Qualcosa di rosa nel libro di Noria, malata di SM

Come sarebbe andata la storia di Cenerentola se, invece della scarpetta di cristallo, il principe azzurro avesse raccolto sulla scala del suo palazzo una stampella?
“La stampella di Cenerentola” (Omega Edizioni), il libro di Noria Nalli, avrebbe potuto anche raccontare questa storia se l’autrice avesse dovuto lavorare di fantasia per parlare di disabilità  e, in particolare, di SM, la sclerosi multipla.

Ma Noria Nalli, scrittrice e giornalista, è affetta ormai da anni da questa malattia e così ci regala il racconto della sua vita quotidiana: impressioni, incontri, difficoltà, allegria e dolore, il tutto sospeso in un ambiente che ha qualcosa di irreale, come nelle favole.

 

Rosa anche i disegni, fatti dall’autrice

Qualcosa di rosa. Rosa sono i disegni, fatti dalla stessa autrice, che s’intercalano ai racconti; rosa,  o di un colore che somiglia alla luce dolce e fresca dell’alba, è l’atmosfera di ogni racconto, dove la realtà non è quella quotidiana della fretta, della disattenzione, ma quella di chi ha affinato la propria sensibilità attraversando il mondo con la propria forzata lentezza.

Nessun gesto per Noria è dato per scontato, nessun passo e nessuna sosta sono ovvi, ma ogni movimento è soppesato, conquistato, voluto, meritato. Il mondo che Noria racconta sembra vasto, ma invece è un quartiere, quello dove ogni giorno  esce  con il suo girello, un mondo dove non esiste la pigrizia, dove il riposo fa parte della scalata e c’è il tempo di osservare, ad ogni sosta, ad ogni ripresa di fiato, la vita intorno. La passeggiata di un vecchio, il sostegno di un badante, l’incedere di una coppia di non vedenti sono i veri protagonisti di questo libro: piccoli gesti e personaggi che il mondo vissuto in fretta guarda con occhio impreciso, sprecando il valore che Noria Nalli, con la “Stampella di Cenerentola”, ci restituisce.

 

Qui la pagina su Facebook di La stampella di Cenerentola.

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