Meningite: ragazza di 20 anni ricoverata a Prato

Un altro caso di meningite segnalato in Toscana. Una ventenne di Prato è stata ricoverata nella notte di San Silvestro all’ospedale Santo Stefano (nella foto in apertura e in basso) coi sintomi della meningite di tipo C. La notizia è stata confermata dall’Azienda sanitaria Toscana Centro con una nota di stamattina, 1° gennaio.
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“Un caso da meningococco C…”

“Diagnosticato un caso di meningite da meningococco C, confermato dal laboratorio del Meyer – si legge nella nota dell’Asl – Si tratta di una giovane di 20 anni residente a Prato e ricoverata dalla tarda serata del 31 dicembre nel reparto di terapia Intensiva dell’ospedale Santo Stefano. I sanitari hanno sospettato subito che si trattasse di sepsi da meningococco ed hanno immediatamente sottoposto la paziente ad adeguata terapia”.

 

Le notizie del 30 dicembre

Non è stata la meningite a uccidere Salvatore Arivre, l’uomo di 46 anni morto ieri sera improvvisamente a Napoli. È quanto rende noto la Asl Napoli 1 Centro, che  – si legge in una nota – dopo aver svolto accertamenti presso il medico curante che ha certificato la morte del paziente per fibrillazione ventricolare in soggetto già cardiopatico nonché presso il 118 che ha certificato il decesso, comunica che l’accadimento del 29/12/2016 alle 21 non può essere collegato a decesso per malattia infettiva da meningococco”.

Il nuovo caso sospetto aveva allarmato Napoli

Meningite: un caso sospetto agita la vigilia di Capodanno a Napoli. Salvatore Arovre, 46 anni, è stato soccorso dal 118 presso la propria abitazione a Fuorigrotta in via Giulio Cesare 7, ma è deceduto prima del ricovero.

Arvore, nei giorni scorsi, aveva avuto una leggera febbre, poi passata con alcuni farmaci. Ma ieri sera la febbre è tornata, stavolta altissima, e quando è arrivata l’ambulanza, il quarantaseienne era già morto.  Immediatamente è scattata la procedura per la verifica della patologia: l’autopsia e gli esami di laboratorio si svolgerano oggi al Policlinico dov’è stata condotta la salma dell’uomo. I risultati si avranno soltanto oggi.

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La moglie ricoverata sotto choc

La moglie, colta da malore per lo choc, è stata ricoverata al’ospedale San Paolo (nella foto qui sopra).

 

Un bambino di 22 mesi morto a Firenze

Un bambino di 22 mesi è morto all’Ospedale Meyer di Firenze colpito da meningite. Il laboratorio di immunologia del Meyer ha confermato la diagnosi di sepsi da meningococco di tipo “C”.

Il piccolo era giunto all’ospedale pediatrico fiorentino nella tarda serata di ieri a bordo di un’ambulanza dalla Lucchesia. Le sue condizioni, al momento dell’arrivo, erano disperate: i medici hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma purtroppo il bambino non ce l’ha fatta.
Da quanto risulta il bambino non era stato vaccinato.

 

Trasferito da Lucca a Firenze

I familiari del bambino, che aveva febbre alta, si sono rivolti ai sanitari dell’ospedale di Lucca che, vista la gravità della situazione e sospettando si trattasse di meningite, hanno disposto il trasferimento all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Sono state subito attivate le procedure di profilassi per i familiari del piccolo.

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Sette i decessi nel 2016, 60 casi in Toscana
La morte del bambino porta a 7 i decessi per meningite di tipo C nel 2016. Lo scorso anno i decessi per lo stesso ceppo di meningite erano stati 6. A questi si aggiungono un decesso per meningite di ceppo B e la morte, nel novembre scorso, di un paziente colpito da meningite pneumococcica. Complessivamente sono stati 60 i casi di meningite C registrati in Toscana dal 2015 a oggi, 31 lo scorso anno e 29 in quello in corso.

Il grafico pubblicato qui sopra è stato elaborato dall’Agenzia Ansa.

 

Un diciottenne la vittima di Napoli

È meningite: sono terminati gli accertamneti su un diciottenne di Agerola, deceduto a Castellammare do Stabia. Anche per lui è colpa della meningite. Si chiamava Sebastiano Petrucci, aveva 18 anni ed era giunto ieri sera in gravi condizioni all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (l’immagine è nella foto di apertura insieme a quella del grande ospedale stabiese). La diagnosi è stata confermata dagli esami effettuati dal’ospedale stabiese, in collaborazione con l’ospedale Cotugno di Napoli, che hanno accertato la positività per “neisseria meningitidis”.

A confermarlo è stata l’Asl Napoli 3 Sud alla quale fa capo l’ospedale San Leonardo.
“Si ribadisce che il pronto soccorso e tutti i reparti dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia sono sempre stati e sono tutt’ora pienamente funzionanti in completa sicurezza”, afdrma una nota diffusa dall’Asl Napoli 3 Sud.

Al San Leonardo è stata avviata la profilassi nei reparti.

 

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Una peruviana ricoverata a Genova

Una peruviana di 34 anni è stata ricoverata in rianimazione all’ospedale San Martino di Genova (nella foto sopra) per meningite da meningococco. Le sue condizioni sono critiche.

La notizia è stata diffusa dalla Asl4. La donna, che risiede a Chiavari (Genova), si è sentita male la sera di Natale. Dopo essere stata visitata al pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna (Genova) è stata trasferita in condizioni già critiche nel capoluogo ligure. Per ridurre i rischi di contagio, familiari e persone che frequentano la casa della peruviana sono stati sottoposti a profilassi antibiotica.

 

 

Le notizie del 21 dicembre

Un altro caso di meningite segnalato ieri. Un bambino di 4 anni è stato ricoverato all’ospedale De Marchi di Milano, dove i medici sono intervenuti tempestivamente, le condizioni del piccolo stanno migliorando. Proveniva dalla scuola Pontida di Busto Arsizio, in provincia di Varese.

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La sede distrettuale di Busto Arsizio della ASST Valle Olona – d’intesa con il Dipartimento di Prevenzione Medico dell’ATS dell’Insubria – ha attivato tempestivamente le azioni previste per individuare tutti i contatti vicini al bambino per sottoporli in tempi rapidi alle misure di profilassi antibiotica previste. In queste ore è in corso la profilassi per familiari, amici, insegnanti e tutti i bambini e gli operatori scolastici della scuola dell’infanzia “Pontida”. Si tratta di circa 120 persone, che vengono sottoposte a trattamento antibiotico.

Il 19 dicembre due casi a Fermo e a Enna

Ancora colpi dalla meningite: due nuovi casi segnalati oggi: uno a Fermo nelle Marche, l’altro a Enna in Sicilia.

Un uomo di 35 anni di Monterubbiano è ricoverato in rianimazione nell’ospedale “Murri” di Fermo (nella foto sotto) per una meningite da pneumococco. La notizia, anticipata oggi dal Resto del Carlino, è stata confermata dal dottor Giuseppe Ciarrocchi, della Direzione di unità operativa complessa Igiene e Sanità pubblica dell’Asur di Fermo.

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Terapia antibiotica per il ricoverato di Fermo

Il paziente, giunto al pronto soccorso due giorni fa con la febbre alta, ”viene sottoposto a terapia antibiotica” ha spiegato il medico. “Il malato è sedato, costantemente monitorato e sottoposto a terapia antibiotica” ha spiegato la direttrice sanitaria della Zona Asur 11 Fiorenza Anna Padovani.

Niente profilassi, la meningite da pneumococco non è contagiosa

“La meningite da pneumococco non è contagiosa, e dunque non è necessario sottoporre a profilassi i familiari e le persone che sono venute in contatto con il ricoverato”. Secondo la direttrice Padovani nelle Marche l’incidenza dei casi di meningite sulla popolazione residente non presenta attualmente scostamenti rispetto alla norma.

Grave ma stabile il bambino di Firenze
Sono stabili, anche se sempre gravi, le condizioni del bambino di 4 anni di Cascina (Pisa) ricoverato da sabato 17 dicembre all’ospedale Meyer di Firenze perché colpito da meningite, provocata dal batterio meningococco di tipo C. Secondo quanto spiegato il bimbo che era stato vaccinato nel 2013, reagisce alle terapie anche se la prognosi resta riservata.

Un caso virale in provincia di Enna

È stato invece accertato un caso di meningite virale all’ospedale Chiello, in provincia di Enna. Il paziente, un uomo di 33 anni di Piazza Armerina, venerdì scorso si è presentato dai medici con una forte cefalea e rigidità muscolare. Dopo essere stato sottoposto agli accertamenti che hanno confermato i sospetti dei sanitari, è stato trasferito al reparto di malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Enna. Le condizioni della persona colpita sono definite “serie”, mentre sono in corso gli accertamenti per risalire alla possibile fonte di contagio.

 

 

La denuncia del Codacons del 19 dicembre

Dopo la morte del bambino di 4 anni, sulla questione meningite e vaccini interviene il Codacons perché quanto sta avvenendo “dimostra in modo inequivocabile il caos che regna in Italia sul fronte dei vaccini. È assurdo che la vaccinazione si sia rivelata inefficace ed è necessario andare fino in fondo per fare luce sui tanti misteri che riguardano il settore dei vaccini nel nostro Paese”.

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“Danno a carico dei cittadini”

Le parole le pronuncia il presidente dell’associazione Carlo Rienzi (nella foto sopra). “Qualcuno deve dire ai cittadini perché l’antidifterico è sparito dal mercato”, prosegue. “Il ministero della Salute ha risposto che la materia non è di sua competenza; l’Aifa sostiene invece di non poter costringere le aziende farmaceutiche a produrlo. A pagare le conseguenze di tale situazione di caos sono i cittadini, costretti a ricorrere all’esavalente se vogliono vaccinarsi contro la difterite, e il Servizio Sanitario Nazionale, che paga più soldi all’industria del farmaco, non essendo reperibili i vaccini in forma singola”.

“I misteri vanno dipanati”

Per tale motivo e a seguito dei casi di meningite scoppiati in Toscana, il Codacons, chiede l’intervento dei Nas affinché “sia fatta pienamente luce sull’efficacia del vaccino contro la meningite e sui tanti misteri che coinvolgono il settore della vaccinazione in Italia”.

Meningite: colpito a Firenze un bambino di 4 anni (era vaccinato), le notizie del 18 dicembre 2016

Meningite: arriva da Firenze un nuovo tipo di allarme. Un bambino di 4 anni – già vaccinato – è stato ricoverato, infatti, in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Meyer dopo essere stato colpito da una meningite di tipo C. Lo rende noto un comunicato stampa della Usl Toscana Nord-Ovest.

Frequentava una scuola materna di Cascina

Il piccolo frequenta una scuola materna di Cascina (in provincia di Pisa) ed è già stata iniziata la profilassi per tutte le persone che sono state a contatto con lui.

Era stato vaccinato nel 2013

“Dalla documentazione risulta che il bimbo era stato vaccinato nel 2013” ha spiegato la Asl.

L’Igiene e sanità pubblica dell’Asl Toscana nord ovest sta contattando tutti coloro che sono entrati in contatto con il bambino per effettuare la profilassi. Profilassi anche per i genitori che ieri pomeriggio erano nella sala di aspetto della pediatra, la dottoressa Maria Frijia.

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Infettivologo, riflettere su questo tipo vaccino

“L’ultimo caso di meningite di tipo C deve farci riflettere sull’efficacia di questo vaccino e sulla necessità di sviluppare uno studio più approfondito sui portatori sani rinofaringei”: ha detto Francesco Menichetti (nella foto), primario del reparto di malattie infettive dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa, commentando il caso che ha colpito il bambino di 4 anni di Cascina (Pisa).

“La vaccinazione è assolutamente necessaria – sottolinea Menichetti – tuttavia sarebbe utile che l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, che ha disposizione tutte le informazioni necessarie, valutasse l’opportunità di avviare una riflessione profonda sull’efficacia di questo vaccino sia esso monovalente o quadrivalente”.

Infine, il professor Menichetti ricorda quanto sia utile “la campagna vaccinale intensiva, soprattutto tra gli adolescenti, nella fascia d’età 11-20 anni, che attualmente raggiunge il 65% della popolazione regionale per diffondere la cosiddetta immunità di gregge: per farlo servirebbe invece raggiungere la quota di almeno il 90% degli adolescenti vaccinati in Toscana”.

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I casi di “vaccine failure”

“Nelle vaccinazioni possono esserci i cosiddetti casi di ‘vaccine failure’, ovvero di mancata risposta al vaccino, e rappresentano una percentuale variabile tra 1 e 5% dei vaccinati. Proprio per questo è necessario raggiungere elevate coperture vaccinali, così i batteri circolano di meno” osserva Susanna Esposito (nella foto sopra), presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Wadid).

“Il vaccino contro la meningite C – continua la professoressa, direttrice dell’Unità di Pediatria ad alta intensità di cura dell’Università di Milano – oggi è raccomandato a livello nazionale in un’unica dose tra uno e 18 anni. Ma nel nuovo Piano vaccinale è previsto un richiamo in adolescenza, dopo circa dieci anni”.

Solo il 60% di vaccinati a livello nazionale

Dal punto di vista delle coperture, sottolinea “c’è ancora molto lavoro da fare, visto che quelle raccomandate per creare ‘immunità di gregge’ nella popolazione sono maggiori o uguali al 95% della popolazione, mentre oggi siamo a intorno al 60% di vaccinati a livello nazionale, con grandi differenze tra le varie regioni”.

Grazie alla protezione indotta dall’immunità di gregge, conclude l’esperta, “si possono proteggere anche quei soggetti che non rispondono ai vaccini o che non possono esser vaccinati”.

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