Uccide la moglie con una pistola clandestina e si suicida

Prima ha sparato alla moglie e poi ha rivolto l’arma contro se stesso: l’uomo e la donna sono entrambi morti durante il ricovero in ospedale.

Il fatto è avvenuto all’esterno delle piscine del Club Fiore (nella foto grande), a Campigliano, frazione di Giffoni Valle Piana (nel Salernitano), dove era in corso una gara di nuoto a cui partecipava il figlio della coppia che ha 10 anni.

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I due (nella foto) erano sposati ma c’era una separazione in corso. L’uomo, che era un muratore occasionale e non un militare come si era detto in un primo momento, avrebbe sparato al culmine di una lite, forse per motivi di gelosia. Varavallo ha usato una pistola clandestina, con matricola abrasa, non un’arma militare, come si era detto subito dopo l’omicidio-suicidio.

 

Il figlio aveva una gara di nuoto

 

A sparare è stato Salvatore Varavallo, 35 anni, nato a Caserta; la moglie si chiamava Giustina Copertino, 29 anni, anche lei di Caserta. L’uomo avrebbe agito con la pistola d’ordinanza.
Varavallo è arrivato al club sportivo di Giffoni, dove il figlio della coppia era impegnato in una gara di nuoto. L’omicida prima ha esploso alcuni colpi contro la Bmw del suocero, che non era nella vettura. Poi ha chiamato la moglie, le ha ingiunto di uscire fuori e le ha sparato contro alcuni colpi.

 

7 colpi di pistola

Varavallo prima ha esploso contro la bella ex moglie 5 colpi di pistola. Poi si è recato sul piazzale del club Fiore e ha sparato cinque volte contro l’auto della moglie.

Infine è tornato accanto al corpo esanime della moglie e le ha esploso contro altri due proiettili, a bruciapelo, per infliggerle il colpo di grazia.

Nei successivi momenti di terrore, un uomo uscito all’esterno del club gli ha gridato di abbassare l’arma. Lui se l’è puntata alla tempia e, dopo due tentativi andati a vuoto, ha esploso il colpo del suicidio.

Inutile per entrambi la corsa in ospedale.

 

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