Oggi sciopero dei distributori: ecco quelli aperti

Da stanotte (la mezzanotte di martedì 31 marzo) per le 48 ore successive sulla rete autostradale, su tangenziali e raccordi rimarranno chiusi i distributori di carburante. Qui l’elenco degli impianti che reteranno in funzione anche durante la mobilitazione.

 

Prezzi in salita

Intanto il prezzo dei carburanti registra un incremento dopo le flessioni d’inizio anno, determinate dal costo del petrolio e dall’aumento delle accise che non sono state applicate nonostante fossero previste dal decreto Imu del 2011. L’andamento di quanto si spende alla pompa di benzina lo fa Checkupprezzi.it che, con tanto di tabelle (quelle pubblicate a corredo di questo articolo), segnala un +0,5 centesimi di euro al litro.

Tabella Checkupprezzi.it

Tabella Checkupprezzi.it

Le oscillazioni della benzina ai distributori “servito”

Per i distributori che prevedono la modalità “servito” (con benzinaio che eroga il carbirante), il nuovo servizio di monitoraggio dei prezzi sottolinea che il prezzo medio della benzina oscilla dall’1,671 centesimi al libro di Eni all’1,704 di Q8. Sempre per la benzina, i punti “no logo”, che riescono a mantenere prezzi più bassi, si fermano a 1,497. Inoltre i picchi si sono osservati al nord con 1,781 euro al litro per la benzina.

Diesel e Gpl: anche qui i no logo i più convenienti

Il range di costo per il diesel passa dall’1,557 di Eni all’1, 590 di Shell con i no logo che si piazzano in media a 1,396 euro al litro (1,656 la punta massima). Invece per il Gpl, verso il quale moli consumatori si sono orientati per risparmiare, il prezzo medio va dallo 0,607 di TotalErg allo 0,626 di Shell con i no logo che si piazzano a 0,592 e picchi massimi di 0,647 centesimi.

Tabella Checkupprezzi.it

Tabella Checkupprezzi.it

Self service: i listini

Per quanto riguarda invece i self service, la soluzione rimane la più conveniente. Qui, scrive Checkupprezzi.it, “gli effetti della concorrenza si sono sentiti soprattutto nel diesel, le cui medie e punte massime sono generalmente scese, in linea con la discesa di alcuni listini. Per la benzina, al contrario, la tendenza è stata alla crescita di alcuni valori nelle punte minime e medie”.

Preoccupazione del Codacons

Preoccupazione viene manifestata dalle associazioni di consumatori. Il presidente del Codacons, Carlo Rientri, dice che “se proseguirà la corsa dei prezzi, i vantaggi finora garantiti dalle basse quotazioni del petrolio e da listini alla pompa in discesa svaniranno nell’arco di poche settimane. E aggiunge che si tratta di 1,39 miliardi di euro risparmiati nei primi due mesi del 2015, secondo le elaborazioni del Centro studi Promotor anticipate dall’Ansa.

Le ragioni del nuovo sciopero

Sul fronte degli scioperi, le ragioni della chiusura le spiegano le sigle sindacali Faib, Fegica e Anisa, che parlano di “un sistema che garantisce aumenti sistematici dei pedaggi e delle tariffe, proroghe ultradecennali di già lunghissime concessioni, rimesse milionarie statali praticamente a fondo perduto, oltre alla possibilità di imporre un regime di royalty a esclusivo ed ulteriore vantaggio dei concessionari che si traduce in prezzi dei carburanti più alti d’Europa e standard di servizio sempre più rarefatti e inadeguati ad un bene pubblico offerto in concessione”.

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