Sarno: di che è morta Lidia, bambina di 3 anni? Si aspetta l’esito dell’autopsia

Chiamiamola Lidia, aveva solo tre anni, compiuti il 31 maggio scorsi. La madre, romena, l’aveva abbandonata al padre, che tutti i giorni doveva andare a lavorare, a San Marzano sul Sarno, e l’affidava ai vicini. Abitavano nella sesta traverso di via Enrico Berlinguer. Finché è arrivata morta all’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno intorno alle 22 di mercoledì sera, accompagnata dal papà. Dalle prime informazioni circolate, i medici avevano constatato la presenza di lividi mentre per i carabinieri non ci sarebbero evidenti segni di violenza. Poi un’iniziale diagnosi, congestione, causata da un bagno dopo cena. E subito dopo un’altra: crisi respiratoria. Originata da che? O da chi?

Rimane il sospetto che sia stata uccisa da sevizie e violenze sessuali. Tuttavia, a questo punto, a stabilirlo sarà l’autopsia già disposta dal pubblico ministero Giuseppe Cacciapuoti della procura di Nocera Inferiore che ha aperto un fascicolo sulla vicenda.

L’interrogatorio del padre

Sono finiti subito sotto interrogatorio il papà Gheorghe Buzatu, un romeno di 35 anni, e alcuni vicini di casa. La piccola Lidia, di origini romene, è arrivata pronto soccorso con addosso solo un paio di mutandine. I medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, avvenuto probabilmente per un’emorragia interna, e hanno subito chiamato i carabinieri. La piccola viveva in precarie condizioni a San Marzano sul Sarno col papà, divorziato perché la moglie, e mamma della bimba, li aveva lasciati da tempo per andare a vivere in Romania.

 

Il padre accusa i vicini

È stato Gheorghe, sentito a lungo dai carabinieri, a indicare i vicini quali sospettati della violenza sulla piccola. Ogni mattina, infatti, l’uomo lasciava a loro la piccola Lidia per poter andare al lavoro. Dopo le dichiarazioni del padre, i carabinieri in nottata hanno prelevato anche i vicini portandoli a Sarno nella caserma di via Sodano. Si attendono sviluppi.

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