Pubblicità sessista: resistono gli stereotipi contro le donne (galleria)

Donne fin troppo sexy, stupide, incapaci di guidare, da tenere sottomesse o da calpestare come se fossero una pelle di leopardo o, ancora, che bruciano la cena e non ne azzeccano una se non con i giusti elettrodomestici. Sono alcune delle caratteristiche di molte campagne pubblicitarie sessiste e misogine che, nel corso del decenni, hanno dato un’immagine stereotipata dell’universo femminile. E che non sembrano essere nemmeno oggi.

Basta ricordare, per spaziare oltre l’ambito della pubblicità, il recente caso dell’etichetta sulla felpa che raccomanda di consegnare alla mamma l’indumento, quando è da lavare, perché quello è suo compito. E poi c’è il caso di Barbie che è può pure fare l’ingegnere informatico, ma che senza un uomo non ne fa una giusta. Ecco dunque, nella galleria che pubblichiamo sopra, una sequenza dei toni discriminatori usati nel corso del tempo un po’ ovunque, non solo in Italia.

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