui nessuna traccia.

Una laurea specializzata in lingue

Laureato in lingue straniere per la comunicazione internazionale, 33 anni da compiere tra tre giorni, il giovane lavorava dal dicembre 2015 nella struttura alberghiera del Gran Sasso come addetto alla reception. In precedenza aveva operato con le stesse funzioni presso altre strutture alberghiere umbre, in particolare tra San Gemini e Perugia.

Il testo della drammatica mail inascoltata

Hotel Rigopiano: mentre viene diffuso il testo della drammatica mail spedita dal direttore dell’albergo a numerose autorità, diverse ore prima della terribile slavina, viene ritrovata la sesta vittima ufficiale di questo amaro bilancio. I vigili del fuoco hanno individuato il corpo di un uomo. Ma nella notte viene smentito che – come si era detto in un primo momento – si tratti di un giovane senegalese, Faye Dame (nella foto qui sopra), che lavorava all’Hotel Rigopiano come lavapiatti. Si attende ancora, quindi, di sapere il nome della sesta vittima. Mentre il numero dei dispersi sembra attestarsi su 23. Intanto, nonostante le condizioni meteo averse, si continua a scavare.

Il piccolo Edoardo è rimasto solo
Si è salvato solo il piccolo Edoardo. Ora è certo: la slavina dell’Hotel Rigopiano gli ha ucciso la mamma, Nadia Acconciamessa (nella foto in apertura con Edoardo) e il padre, Sebastiano Di Carlo.

Edoardo ora potrà contare solo sui suoi fratelli che hanno 16 e 20 anni.

Stanotte sono state riconosciute, infatti, altre due vittime della tragedia dell’hotel Rigopiano. Si tratta, per l’appunto, di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), e di Barbara Nobilio, di 51 anni, anche lei di Loreto Aprutino.

Barbara Nobilio era con il marito, disperso

Barbara era in vacanza con il marito Piero Di Pietro, 51 anni, tuttora disperso. Di Pietro è un ex calciatore di Sulmona, L’Aquila, Penne, Pineto, Lauretum e Pianella, nonché ex allenatore del Lauretum.

Erano anche loro al piano terra, in alcune stanze a meno di una decina di metri da dove sono stati salvati Edoardo, Ludovica e Samuel.

Quintino Marcella conferma l’allarme

Quintino Marcella (nella foto qui sopra), il noto cuoco e ristoratore di Silvi (Teramo), e professore di Cucina all’Istituto Alberghiero di Pescara, è stato il primo a ricevere la richiesta d’aiuto via telefono da Giampiero Parete, uno dei sopravvissuti alla valanga di mercoledì scorso all’Hotel Rigopiano di Farindola.

Quintino è stato ascoltato ieri in Questura su quanto accaduto mercoledì scorso, subito dopo l’allarme. Con lui è stato ascoltato anche il direttore dell’hotel, Bruno Di Tommaso, che aveva lasciato Rigopiano la sera del 17, il giorno prima della tragica slavina, quando la strada era ancora facilmente percorribile.

Il professor Marcella ha raccontato quanto chiesto dalla proprietà agli uffici pubblici per liberare la strada e gli sviluppi della mattinata. “Quando andrò in Procura ovviamente non potrò che ribadire quello che è accaduto, dicendo che tutti coloro che sono in un centralino di emergenza e pronto intervento, devono si accertare la veridicità dell’allarme, ma allo stesso tempo dopo aver verificato agire e in fretta perché per minuti di mancato intervento, possono accadere tante cose”, ha spiegato Marcella, che ha poi ribadito che il suo allarme all’inizio fu sottovalutato.

 

La mamma era stata identificata sabato 21

Hotel Rigopiano: c’è il nome della terza vittima. Si tratta di una signora bella e bionda, Nadia Acconciamessa, mamma di uno dei bambini che si è salvato, Edoardo Di Carlo. L’annuncio l’ha dato nel tardo pomeriggio di oggi la Asl, perché il lavoro di identificazione in alcuni casi si rivela difficile. Il padre di Edoardo, Sebastano Di Carlo, 49 anni, di Penne (Pescara) risulta, invece, tra i dispersi.

Nella foto di apertura (da Facebook) Edoardo è con la mamma.

Le cifre dell’ultimo bilancio

L’ultimo bilancio della tragedia è raccontata da queste cifre: i salvati finora sono 9 (tra cui 4 bambini), i dispersi 23. C’è, inoltre, Stefano Feniello, un ragazzo di 28 anni che era arrivato al resort con la fidanzata, Francesca Bronzi, per festeggiare il suo compleanno, che è vivo, ma ancora non è stato estratto dalle macerie. Aveva ricevuto comeregalo di compleanno un ticket per passare due giorni con la ragazza all’Hotel Rigopiano. Era la prima volta che i due (in basso nella foto) facevano una vacanza insieme.

 

Sono undici in tutto i sopravvissuti, la Protezione civile si corregge

La Protezione civile ha parlato, a un certo punto, di due persone ancora “da estrarre”, per un totale di undici sopravvissuti. Ma poi è arrivata la “correzione”: tra gli undici sono da considerare anche il cuoco Giampiero Parete e il “tuttofare” dell’hotel Fabio Salzetta, due persone che – quando è arrivato il terribile impatto della valanga – non erano in albergo.

I biscotti di Ludovica Parete

Si è salvata anche Ludovica Parete la figlia del cuoco, che appena ha aperto la bocca ha espresso un’esigenza in quel momento per lei insopprimibile: “Voglio i miei biscotti”. Tutta la famiglia Parete – padre, madre e due bambini – che vedete nelle immagini di apertura e in basso è salva. ci sono ancora superstiti sotto le macerie dell’hotel Rigopiano spazzato via da una slavina. È stata anche diffusa una “previsione” sui dispersi, in cui – pur con tutte le cautele legate alla volatilità di queste cifre, si parla di 23 persone mancanti all’appello.

Gli altri nomi dei bambini ormai in salvo sono Gianfilippo (il fratellino di Ludovica), Edoardo, Ludovica e Samuel.

Già in salvo dunque Adriana, Gianfilippo e Ludovica Parete, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo.
Cinque –  alle 11 di sabato 21 gennaio – le vittime accertate.
Tre estratti durante la notte, uno stamattina

Tre dei 5 sopravvissuti sono stati estratti nel corso della notte. Sono due donne e un uomo, ma i nomi non vengono ancora ufficialmente comunicati, anche se per le due donne è facile “indovinare”. Ma non è il caso, in questo momento, di mettersi a proporre alle nostre lettrici dei quiz.

Intorno alle 7,30 è stato estratto un altro dei 5 sopravvissuti: ora sono in salvo due donne e due uomini, di cui non si danno ancora i nomi. L’uomo soccorso per ultimo, che poi si è saputo che è il pasticciere di Monterondo, risulta ferito. Comunque 9 dei 10 sopravvissuti sono stati portati in salvo.

I nomi degli ultimi estratti dall’hotel

Resi noti i nomi degli ultimi estratti dall’Hotel Rigopiano. Si tratta di Vincenzo Forti con la fidanzata Giorgia Galassi, di Francesca Bronzi e di Giampaolo Matrone. Manca all’appello il fidanzato di Francesca, Stefano Feniello, 28 anni, originario di Oliveto Citra, in provincia di Salerno. Il pasticciere di Monterondo, Giampaolo Matrone (nella foto sopra), è in salvo, ma è stato operato a un braccio.

La tragica storia della moglie di Matrone

Mano nella mano con la moglie, Valentina Cicioni, 32 anni, fino a quando i vigili del fuoco lo hanno salvato. Lo ha raccontato ai suoi soccorritori Giampaolo Matrone, 33 anni, l’ultimo dei superstiti arrivato poco dopo le 8 all’ospedale di Pescara. Valentina faceva l’infermiera. I due sono insieme nella foto qui sopra, dalla pagina Facebook di Valentina.

“Le stringevo la mano e le parlavo per tenerla sveglia perché volevo che rimanesse sempre vigile. La chiamavo, poi a un certo punto non l’ho sentita più e ho capito che mi stava lasciando”. Vicino a lui, Matrone ha raccontato di un’altra donna che non dava segnali di vita.

Un primo bilancio dettagliato

Questo è finora il bilancio dei sopravvissuti. I nomi sono stati forniti dalla Prefettura di Pescara, ma c’è una persona che non è ancora stata salvata e al momento non si sa chi è.

Ieri sono stati salvati Gianfilippo e Ludovica Parete, i due bambini del cuoco, Giampiero Parete. Anche la moglie Adriana Vercerao è stata estratta viva dalle macerie. A questi vanno aggiunti altri due bambini: Samuel Di Michelangelo (per ora nessuna notizia dei suoi genitori ieri dati per vivi, non si sa quanto incautamente, dal sindaco di Osimo) e Edoardo Di Carlo.

Poi c’è il gruppo delle 5 persone individuate ieri: Stefano Feniello e la fidanzata Francesca Bronzi; Vincenzo Forti e la fidanzata Giorgia Galassi (nella foto qui sopra) e il pasticciere di Monterotondo Giampaolo Matrone. Nulla si sa di sua moglie, infermiere a Roma. Di questi cinque, quattro sono stati estratti dalle macerie stanotte o in mattinata, ma sono in corso le operazioni per salvare la quinta persona, ma la prefettura ancora non ne ha fornito l’identità.

Intanto, secondo qualche soccorritore, si sentono altre voci, che non appartengono al gruppo dei sopravvissuti.

Tre bambini sono stati estratti vivi dai vigili del Fuoco nel tardo pomeriggio di ieri dopo oltre 40 ore. Il cuoco, Giampiero Parete, era sopravvissuto fin dal primo momento alla tragedia e che aveva dato l’allarme inascoltato del crollo dell’albergo. Prima di loro erano stati salvati la moglie e l’altro figlio (il padre e i due bambini li vedete qui sopra).

A fine giornata 5 persone ancora da recuperare

A fare il punto, a fine giornata, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio: “Cinque persone estratte, una donna e 4 bambini, 5 le altre persone da estrarre”. I loro nomi sono stati annunciati in serata ai familiari. “Le vittime” – ha aggiunto Curcio – “sono 5 quelle collegate al maltempo e due i decessi accertati all’hotel Rigopiano”.

Questi i loro nomi: Vincenzo Forti e Giorgia Galassi, 25 e 22 anni, due fidanzati di Giulianova, dove sono titolari della pizzeria “Peter Pan”, un locale frequentatissimo, soprattutto d’estate, sul lungomare della località balneare. Francesca Bronzi e Stefano Feniello anche loro fidanzati e Giampaolo Matrone. Il loro recupero a tarda notte era ancora in corso. I nomi sono stati annunciati dopo la comunicazione ai familiari da una funzionaria della protezione Civile, su indicazione del Prefetto Francesco Provolo di Pescara all’esterno dell’ospedale.
 

Ricerche per tutta la notte, ci sono altri superstiti

Ma la Protezione civile non si arrende: “Le ricerche – dicono a Penne, dove c’è il cmapo base – andranno avanti tutta la notte”.
Ci sono ancora superstiti sotto le macerie. Tre bambini, su quattro salvati, sono stati estratti vivi dai vigili del Fuoco nel tardo pomeriggio di ieri dopo oltre 40 ore. L’ultimo salvato è Edoardo Di Carlo, che era nell’albergo con i genitori Sebastiano e Nadia (finora dispersi).

 

Ludovica, “Voglio i miei biscotti”

“Voglio i miei biscotti”: questa la prima richiesta di Ludovica, 6 anni, la figlia di Giampiero Parete, l’uomo di 38 anni che per primo ha lanciato l’allarme dall’hotel di Rigopiano.

A riferire le parole della bambina, estratta viva ieri sera dalle macerie, è Quintino Marcella, amico e datore di lavoro di Giampiero, che ha parlato al telefono con lei.

“Ha chiesto i suoi biscotti, i suoi preferiti. La bambina sta bene. Certo, la famiglia Parete è provata, ma Gesù ha riconsegnato loro quello che hanno seminato, perché sono delle persone stupende”.

 

La moglie del cuoco: “Non ci credevamo più

“Non ci credevamo più, non ci speravamo più”: è quanto ha detto Adriana Parete ai soccorritori che l’hanno estratta viva dalle macerie insieme al figlio Gianfilippo.

 

I primi salvataggi di venerdì 20 gennaio

Hanno recuperato vive, dopo 43 ore, 7 persone, tra loro 3 bambini. Una mamma e il figlio sono già stati salvati (le foto in apertura e qui sotto il video e l’immagine) ma niente si sa ancora sull’insieme dei nomi. Quello che è certo è che gli ospedali di Pescara e dell’Aquila ospiterranno i salvati. Alle 13,50 è arrivata la notizia che tutti i sopravvissuti sono stati estratti dalle macerie.

Si sa però che tra le persone recuperate c’è la moglie di Giampiero Parete, che si era salvato perché era uscito dall’albero (i due insieme nella foto qui sopra). Con lei, come mostra la foto da Facebook (che pubblichiamo in apertura), c’è anche il bambino. Manca ancora, invece, la figlia Ludovica. “Cercate mia figlia – insiste la signora appena salvata con il bambino dai soccorritori. Lo riferisce Leonardo Gagliardi della Guardia di finanza: “Andate da mia figlia è nella stanza accanto”, ha detto la donna ai soccorritori, che ora stanno infatti cercando la bambina.

Forse c’è anche il piccolo Edoardo

Tra i sopravvissuti, che così sommano a 7, ci sarebbe un altro bambino. Simona Di Carlo, consigliere comunale a Pescara, ha detto che sarebbe vivo il nipote Edoardo, che era a Rigopiano con i genitori, Sebastiano Di Carlo la moglie Nadia, che risiedono a Loreto Aprutino (Pescara).

Soccorritori in contatto con altri tre (due bambini)

Dopo aver individuato e raggiunto una settima persona sotto le macerie dell’Hotel Rigopiano, i soccorritori sono entrati in contatto e stanno parlando con altre tre persone: si tratta di una donna e di due bambini.

 

Salva la famiglia di Osimo

Sarebbero in salvo anche tre dei dispersi marchigiani. Sono Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo, in provincia di Ancona, la moglie Marina Serraiocco, 37 anni, di Popoli, e del loro bambino di 7 anni (tutti nella foto qui sopra). Lo conferma il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni, che cita fonti “dei familiari e delle forze di polizia” ma è da confermare ufficialmente.

Una nuova speranza: individuati altri 5

Ma intanto spunta una nuova, inattesa, speranza: sarbebero state individuate vive nell’hotel altre 5 persone. È iniziata un’altra corsa al salvataggio.

Ma tutte e sei (non otto, come si era detto a un certo punto) sarebbero in buone condizioni fisiche. Comunque che ci sono questi sopravvissuti lo ha confermato anche il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico al Gr1. Secondo uno dei soccorritori c’è ancora speranza di trovare altre persone vive.

Avevano acceso un fuoco

Le sei persone si sono salvate rifugiandosi – a quanto si sa – in un solaio di una cucina dove sono riusciti ad accendere anche un fuoco per scaldarsi. Secondo le prime testimonianze i vigili del fuoco li avrebbero individuati proprio grazie al fumo.

“Bastava guardarli in faccia per capire cosa avevano passato”: ha detto il primo soccorritore che si è imbattuto nei sopravvissuti.

I primi a darne notizia i vigili del fuoco, che ci hanno parlato più volte, e da Pescara sono arrivati 2 elicotteri per portarli via con il personale medico. La prima donna viva è stata estratta intorno alle 12.20 e sta già andando in ospedale. Nel giro di una manciata di minuti altri 4 sono stati recuperati, tra cui 2 bimbi. In un caso a essere ritrovate vive sono state mamma e figlia.

Intanto continuano le ricerche nell’hotel Rigopiano di Farindola, spazzato via dalla slavina del 18 gennaio, affiorano i primi nomi dei ricercati. Eccoli, con alcune delle foto diffuse dall’Agenzia Ansa.

I ragazzi di Ascoli Piceno

Marco Vagnarelli e Paola Tomassini: questi i primi nomi dei due giovani di Castignano, in provincia di Ascoli Piceno, dispersi all’hotel. I familiari non hanno notizie dall’altro pomeriggio. “L’ultimo contatto con Marco”, racconta il fratello Fulvio, “risale alle 16,30 del 18 gennaio e ancora la slavina non era venuta giù: poi più nulla”.

“Ci siamo messaggiati su WhatsApp, mi ha scritto che stavano per ripartire, ma c’erano ritardi per via della neve. C’erano dieci auto in fila e stavano aspettando che fosse liberata la strada”. Una vacanza di due giorni per la coppia di Castignano. “Sì, un viaggio breve che era finito e stavano ripartendo. Dovevano andar via al mattino, ma a causa del maltempo che bloccava la strada sono dovuti rimanere, fermandosi anche a pranzo. Si era impaurito per la scosse di terremoto, ma non per il maltempo. L’ultimo messaggio mio fratello lo ha mandato a mio figlio. Lo ha avvisato che, visto che non riuscivano ancora a ripartire, rientrava in hotel e che dentro il telefono non prendeva. Da quel momento non abbiamo più notizie di Marco e Paola”.

L’addetto alla reception

C’è anche un ternano di 33 anni, Alessandro Riccetti (nella foto qui sopra) tra le persone di cui non si hanno più notizie dopo la slavina che ha colpito l’hotel Rigopiano. “Non abbiamo ancora nessuna notizia di lui, aspettiamo. Ma vogliamo vivere privatamente questi momenti”: a dirlo all’Agenzia Ansa è una zia di Riccetti, che era dipendente dell’hotel Rigopiano. La donna, insieme agli altri familiari del giovane, sta seguendo da Terni la vicenda, in stretto contatto con la prefettura e i soccorritori. Riccetti, conferma la parente, ha avuto un ultimo contatto telefonico con la madre intorno alle 16, poi di lui nessuna traccia. Laureato in lingue straniere per la comunicazione internazionale, 33 anni da compiere tra tre giorni, il giovane lavorava dal dicembre 2015 nella struttura alberghiera del Gran Sasso come addetto alla reception. In precedenza aveva operato con le stesse funzioni presso altre strutture alberghiere umbre, in particolare tra San Gemini e Perugia.

I parrucchieri di Castel Frentano

Una coppia di Castel Frentano (Chieti) risulterebbe dispersa nel crollo dell’hotel Rigopiano (Pescara). Si tratta di Luciano Caporale, 54 anni, e della moglie, Silvana Angelucci, 46 anni, entrambi di professione parrucchieri (nella foto qui sopra).

La coppia era giunta in hotel domenica pomeriggio per ripartire martedì sera ma, a seguito del peggioramento delle condizioni meteorologiche, aveva deciso di trattenersi fino a ieri, mercoledì. I figli della coppia, insieme ad altri famigliari, sono già in viaggio verso Penne, al centro di coordinamento, per avere notizie certe sulla sorte degli scomparsi. “Siamo tutti in apprensione, speriamo che questa storia finisca bene”, dice il sindaco di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo, “per il momento non abbiamo notizie e siamo tutti appesi a un filo di speranza. La coppia era molto nota per la loro lunga attività professionale ed era fortemente inserita nel tessuto sociale del paese”.

Un poliziotto, la moglie e il figlio di 7 anni

C’è anche un famiglia di tre persone di Osimo tra i dispersi dell’Hotel Rigopiano: non si hanno notizie di Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo, della moglie Marina Serraiocco, 37, di Popoli, e del loro bambino di 7 anni.

 

I fidanzati alla loro prima vacanza insieme

Stefano Faniello ha compiuto 28 anni il 17 gennaio e in hotel c’era con Francesca Bronzi, 25 (nella foto qui sopra). I due fidanzati erano alla loro prima vacanza insieme. Lo raccontano i due papà, mentre scendono dalla montagna con le lacrime agli occhi. “È una tragedia, ho mia figlia l’ha sotto”, dice Gaetano, “era andata a fare una giornata con il ragazzo, c’è suo padre qui accanto a me. Volevano passare un week end ,ma sono rimasti su”. Erano un regalo per Stefano, questi due giorni di wellness e benessere. “Non erano mai venuti qui”, aggiunge papà Alessio. “Ma la speranza c’è ancora e noi aspettiamo. Non ce ne andremo”.
Stefano Faniello, originario di Valva (nel salernitano) ma da tempo residente a Silvi Marina, martedì aveva compiuto 28 anni e aveva deciso di festeggiare in quel resort con la sua fidanzata, Francesca, anche lei data ora per dispersa. Mercoledì sarebbe dovuto ripartire. Aveva prenotato per una sola notte, quella del compleanno di Stefano.

La moglie e i due figli dello scampato

Mancano anche la moglie e i due bambini di Giampiero Parente (nella foto sopra), superstite della tragedia. Sulla sua pagina facebook ha postato solo foto di tutta la famiglia insieme, sempre lui con la moglie e i due bambini. E le ultime immagini sono proprio della festa di compleanno di Ludovica, la bimba ha appena compiuto 6 anni. “E poi arriva un giorno”, ha scritto Giampiero il 13 gennaio scorso postando una bella foto della figlia, “e tu hai già 6 anni. Tantissimi auguri Ludovica, un bacione da papà”.

L’amministratore dell’hotel

Roberto Del Rosso era sicuramente in albergo. “Viveva praticamente lì, non lo abbandonava mai”, dicono a Contrada Mirri, l’avamposto più vicino di 4 case all’hotel. Roberto è l’amministratore delegato del Rigopiano. Fino a 6 o 7 anni fa era in società con i fratelli. Poi si è preso tutto e ha ristrutturato: la piscina, la spa, il centro benessere.

Un’altra giovane coppia

Infine tra i dispersi i cui nomi sono stati diffusi finora ci sono anche Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco, dipendente dell’hotel, e Marco Tanda, 25 anni, residente a Macerata. Era con la fidanzata abruzzese Jessica Tinari (nella foto sopra), originaria di Vasto, anche lei dispersa.

I nomi degli ospiti registrati in Questura

Gianpaolo Matrone, 33 anni, di Roma
Valentina Cicioni, 32 anni, di Roma
Marco Tanda, 25 anni, di Macerata
Jessica Tinari, 24 anni, di Lanciano (Chieti),
Tobia Foresta, 60 anni, di Cosenza
Bianca Iudicone, 50 anni, residente in Germania
Stefano Feniello, 28 anni, di Oliveto Citra (Salerno)
Francesca Bronzi, 25 anni, di Pescara
Vincenzo Forti, 25 anni, di Giulianova (Teramo),
Giorgia Galassi, 22 anni, Svizzera
Marina Serraiocco, 36 anni, di Popoli (Pescara)
Domenico Di Michelangelo, 40 anni, di Chieti
Samuele Di Michelangelo, 9 anni
Giampiero Parete, 38 anni, di Pescara, si è salvato
Vranceau Adriana, 43 anni, nata in Romania
Gianfilippo Parete, 7 anni, di Montesilvano (Pe)
Ludovica Parete, 6 anni, di Montesilvano (Pe)
Piero Di Pietro, 53 anni, di Loreto Aprutino (Pe)
Rosa Barbara Nobilio, 51 anni, di Roma
Sebastano Di Carlo, 49 anni, di Penne (Pescara)
Nadia Acconciamessa, 47 anni, di Loreto Aprutino (Pescara)
Luciano Caporale, 54 anni, Castel Frentano (Chieti)
Silvana Angelucci, 46 anni, Castel Frentano (Chieti)

I dipendenti dispersi

Dispersi anche dipendenti dell’hotel, Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco, e Alessandro Riccetti, 33 anni, di Terni

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