Il Gip: “Per la morte di Adele i due ragazzi devono restare in carcere, no ai domiciliari”

“Nostro figlio era innamoratissimo di Adele, è disperato”. A parlare sono sono Emanuele e Lara Bernardin, i genitori di Sergio, il fidanzato della sedicenne ligure stroncata in 5 minuti da una pasticca di extasy. Il giovane, 21 anni, al momento è in arresto, mentre il padre e la madre sono trincerati nella loro villetta di via Campo, frazione di Uscio, dietro a Recco.

Oggi l’autopsia

“Ci teneva a questa ragazza in maniera incredibile”, aggiungono. “L’aveva portata spesso in paese e anche da noi. Siamo distrutti per quello che le è successo e per la sua famiglia”. Oggi, lunedì 31 luglio, intanto verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Adele De Vincenzi mentre Sergio Bernardin e l’amico che era con la coppia, Gabriele Rigotti, sono stati sottoposti a interrogatorio di garanzia.

Il Gip nega i domiciliari

Il Gip, Nicoletta Bolelli, con viva sorpresa degli avvocati difensori, ha negato i domiciliari ai due ragazzi, devono restare in carcere, perché è possibile la reiterazione del reato.

Ora si immagina il ricorso al Tribunale della libertà. L’autopsia ha confernato, intanto, che Adele è morta per arretso cardiaco. Per il momento non si sa altro. Occorre attendere gli esami tossicologici.

C’è il terzo indagato

Da ieri sera, poi, c’è un terzo indagato. È un ragazzo di 20 anni di origini ecuadoriane accusato anche lui di spaccio aggravato e morte come conseguenza di altro reato. Il ragazzo è stato indicato dal pusher di 17 anni che ha fatto da intermediario come colui che avrebbe ceduto materialmente la droga al fidanzato di Adele. Gli agenti della Mobile hanno perquisito la casa del ragazzo che abita in una frazione di Busalla, ma senza trovare traccia di droga.

Nuovi dettagli sui soccorsi

Intanto emergono nuovi particolari sulla vicenda. Secondo quanto ricostruito, a chiamare i soccorsi sarebbe stato un netturbino che ha visto Adele a terra in via San Vincenzo e i suoi amici che cercavano di soccorrerla, confusi. Gli inquirenti, coordinati dal pm Michele Stagno stanno vagliando i filmati della videosorveglianza della zona per capire se Adele poteva essere salvata se gli amici avessero chiamato subito il 118.

Adele uccisa dall’ecstasy, la mamma morta di tumore, il padre chiede silenzio, le notizie del 30 luglio 2017

Una ragazza genovese Adele De Vincenzi (nella foto in apertura e nelle altre prese da Facebook con il fidanzato), di 16 anni, residente a Chiavari, è morta la scorsa notte per un arresto cardiaco provocato dall’assunzione di una pillola di exstasy, a base di Mdma, una potente metanfetamina.

La notizia l’ha diffusa la polizia. La giovane aveva passato la serata con alcuni amici, due maggiorenni e due minorenni, una delle quali era lei, in un appartamento nel quartiere, nella palazzina mostrata dalla foto, in via Corridoni, nel quartiere di Albaro, alle spalle della Casa dello Studente.

Nell’appartamento erano presenti Adele e il fidanzato maggiorenne (con lei nelle foto sopra) e un’altra coppia, anche in questo caso lui maggiorenne e lei minorenne.

I due maggiorenni, il fidanzato e il suo amico, sono stati fermati.

Il pusher che ha venduto la sostanza è stato identificato e denunciato, ma è minorenne.

 

Scossa dalla morte della mamma

Adele si era legata moltissimo, come mostrano le sue foto su Facebook, a Sergio, il suo fidanzato, da quando sua mamma era morta di un male incurabile.

“Ridammi un giorno, solamente uno – le scriveva sulla sua pagina Facebook – per stare con te, mamma”. È questo dolore che l’ha spinta verso la pillola fatale? Non si sa, ma non era la prima volta. Come hanno confermato anche Gabriele e l’altra ragazza presente “le altre volte non era mai successo niente”.

Del resto, per loro tre, è andata così anche stavolta. Solo per Adele la mistura è stata, purtroppo, fatale.

Il padre e il fratello chiedono silenzio

Intanto, il padre e il fratello di Adele De Vincenzi, con un breve comunicato all’Agenzia Ansa, chiedono “rispetto per il proprio dolore e la propria privacy. La notizia è stata data – concludono Paolo e Edoardo De Vincenzi -. Ora chiediamo il silenzio”.

Si è sentita male nella zona di Brignole

In seguito è uscita con i ragazzi per proseguire la serata in centro, arrivata nella zona della stazione ferroviaria di Brignole si è sentita male.

Gli amici hanno chiamato un’ambulanza e la sedicenne è stata portata all’ospedale Galliera dove è morta 40 minuti dopo il suo arrivo. Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Genova che sta sentendo gli amici per capire da chi abbiano comprato la sostanza e chi l’ha data alla giovane. Della vicenda si occupano sia il tribunale dei minori che quello ordinario.

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